Nato in Piemonte è diventato nel corso del tempo una delle bevande aperitivo che piace un po’ a tutti.
L’origine etimologica è tedesca, in Germania, infatti, Wermuth era l’assenzio, droga usata principalmente nella preparazione di questa bevanda. E’ passata di seguito in Francia dove la doppia W è stata sostituita con la V e la vocale U, troppo dura per i francesi, è stata sostituita dal dittongo ou. Infine è arrivata in Italia dove è diventata semplicemente vermut. Il sistema di produzione è nato in Piemonte ma è cambiato nel corso del tempo con l’avvento delle nuove tecnologie e soprattutto dai gusti dei consumatori. I primi a produrlo, a Torino, sono stati Antonio e Benedetto Carpano nel 1786. Gli ingredienti basici furono vino moscato di Corelli, zucchero, alcool, caramello e sostanze aromatizzanti di tipo vegetale.(Ndr L’origine del vino aromatizzato pare sia attribuita ad Ippocrate , celebre medico, che, credendo nel potere curativo delle erbe, macerò nel vino fiori d’assenzio e foglie del dittano, ottenendo il famoso ”Vino Ippocratico”).
Fu solo nel 1838, grazie ai fratelli Cora, che prese un carattere industriale. Sorsero così case famose come Cinzano nel 1860, Gancia nel 1850,Martini nel 1863, Ballor nel 1856. Da qui si sviluppò in tutta Europa fino ad arrivare in America. Intorno al vermouth ci sono tante leggende legate soprattutto all’ingrediente segreto che ogni casa gelosamente custodisce.
Al moscato di Corelli si sono aggiunti altri vini come bianchi di Romagna, i siciliani (Alcamo)pugliesi(Locorotondo-Martinafranca) sui quali vengono effettuati parecchi trattamenti di refrigerazione e aromatizzazione .Per quest’ultima vengono utilizzati estratti di erbe e droghe, ognuna con funzioni differenti:le noci moscate per eccitare la funzione intellettuale, il rabarbaro per decongestionare il fegato, lo zenzero per attivare la circolazione.
Le fasi della lavorazione del vermouth sono complesse, quindi, oltre alla bontà della materia prima, occorre un lungo processo di invecchiamento per permettere agli ingredienti di amalgamarsi .
Esistono 4 tipi di vermouth:
Vermouth rosso chiamato anche “italian vermouth, ha una gradazione alcolica di 16-17 gradi e un tenore zuccherino tra i 16 e i 18. La sua particolare colorazione ambrata si ottiene con l’aggiunta di caramello o glucosio. Si può servire liscio o con ghiaccio oppure in un grande bicchiere con l’aggiunta di acqua minerale o seltz. A proposito del vermouth rosso c’è un aneddoto divertente che riguarda il Punt e Mes specialità della Carpano. A Torino, nel secolo scorso, nel vecchio negozio di Castello, era solito riunirsi un gruppo di clienti dediti a discorsi riguardanti le quotazioni della borsa. Uno di questi, preso dalla discussione intorno alle oscillazioni della borsa, invece di ordinare un vermouth amaro, disse a voce alta:” Dammi un Punt e mes” facendo scoppiare una fragorosa risata e ignaro che avrebbe dato il nome al famoso vermouth;
Vermouth dry o “french vermouth” perché considerato di origine francese. Ha una gradazione di 18,5 gradi e il suo colore è giallo paglierino tenue o bianco carta. Non teme le ossidazioni e può sopportare notevoli sbalzi termici. Si serve liscio o con ghiaccio accompagnato solitamente da gin o wodka;
Vermouth bianco di colore giallo pallido ha una gradazione di 17 gradi. Il suo sapore dolce incontra particolarmente il gusto femminile. Differisce dal rosso per l’assenza del caramello;si serve liscio, con ghiaccio o seltz;
Vermouth amaro piacevole ritorno al passato è tornato di gran moda, sostituisce i cosiddetti “americani”. E’ molto più colorato del classico e ha una gradazione di 16,5 con un tenore zuccherino molto alto.
Per assaporare meglio i vermouth è ottima cosa seguire delle piccole regole. Per quanto riguarda la quantità la giusta razione è 60g( mezzo bicchiere),inoltre, se servito liscio, deve essere tra i 10 e 12 gradi, mai freddo. Si può aggiungere del ghiaccio cristallino e mai “nevoso” perché questo si scioglie troppo velocemente. Assicurarsi che l’orlo della bottiglia sia sempre pulito per evitare addensamenti di zucchero. Le bottiglie vanno tenute in cantina e mai in frigo per lungo tempo.
NEGRONI per 4 persone
Questo cocktail , tipicamente italiano, è uno dei classici aperitivi e non solo. Deve il suo nome al conte Camillo Negroni, noto gentleman che chiese al barman Fosco Scarselli, di aggiungere al bitter del gin e del vermouth. Questa antica ricetta rimasta invariata per mezzo secolo continua tutt’oggi ad essere un must.
1/3 vermouth rosso (60g)
1/3 dry gin(60g)
1/3 Bitter Campari (60g)
½ fetta d’arancia a testa
1 cubetto di ghiaccio a testa
Si prepara direttamente nei tumbler medio versando il vermouth (15g a testa) il Bitter (15g a testa), il dry gin815g a testa).Mescolare con un cucchiaino dal manico lungo e guarnire con la mezza fetta di arancia
La redazione |