Contratti stagionali nel turismo e ristorazione: cosa sta cambiando nel 2023

Quest’anno, il settore turistico e della ristorazione affronta un aggiornamento normativo significativo riguardo i contratti stagionali e a termine. Una riforma che punta a tutelare maggiormente i lavoratori, a garantire trasparenza nei rapporti di lavoro e a combattere il lavoro irregolare, particolarmente diffuso nei mesi di alta stagione.

Per le imprese HoReCa, da sempre legate a cicli stagionali e picchi di affluenza turistica, queste novità rappresentano un passaggio cruciale da comprendere e gestire con attenzione, anche per evitare sanzioni e ispezioni da parte degli organi competenti, in particolare l’INL (Ispettorato Nazionale del Lavoro). Stiamo parlando ovviamente del Decreto Lavoro (DL n. 48/2023), entrato in vigore il 5 maggio 2023 e convertito nella Legge n. 85/2023, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 3 luglio 2023.

Contratti stagionali ed a termine: cosa prevede la normativa aggiornata

Entrano in vigore infatti nuove regole che modificano alcuni aspetti fondamentali dei contratti di lavoro stagionali e a tempo determinato. In sintesi:

  • Durata massima complessiva: i contratti a termine non possono superare i 24 mesi complessivi presso lo stesso datore di lavoro, salvo deroghe previste dal contratto collettivo nazionale.
  • Motivazioni obbligatorie: dopo i primi 12 mesi, il contratto può essere rinnovato o prorogato solo in presenza di motivi oggettivi, come picchi di attività legati alla stagionalità, sostituzioni o esigenze produttive temporanee.
  • Numero massimo di proroghe: consentite fino a 4 proroghe entro il limite dei 24 mesi.
  • Reintroduzione della causale per rinnovi superiori a 12 mesi, anche nel caso dei contratti stagionali.

Per i contratti stagionali, pur rimanendo una certa flessibilità, è aumentata la richiesta di tracciabilità e documentazione delle motivazioni, per evitare abusi.

Maggiore attenzione a orari di lavoro e pause

Le ispezioni avviate nel 2023 si sono concentrate anche sul rispetto dell’orario di lavoro e delle pause obbligatorie. Tra le criticità più riscontrate:

  • Turni di lavoro superiori alle 9-10 ore giornaliere senza adeguato riposo;
  • Mancata concessione delle pause intermedie previste per legge;
  • Irregolarità nei giorni di riposo settimanale;
  • Assenza di una corretta registrazione degli orari tramite sistemi elettronici o cartacei validi.

Per il datore di lavoro, garantire la corretta gestione degli orari non è solo un dovere legale, ma anche uno strumento per migliorare l’ambiente di lavoro, la motivazione del personale e ridurre il turnover, da sempre alto nel settore stagionale.

INL e controlli nel settore HoReCa: cosa aspettarsi

Nel 2023, l’attività dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro ha visto un’intensificazione proprio nel comparto HoReCa, considerato ad alto rischio di irregolarità contrattuali durante i periodi di punta.

Le ispezioni hanno riguardato:

  • Contrattualizzazione effettiva dei lavoratori stagionali;
  • Presenza dei documenti di assunzione in loco;
  • Registrazione degli orari di entrata e uscita;
  • Trattamento delle pause e dei riposi;
  • Presenza di lavoratori irregolari o in nero;
  • Rispetto delle normative sulla sicurezza.

Le sanzioni, in caso di violazioni, possono variare da 1.500 a oltre 10.000 euro per dipendente irregolare, con rischio di sospensione dell’attività in caso di gravi inadempienze.

Cosa devono fare oggi le imprese del settore?

Per adattarsi al nuovo scenario normativo, le imprese HoReCa devono puntare su:

  • Un’accurata pianificazione contrattuale prima dell’inizio della stagione;
  • Supporto consulenziale specializzato, per evitare errori formali o sostanziali;
  • Formazione dei responsabili HR e dei titolari su contratti, pause e gestione degli orari;
  • Digitalizzazione dei processi di gestione del personale, con software per timbrature e turnazioni;
  • Monitoraggio costante delle novità legislative e dei provvedimenti regionali, spesso specifici per le aree a forte vocazione turistica.

Le modifiche introdotte quest’anno in materia di contratti stagionali nel turismo e nella ristorazione rispondono all’esigenza di un mercato del lavoro più regolato, sicuro e tracciabile.

Per le aziende del comparto HoReCa, affrontare queste novità in modo proattivo è essenziale per garantire continuità operativa, qualità del servizio e compliance normativa.

Adeguarsi oggi significa prevenire problemi domani, migliorare la gestione interna e rafforzare la reputazione aziendale in un settore dove il capitale umano è il vero elemento differenziante.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *