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CAFFÈ LETTERARI

Pasticceria Pansa

Lo splendido panorama del golfo di Amalfi fa da cornice all’omonima cittadina affacciata sulla costiera più famosa e amata d’Italia. Proprio sulla piazza centrale, a due passi dal Duomo dedicato a Sant’Andrea splendido esempio di architettura arabo-siciliana, si trova, da oltre un secolo e mezzo e ormai cinque generazioni, uno dei luoghi  di maggiore fama e notorietà della penisola: la Pasticceria Pansa.

 

Intorno al IX° secolo contendeva a Venezia, Genova e Pisa la supremazia dei traffici commerciali nelle acque del Mediterraneo, in virtù di una posizione strategica e di marinai di grande perizia ed esperienza. Poi  Amalfi tornò ad essere un paesino di pescatori disteso sul declivio della scogliera che precipita nel mare, un piccolo angolo di paradiso dichiarato dall’UNESCO nel 1997 Patrimonio Mondiale dell’Umanità. In questa cornice idilliaca decise di aprire la propria pasticceria Andrea Pansa, riadattando  il deposito terraneo dell’abitazione di famiglia nel centrale rione San Giuseppe. Era il 1830 e Andrea si riteneva, a ragione, uno specialista nell’arte dolciaria. Ben presto le strette viuzze della cittadina furono invase da delicati e inebrianti profumi  sprigionati dai dolci di sua creazione. Da quel periodo il locale divenne meta prediletta degli amalfitani e dei tanti turisti che affollano l’amena località. L’aspetto, anche dall’esterno in cui ancora troneggia la facciata in marmo candido dei primi del Novecento, è rimasto ancora a cavallo fra XIX° e XX° secolo. I tavoli tondi coperti dalle bianche tovaglie, le ampie poltroncine di vimini, le stanze interne dipinte con tinte pastello e decorate con stucchi e grandi specchi, testimoniano la volontà dei gestori di mantenere in vita lo splendore e la signorilità che hanno caratterizzato il caffè – pasticceria durante la sua lunga storia. Qui hanno sostato Richard Wagner, gigante della musica, durante uno dei suoi soggiorni in Italia, Henry Wadsworth Longfellow, poeta statunitense dell’Ottocento fondatore, insieme ad altri letterati, di un celeberrimo “Circolo Dante” cui si deve la prima traduzione americana, perciò in lingua inglese, della Divina Commedia e Henrik Ibsen, drammaturgo norvegese,  a lungo diviso tra Germania e Italia grazie a una munifica borsa di studio, che terminò proprio nel promontorio campano il suo capolavoro “Casa di bambola”. Nella seconda metà dell’Ottocento, terminati i lavori di ampliamento dei locali della pasticceria, la famiglia acquistò un agrumeto, denominato “Villa Paradiso”, nel quale vennero allocate oltre mille piante di limone che diedero vita all’azienda agricola più estesa e rinomata della Costiera Amalfitana. La ricca e pregiata produzione di limoni fornì materia prima fondamentale per le creazioni pasticcere che nel giallo frutto trovarono un elemento naturale di grande importanza. Così nacquero le scorze candite di agrumi, vera e propria specialità della produzione familiare, la torta al limone, la delizia al limone e tanti altri. Giunti alla terza generazione i rampolli di casa Pansa diedero una sterzata importante all’impresa, prima acquistando un edificio appena fuori il paese adibito fino a quel momento a cartiera e trasformandolo in una moderna, anche se contenuta, industria dolciaria specializzata nella produzione di pastiglie alla menta, confetti e cioccolato, poi lasciando libero sfogo alla proverbiale creatività di famiglia. Inventarono, così, una caramella dal gusto particolare chiamata “Letizia” in omaggio a una sorella e concentrarono una serie considerevole di investimenti alla realizzazione di un prodotto completamente nuovo per il mercato, ricavato dai frutti del limoneto di Villa Paradiso: il “citrato effervescente”. Il dinamismo imprenditoriale che da sempre caratterizzava i Pansa permise una diffusione notevole dei prodotti dell’azienda familiare che, comunque, considerava il caffè - pasticceria il proprio fiore all’occhiello. Oltre ai prodotti esclusivi anche il vasto assortimento della pasticceria tradizionale campana è ben rappresentato, dalle zeppole di S. Giuseppe, frittelle al ripieno di crema pasticcera, ai susamielli, dolci a forma di salamino con miele, mandorle e agrumi canditi, ai mustacciuoli, dolcetti a base di “ranza” (farina grezza) e miele di arancio. Giunti alla quinta generazione i Pansa non sembrano affatto intenzionati a passare il testimone di uno dei luoghi più “dolci” della promontorio adagiato sul Mediterraneo.

 

 

                                                                           Stelvio Catena

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