Il lavoro intermittente

Nuova disciplina del lavoro a chiamata dopo la riforma Fornero

Il contratto di lavoro intermittente o a chiamata è il contratto mediante il quale un lavoratore mette a disposizione le sue capacità professionali per lo svolgimento di una prestazione lavorativa a favore di un datore di lavoro.

È senz’altro inutile soffermarci sulla disciplina del contratto a chiamata in quanto è la tipologia  contrattuale più utilizzata nel settore turistico alberghiero.

Ma analizziamo le novità normative dopo la riforma Fornero.

In primis, tutti i contratti stipulati prima dell’entrata in vigore della Riforma, ossia della Legge 92/2012, dovranno terminare entro il 18 Luglio 2013.

A partire dal 18 Luglio 2013 per stipulare i contratti a chiamata ci si dovrà attenere a determinati requisiti sia oggettivi che soggettivi.

Una delle prime novità per accedere e stipulare il contratto a chiamata fa riferimento all’età del lavoratore che non deve avere meno di 24 anni (e terminare entro il compimento del 25° anno di età) e più di 55 anni (anche pensionati).

 Il lavoro intermittente è quel contratto con il quale il lavoratore si mette a disposizione del datore di lavoro per svolgere prestazioni di carattere discontinuo o intermittente.

Vediamo quindi l’altro elemento a cui bisogna far riferimento per il ricorso al contratto a chiamata: l’ambito oggettivo.

Nell’ambito oggettivo si può far ricorso al lavoro intermittente solo se le prestazioni rese da un lavoratore hanno carattere discontinuo o intermittente  secondo le esigenze individuate dai contratti collettivi stipulati da associazioni dei datori e prestatori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale o territoriale ovvero per le attività elencate nel Rd 2657/1923.

Inoltre è stata eliminata la possibilità di utilizzare il contratto per periodi predeterminati nell’arco della settimana del mese o dell’anno, intendendosi per  essi: i fine settimana,  vacanze natalizie, vacanze pasquali e ferie estive;  l’utilizzazione per i periodi predeterminati è possibile solo qualora individuati ed espressamente previsti dai CCNL, escludendo dall’ambito i contratti individuali.

Ed infine l’aspetto più innovativo tocca la modalità di svolgimento della prestazione lavorativa. Dal 18 Luglio scorso è scattato l’obbligo della comunicazione preventiva alla Direzione Territoriale del Lavoro; ovvero non solo sarà necessaria l’assunzione preventiva del lavoratore con il modello Unilav, ma è obbligatorio inviare alla DTL una comunicazione preventiva prima di utilizzare ogni singola prestazione lavorativa ovvero di un ciclo integrato di prestazioni di durata non superiore ai 30 giorni.

La comunicazione può essere effettuata anche il giorno stesso, purché prima dell’inizio della prestazione lavorativa. Inoltre la comunicazione può essere modificata o annullata, con un’altra comunicazione, ma sempre prima che inizi la prestazione o, nel caso in cui il lavoratore non si presenti, nonostante la chiamata, nelle 48 ore successive; nel caso di un’utilizzazione di un lavoratore per un ciclo integrato di prestazioni di durata non superiore ai 30 giorni, che si concretizzano nell’impiego del lavoratore per più mesi,  è possibile fare un’unica comunicazione preventiva per tutta la durata della prestazione, in quanto i 30 giorni sono di effettivo lavoro e non di calendario.

La comunicazione può essere inviata mediante fax sms o posta elettronica, individuati dalla nota del Ministero del Lavoro del 09 Agosto 2012, pena una sanzione da € 400,00 ad € 2.400,00 per ciascun lavoratore.

                                                                               

                                                                         Paolo D’Arienzo

                                                                     Consulente del Lavoro

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