|
Giunto in Inghilterra a 14 anni nel 1928 dalla natia Cipro, dopo aver vagabondato per l’isola britannica cercando di vendere i merletti prodotti dalla madre e importati dal paese di origine, trovò in Scozia la sua patria adottiva diventando uno degli imprenditori più ricchi e influenti di quella parte del Regno Unito.
Argyros Anastatis nacque a Kato Drys, un piccolo paese poco distante da Larnaca importante centro urbano situato nell’isola di Cipro, il 13 marzo 1913 da una famiglia di contadini. In seguito alla scomparsa del padre nel 1920, Argyros dovette sospendere la frequenza alla scuola , l’American Accademy di Larnaca, e a causa delle difficoltà finanziarie spostarsi, con la genitrice, in Inghilterra nel 1923. Giunti a Londra, con due valige colme di manufatti di pizzo e 7 sterline in tasca, si diede subito da fare vendendo porta a porta i merletti confezionati dalla madre. Ben presto ne fece giungere altre quantità dall’isola dell’Egeo, essendo il suo paese d’origine specializzato nel confezionare tale prodotto. Percorreva in lungo e in largo l’isola prima con uno scooter, poi con auto d’occasione e infine con un furgoncino. Era un grande lavoratore e un venditore caparbio. Nelle sue peregrinazioni giunse in Scozia e venne come folgorato dalle tradizioni e dalla vita quotidiana di quel lembo di Gran Bretagna. Si trovò subito a proprio agio e decise in quattro e quattr’otto di spostarsi con la madre a Glasgow. Qui si convinse a intraprendere l’attività di ristoratore. Siamo nel 1945, la guerra è appena finita e la gente vuole riprendere a vivere normalmente. I soldi sono pochi ma la volontà di dimenticare le paure e le restrizioni della guerra pervade i cittadini di un po’ tutta Europa. Affittò un locale che non sembrava andare troppo bene, il Victory Cafè. Per prima cosa raddoppiò il salario dei camerieri, poi, attraverso un’attenta analisi dei fornitori, decide come strategia di base dell’esercizio di fornire dei pasti di buon livello qualitativo a costi accessibili a un largo pubblico. In brevissimo tempo il ristorante divenne un punto di riferimento gastronomico per un numero sempre crescente di scozzesi. Nel frattempo in una veloce incursione a Cipro si sposa con Annitsa Petropoulos che vivrà al suo fianco per l’intera parabola della sua vita e gli darà due figli maschi e quattro femmine. L’impresa cresce. Per una sterlina da Argyros, che nel frattempo ha “inglesizzato” il proprio nome in Reo Starkis, si possono mangiare tre portate una delle quali è rappresentata da una gustosa bistecca. Nel frattempo il tenore di vita cresce e la gente è sempre più propensa a uscire di casa e frequentare punti di ristoro dove è possibile unire convenienza e qualità. Reo ha, nel frattempo, creato una vera catena di ristoranti, denominata in onore del capostipite Victory, di cui cura con grande attenzione gli arredi e il servizio che pretende di alta qualità, a cui sta affiancando anche piccoli alberghi. Alla metà degli anni cinquanta del novecento ne vanta ben 46 e in ognuno esiste un ristorante che coniuga con grande efficacia un ambiente gradevole e una qualità dei pasti notevole a un costo abbordabile, capace di attrarre anche famiglie a redditi contenuti. Di fatto l’intuizione iniziale della sua carriera d’imprenditore rimane il fattore principale del successo di Reo. I suoi hotel avevano tutti un’inconfondibile impronta scozzese fin dalla colazione rigorosamente a base di uova, pancetta e salsicce. Nel 1967 aprì il primo Casinò in Scozia, the Chevalier, dove oltre al gioco si poteva cenare, ballare ed assistere a qualificati spettacoli di cabaret. Anche questa formula ebbe un successo notevole. Alcuni gravi incidenti, ad esempio l’incendio del Royal Hotel Darroch alla periferia di Aberdeen che causò cinque decessi e diciotto persone ferite, uniti all’incapacità del figlio maggiore di portare avanti con successo gli affari di famiglia costrinsero l’ormai anziano imprenditore a vendere la società alla Hilton Hotel per 1,2 miliardi di sterline. Reo Starkis fu molto addolorato da questa scelta, perché un’importante azienda scozzese passava di mano impoverendo la già esile economia di quel territorio cui si sentiva ormai di far parte. Fu anche un generoso benefattore in particolare per i fedeli della chiesa greco-ortodossa, di cui egli stesso era membro, offrendo al culto ben due chiese, una prima nel 1953 e una seconda, divenuta cattedrale di Glasgow col nome di San Luca Evangelista, nel 1960. Si spense a Stirling il 28 agosto 2001 a 88 anni.
Stelvio Catena |
|