Accordo credito 2015

Siglato l’accordo per il Credito 2015 tra l’ABI e le Associazioni d’impresa

Lo scorso dicembre la Legge Finanziaria aveva introdotto un strumento di sospensione dei finanziamenti utile a concedere una boccata di ossigeno alle imprese, ma la tanto attesa moratoria dei mutui, creata dal legislatore per dare maggiori risorse alle imprese per far fronte alla stringente crisi finanziaria, non sembra aprire spiragli alle aziende in crisi.

Detto questo, andiamo a vedere quali sono le tre iniziative previste.

La prima “Imprese in Ripresa” prevede operazioni di sospensione e operazioni diallungamento dei finanziamenti.

Le prime si riferiscono a sospensioni per 12 mesi del pagamento della quota capitale delle rate dei finanziamenti a medio-lungo termine (di seguito “mutui”), anche se agevolati o perfezionati tramite il rilascio di cambiali agrarie. O ancora a sospensioni per 12 mesi ovvero per 6 mesi del pagamento della quota capitale implicita nei canoni di operazioni di leasing rispettivamente “immobiliare” ovvero “mobiliare”.

Mentre le seconde si riferiscono ad operazioni di allungamento della durata dei mutui; ad operazioni di allungamento a 270 giorni delle scadenze del credito a breve termine; ed infine ad operazioni di allungamento per un massimo di 120 giorni delle scadenza del credito agrario di conduzione ex art. 43 del TUB, perfezionato con o senza cambiali.

La seconda iniziativa “Imprese in Sviluppo” per il finanziamento dei progetti imprenditoriali di investimento ed il rafforzamento della struttura patrimoniale delle imprese. Gli investimenti che potranno essere oggetto di finanziamento sono tutti gli investimenti in beni materiali e immateriali strumentali all’attività d’impresa, diversi da quelli alla cui produzione o scambio è diretta l’attività d’impresa stessa. Possono essere oggetto di finanziamento anche gli investimenti avviati nei 6 mesi precedenti al momento di presentazione della domanda.

La terza iniziativa riguarda le Imprese e PA, per lo smobilizzo dei crediti vantati dalle imprese nei confronti della Pubblica Amministrazione.

Possono beneficiare delle operazioni previste dal presente accordo le piccole e medie imprese (PMI) operanti in Italia, così come definite dalla normativa comunitaria, appartenenti a tutti i settori.

Le Imprese al momento di presentazione della domanda, non devono avere posizioni debitorie classificate dalla banca come “sofferenze”, “inadempienze probabili” o esposizioni scadute e/o sconfinanti da oltre 90 giorni. Pertanto la sospensione e/o eventuali altre richieste previste nel suddetto accordo viene concesso sole a quelle imprese considerate “in bonis”.  

Purtroppo malgrado quanto previsto nella Legge Finanziare che prevedeva un periodo di 36 mesi dal 2015 al 2017, per la sospensione dei finanziamenti, con la sottoscrizione dell’accordo è stato ridotto a 12 mesi.

Ulteriore aspetto da tener presente è che le analisi delle richieste di concessione o realizzazione dell’intervento verranno valutate su base individuale senza nessuna forma di automatismo, ciò significa che le banche potranno ancora respingere le richieste pervenute e non concedere nessuna sospensione alle imprese. 

 

Riteniamo utile sottolineare che le suddette operazioni avranno un costo, ma alle PMI non saranno addebitate spese e altri oneri aggiuntivi rispetto a quelli eventualmente sostenuti dalla banca nei confronti di terzi ai fini della realizzazione delle operazioni di sospensione o allungamento, e dei quali la stessa banca si impegna a dare adeguata evidenza.

In conclusione, si ha la sensazione che le imprese italiane ed in particolare i numerosi imprenditori in crisi, che già operano in un mercato sempre più difficile, non ricevano una adeguata risposta che vada sufficientemente incontro alle loro legittime esigenze.

Maggiori dettagli per le operazioni sono consultabili sul sito del Dipartimento del Tesoro.

 

 

                                                                                  Paolo D’Arienzo

                                                                             Consulente del Lavoro