Compensazione delle cartelle esattoriali

Il dl Destinazione Italia introduce novità in materia di compensazione di cartelle esattoriali

Il decreto legge n. 145 del 23 dicembre 2013, il cosiddetto “Destinazione Italia”, in fase di conversione in legge in Parlamento è stato modificato da un emendamento a proposito della compensazione dei crediti vantati nei confronti della PA con cartelle esattoriali. In pratica la nuova norma ha modificato il precedente regime che prevedeva la sospensione della cartella esattoriale per chi potesse vantare crediti certi liquidi ed esigibili nei confronti della pubblica amministrazione.

 

Sicuramente l’approvazione di tale emendamento, se da un lato depotenzia la norma originaria che prevedeva la sospensione della cartella esattoriale, cui prontamente la Ragioneria Generale dello Stato aveva opposto le problematiche circa un minore gettito fiscale, dall’altro lato i contribuenti che possano vantare dei crediti verso la PA li potranno compensare con cartelle esattoriali pendenti, con una notevole semplificazione del procedimento.

 

In concreto l’emendamento dispone che  imprese e professionisti  possano compensare i debiti delle cartelle esattoriali purché il loro credito possa essere certificato in base a quanto disposto dai decreti del ministro dell’Economia e finanze del  22 maggio 2012 e del  25 giugno 2012.

Quindi chi vanta un credito certo, liquido ed esigibile nei confronti della Pubblica Amministrazione (Stato, Province, Regioni, Enti Locali ed Enti del Servizio Sanitario Nazionale) dovrà  per prima cosa ottenere la certificazione del credito. Sarà necessario accreditarsi presso la piattaforma telematica www.certificazionecrediti.mef.gov.it e quindi inserire tutte le informazioni volte ad identificare il credito: numeri e date delle fatture che sono state emesse a fronte della fornitura di beni o servizi resa, la Pubblica Amministrazione debitrice nonché i provvedimenti emanati da quest’ultima. La piattaforma verifica la sussistenza del credito e rilascia al soggetto richiedente la certificazione del credito, ovvero ne comunica la insussistenza. Si rammenta che tale certificazione potrà essere utilizzata oltre che per la compensazione con cartelle esattoriali anche per eventuali cessioni del credito a banche in modo da monetizzare tali somme.

 

Per  poter conoscere nel dettaglio le modalità applicative di tale norma bisognerà attendere un decreto interministeriale che dovrà essere emanato  dal ministero dell’Economia e dal Ministero dello Sviluppo economico entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione. In particolare si attende di conoscere l’interpretazione di tale norma che ad un primo esame sembrerebbe riguardare esclusivamente coloro che abbiamo crediti il cui importo sia pari o superiore alla somma iscritta a ruolo. In tal modo si verrebbe a determinare una notevole ingiustizia sociale ed economica perché coloro che abbiano più debiti esattoriali che crediti non possano compensare le somme iscritte a ruolo. Non ci resta che attendere fiduciosi l’emanazione del decreto attuativo.

 

                                                                  Dott.ssa Giovanna Napolitano

                                                            Studio di consulenza Paolo D’Arienzo