Il voucher

Per tutte le prestazioni lavorative a carattere occasionale e saltuario

Con la Legge n. 30 del 14 febbraio 2003, più comunemente nota come “Legge Biagi”, è stata introdotta nel nostro ordinamento una nuova modalità di prestazione lavorativa, il lavoro occasionale di tipo accessorio, ovvero le prestazioni occasionali di lavoro, con carattere saltuario. L’esigenza di approntare una disciplina normativa ad hoc, è dovuta al fatto che spesso,  in passato non venivano denunciati tali prestazioni lavorative in quanto non riconducibili ad alcun contratto, non tutelando da un lato il lavoratore che si trovava sprovvisto di qualsiasi copertura assicurativa e previdenziale (INPS ed INAIL) e dall’altro il datore di lavoro che si trovava nella completa illegalità sia in caso di ispezione da parte degli organi di vigilanza addetti, sia in caso di vertenze di lavoro contro il lavoratore per la prestazione svolta.

Il lavoro occasionale accessorio è una particolare tipologia di prestazione lavorativa che può trovare applicazione in determinati settori, quali a titolo esplicativo le imprese del settore agricolo, del settore domestico, le imprese familiari che operano nel campo del commercio, dei servizi e del turismo, lavori di giardinaggio, pulizia e manutenzione di edifici, strade, parchi e monumenti; manifestazioni sportive, culturali, fieristiche o caritatevoli e di lavori di emergenza o di solidarietà; consegna porta a porta e vendita ambulante di stampa quotidiana e periodica; insegnamento privato e supplementare; attività svolte nei maneggi e nelle scuderie; in qualsiasi altro settore produttivo, ma limitatamente a determinate tipologie di prestatori (giovani con meno di 25 anni di età, regolarmente iscritti a un ciclo di studi; pensionati; percettori di prestazioni integrative del salario o con sostegno al reddito, ma nel limite economico di 3000 euro annui; i lavoratori in part-time).

 

Come innanzi detto la prestazione occasionale di tipo accessorio è quella attività lavorativa che ha carattere occasionale e saltuario cioè una prestazione svolta in modo discontinuo e sporadicamente, ma l’aspetto peculiare di tale attività lavorativa è rappresentato dalla sua remunerazione che avviene attraverso i voucher o buoni di lavoro.

Prima di tutto, possono fare ricorso ai voucher:

1.      Il committente, ossia il datore di lavoro che come prima analizzato può impiegare il prestatore di lavoro occasionale, enti senza fini di lucro ed enti pubblici (ma questi ultimi solo in caso di prestazioni per lavori di emergenza e di solidarietà).

Le persone fisiche, che trovandosi in una particolare situazione economico-sociale possono invece svolgere una prestazione occasionale che per i suoi caratteri è definita appunto accessoria, sono:

·         i pensionati, coloro che percepiscono un trattamento pensionistico in regime obbligatorio della Comunità Europea;

·         studenti nei periodi di vacanza, e per studenti si intende i giovani con meno di 25 anni di età, regolarmente iscritti ad un ciclo di studi presso l’Università o istituto scolastico di ogni ordine e grado come definito dall’art. 22, comma 1, lettera f, della Legge n. 133 del 6/8/08. Inoltre i giovani devono necessariamente  aver compiuto i 16 anni di età e, se minorenni, e necessaria l’autorizzazione alla prestazione di lavoro occasionale da parte del genitore o di chi esercita la patria potestà.

·         Lavoratori collocati in cassa integrazione e/o mobilità e coloro che percepiscono l’indennità di disoccupazione ordinaria, requisiti ridotti e/o disoccupazione speciale per l’edilizia;

·         I lavoratori in part-time tutti i lavoratori con contratto di lavoro a tempo parziale possono svolgere attività di prestazione di lavoro occasionale accessorio in qualsiasi settore produttivo, con l’esclusione di utilizzare i buoni presso il datore di lavoro titolare del contratto di part-time;

·         I cittadini extracomunitari possono svolgere attività di lavoro occasionale di tipo accessorio se in possesso di un permesso di soggiorno che consenta lo svolgimento di attività lavorativa, compreso quello per studio, e qualora stessero percependo l’indennità di disoccupazione devono essere in possesso di un permesso di soggiorno per “attesa occupazione”. Le prestazioni occasionali accessorie non consentono né il rilascio né il rinnovo del permesso di soggiorno per motivi di lavoro ai cittadini extracomunitari.

Si fa presente che i prestatori possono svolgere attività di lavoro occasionale di tipo accessorio fino ad un limite economico di 5.000,00 euro per singolo committente nell’anno solare, mentre nel caso di soggetti collocati in cassa integrazione o posti in mobilità il limite è ridotto fino a 3.000,00 euro per anno solare.

