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Nella storia dell’hotellerie occupa un posto di eccellenza grazie al lavoro svolto a New York, dove in pochi anni acquisì un’importante numero di strutture di pregio, però deve la sua notorietà alla somma messa in palio per una delle imprese che tennero col fiato sospeso una parte notevole dell’opinione pubblica del Novecento…
Nella foto che lo ritrae accanto al vincitore della singolare competizione che aveva contribuito a scatenare, appare piccolo di statura, attempato (all’epoca aveva 57 anni), minuto, con pochi e radi capelli, baffetti curati,. Indossa un completo scuro di taglio classico e, mentre stringe la mano ad un uomo giovanile e atletico, sfodera un sorriso che appare, a uno sguardo superficiale, sinceramente compiaciuto. Eppure stava congratulandosi con il vincitore di $ 25.000 messi da lui stesso in palio per il primo temerario capace di percorrere in aereo senza scalo la distanza New York – Parigi. Il piccoletto era Raymond Orteig, proprietario alberghiero di successo, mentre il giovane si chiamava Charles Augustus Lindbergh. Quest’ultimo aveva da poco compiuto il tragitto oggetto del premio in denaro, a bordo dello Spirit of St. Louis dopo 33 ore e 39 minuti di volo. Eravamo nel maggio del 1927 in pratica 8 anni esatti da quando (22 maggio 1922) Orteig aveva offerto la ricompensa, in una cena in onore dell’asso dell’aviazione statunitense Eddie Rickembacker che, avendo combattuto nei cieli transalpini durante la prima guerra mondiale, voleva stringere più stretti rapporti tra i popoli americano e francese inaugurando una linea aerea specifica. Raymond era giunto negli Stati Uniti dalla natia Francia il 13 ottobre 1882. Veniva da un paesino dei Pirenei, Louvie Juzon, dove era nato nel 1870, un piccolo borgo di un migliaio d’anime nella regione dell’Aquitania. Aveva seguito lo zio Joseph che faceva il macellaio a Manhattan. Dopo aver intrapreso diversi mestieri, ragazzo negli autobus, barista, gestore di locali, approdò nell’ambito dell’accoglienza e vi trovò la propria strada. In breve tempo e in rapida successione acquistò due alberghi nel Greenwich Village: il Brevoort e il Lafayette, in precedenza noto sotto il nome di Martin. Entrambi assai famosi e di notevole prestigio,la costruzione del primo risaliva al 1860 mentre il Martin era venuto alla luce soltanto tre anni dopo, furono comprati nel 1902, quindi riadattati e resi ancor più esclusivi dalle idee di Orteig. La sua fu una vera e propria operazione di marketing ben riuscita. Attingendo ai ricordi d’infanzia decise di caratterizzare i propri alberghi in stile prettamente francese. Dalla cucina agli arredi, dalla lista dei vini ai dipinti, tutto era mutuato dal paese transalpino e contribuì in maniera decisiva a “posizionare” le strutture in un modo ben chiaro al consumatore. Il target primario di riferimento erano i viaggiatori europei che, in vacanza o per lavoro, cercavano nella tentacolare metropoli americana un angolo d’Europa. La scelta si rivelò azzeccata e ben presto i due hotel divennero meta privilegiata dei visitatori del vecchio continente e non solo. Anche un nutrito gruppo di americani, in massima parte artisti e scrittori che frequentavano oppure risiedevano nel quartiere sud orientale della città, passava volentieri il tempo nei bar in stile parigino degli alberghi di Orteig. Fu proprio la particolare vocazione di tali strutture a farle diventare la meta preferita per i soggiorni degli aviatori francesi che venivano per addestrare i piloti statunitensi e favorire la nascita della US Air Force durante il primo conflitto mondiale. Nacque così anche la passione per il volo e per i pionieri della nuova disciplina di Raymond, che divenne un importante mecenate in grado di favorire lo sviluppo e la diffusione di questa ulteriore testimonianza del progresso umano. Prima le leggi sul proibizionismo del 1919 e poi la grande depressione di dieci anni dopo misero a dura prova la solidità finanziaria dell’albergatore di origine francese. A causa della crisi economica che ne assottigliò in maniera sensibile il patrimonio Orteig dovette vendere nel 1932 il Breevort, mentre riuscì a mantenere la proprietà del Lafayette. Però anche quest’ultimo aveva un destino segnato e nel 1953 venne abbattuto per lasciare posto alla costruzione di una serie di sei appartamenti. Raymond Orteig non era vissuto abbastanza per assistere anche a questa sconfitta. Era venuto a mancare nel 1939, forse soltanto svanito in quel cielo che aveva tanto amato.
Stelvio Catena
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