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Per meglio gestire la propria attività è buona regola capire come si comporta e come agisce la concorrenza, cercando di intuirne la strategia di fondo per contrastarla nel migliore dei modi. In termini tecnici viene dato a questa attività il nome, naturalmente mutuato dall’inglese, di benchmarking. Perciò per quanto riguarda il settore turistico andiamo a vedere come si comportano alcuni paesi europei, che sono quelli maggiormente in competizione con il nostro, sul piano che sta più a cuore ad un viaggiatore: quello dei prezzi.
Molto spesso nelle aziende si affida ad un settore, per lo più allocato nel segmento che si occupa dell’intelligence oppure delle ricerche di mercato, l’aggiornamento sulle mosse dei competitors più qualificati, infatti da un’accurata analisi delle scelte effettuate da chi nel mercato di riferimento riscuote maggior successo si possono trarre utili consigli per la messa a punto delle proprie strategie future. Seguendo tale suggerimento per quanto riguarda l’accoglienza turistica, andiamo a vedere insieme come si comportano i principali stati dell’Europa nei confronti dei prezzi praticati al visitatore in alcuni servizi essenziali e li mettiamo in relazione a quelli che vengono praticati nel “bel paese”. I dati di seguito esposti sono tratti da una stima effettuata dal quotidiano londinese Financial Times riguardo una ipotetica lista della spesa delle vacanze nei ventisette paesi che aderiscono all’Unione Europea. Partiamo dalla tazzina di caffè e qui l’Italia con una media di 0,90 euro risulta assai competitiva verso la concorrenza continentale, dal momento che in Gran Bretagna costa 3,75 euro, in Grecia 3,50, in Francia 2,50, in Germania 1,90 e in Spagna 1,10. Passando alla bottiglia di birra la situazione cambia un poco, e se con i nostri 2,50 euro medi possiamo considerarci più economici di Francia (euro 4,50), Gran Bretagna (euro 4,50), Grecia (euro 4,00) e Germania (euro 2,75), rispetto a Belgio (euro2,00), Olanda (euro 1,75) e Spagna (1,20) risultiamo più cari. Situazione analoga per il vino in bicchiere, per l’acquisto del quale chiediamo mediamente 4,00 euro rispetto ai 6,00 della Germania, i 5,50 della Spagna, i 5,00 della Francia, i 4,40 della Gran Bretagna. Più economici risultano, invece, Grecia (euro 3,50), Olanda (euro 3,00) e Austria (euro 2,80). Ben altra situazione troviamo nel costo medio di una camera d’albergo in un hotel 3 stelle, quelli che registrano il maggior numero di richieste. Nel settore, infatti, occupiamo la prima posizione assoluta con 200,00 euro , anche con un certo merito dal momento che rispetto alla Gran Bretagna seconda classificata con 150,00 euro, possiamo vantare un incremento del costo del + 33,3%. Seguono Francia, Grecia e Olanda tutte a 120,00 euro, quindi Spagna a 100,00 ed, infine, Germania a 90,00 euro. Un pochino meglio posizionati, per quanto riguarda il beneficio al portafoglio di un ipotetico turista, siamo sul versante della ristorazione. In effetti prendendo come parametro un pasto di tre portate chiediamo al cliente in media 37,50 euro, rispetto ai 60,00 della Grecia (evidentemente il costo delle materie prime per confezionare mussaka, souvlaki e ghiros sono andati alle stelle), i 50,00 della Gran Bretagna e i 40,00 della Francia. Più a buon mercato risultano i pasti in Olanda (euro 36,00), Spagna (euro 35,00) e Germania (euro 30,00). Relativamente all’ingresso ai musei, croce e delizia del turista in Italia a causa da un lato della qualità eccelsa delle opere esposte e dall’altro della difficoltà di poterle fruire, ce la caviamo abbastanza bene. Pur non rientrando come Bulgaria, Irlanda e Gran Bretagna nel novero delle nazioni dove la visita è gratuita, con i nostri 5,00 euro medi i biglietti d’ingresso risultano di gran lunga più economici di quelli olandesi (euro 12,00), francesi e spagnoli (euro 9,00) e tedeschi (euro 8,00). A conti fatti la testata inglese reputava la Lituania lo stato più economico (la spesa giornaliera secondo i parametri con cui sono stati effettuati i calcoli portava ad un esborso medio, all inclusive, di 61,10 euro), seguito dalla Repubblica Ceca (euro 77,20) e Lettonia (euro 82,22). A tutti buon viaggio.
Stelvio Catena
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