 

Più nel dettaglio questi buoni hanno un valore nominale pari a 10 euro; sono disponibili anche in multipli da due e da cinque del valore di 20 e 50 euro ne divisibili ne separabili; Il valore nominale dei buoni, a prescindere dal valore acquistato, comprende la contribuzione in favore della gestione separata dell’INPS (13%), che viene accreditata sulla posizione contributiva del prestatore; di quella in favore dell’INAIL per l’assicurazione infortuni (7%) e di un compenso all’INPS per la gestione del servizio (5%). Pertanto il valore netto a favore del prestatore è pari a 7,50 euro; i buoni multipli hanno un valore netto complessivo pari a 15,50 euro per i buoni da 20, e 37,50 euro quelli del valore di 50.

Il compenso netto percepito dal prestatore è esente da qualsiasi imposizione fiscale ed è,compatibile con le altre prestazioni a sostegno del reddito.

Ma dove si possono acquistare i voucher o buoni di lavoro.

Le modalità di acquisto dei suddetti buoni sono due:

 

1.     Buoni cartacei. I buoni cartacei sono acquistabili direttamente presso tutte le sedi provinciali INPS esibendo la ricevuta di pagamento effettuata sul c/c 89778229 intestata a INPS DG LAVORO OCCASIONALE ACC del relativo importo. Il buono è riscuotibile presso tutti gli uffici postali sul territorio nazionale. Oltre che all’Inps, i buoni possono essere acquistati presso i tabaccai abilitati, devono essere necessariamente punti di emissione autorizzati. Presso i tabaccai il datore di lavoro, presentando il suo codice fiscale può acquistare in un’unica soluzione buoni per un importo complessivo di 1.500,00 euro. In tal caso, il prestatore riscuote l’importo dei buoni direttamente presso le tabaccherie autorizzate. Successivamente è necessario compilare i buoni inserendo le informazioni necessarie richieste (codici fiscali – periodo della prestazione), compilato e firmato correttamente da entrambe le parti, il prestatore può presentare il buono ed incassare le proprie spettanze. L’INPS quando riceverà la comunicazione di incasso provvederà all’accreditamento dei contributi.

 

2.     Buoni telematici. Per acquistare i buoni telematici è necessario anzitutto la registrazione presso l’Inps.

 

I prestatori possono registrarsi:

        chiamando il contact center Inps/Inail al numero gratuito 803 164;

        su Internet, tramite il sito www.inps.it nella sezione Servizi On Line/Per il cittadino/Lavoro occasionale accessorio;

        presso tutte le sedi Inps.

 

I committenti possono registrarsi:

        presso le sedi Inps, se il proprio nominativo non è ancora registrato negli archivi dell’Istituto;

        sul sito internet www.inps.it, se il nominativo è già presente e si è in possesso del codice PIN, nella sezione Servizi On line/Per il cittadino/Lavoro occasionale accessorio;

         chiamando il contact center Inps/Inail al numero gratuito 803.164;

        tramite le Associazioni di categoria dei datori di lavoro.

 

Una volta effettuato l’accreditamento, il committente può richiedere all’Inps i buoni lavoro.

 

La richiesta deve contenere:

        i dati anagrafici di ogni lavoratore e i relativi codici fiscali;

        la data di inizio e fine presunta dell’attività lavorativa;

        il luogo di svolgimento della prestazione;

        il numero di buoni per ciascun lavoratore;

L’importo dei buoni acquistati deve essere pagato prima dell’inizio della prestazione:

        tramite modello F24, indicando nella sezione Inps il codice sede e il codice fiscale, la causale LACC e il periodo di riferimento della prestazione;

        con versamento su conto corrente postale 89778229 intestato a INPS DG LAVORO OCCASIONALE ACC;

        direttamente on line dal sito www.inps.it, nella sezione Servizi Online/Per il cittadino/Lavoro occasionale accessorio. In questo caso l’addebito avviene su conto corrente postale, su Postepay o su carta di credito del circuito VISA_Mastercard.

 

Il prestatore riceve gli importi guadagnati direttamente con accredito sulla carta magnetica Inpscard, che gli viene fornita al momento della registrazione o tramite bonifico domiciliato.

Al termine del lavoro il committente deve dichiarare l’entità della prestazione svolta.

L’Inps, dopo avere verificato che siano state versate le somme necessarie a garantire la copertura economica, avvia la procedura di pagamento del lavoratore e procede all’accredito dei contributi presso la Gestione separata.

È utile ricordare che nel caso di acquisto di buoni telematici, prima dell’inizio di una prestazione di lavoro occasionale accessorio, va fatta la comunicazione all’Inail tramite Contact center o fax o dal sito internet dell’Inail.

Mentre nel caso di acquisto di voucher presso i tabaccai, prima dell’inizio della prestazione di lavoro il Committente deve comunicare all’INPS, il proprio codice fiscale, tipologia di committente/tipologia di attività, i dati del prestatore (nome, cognome, codice fiscale), il luogo di lavoro, la data d’inizio e fine della prestazione.
Questa comunicazione vale ai fini della dichiarazione di inizio prestazione all’INAIL.

Attenzione: la mancata comunicazione all’INPS/INAIL comporta una sanzione cosi come disciplinato dall’art. 4 comma 1 lett. A della Legge 183/2010, , di cui all’art. 4, comma 1, lett. a), della Legge n.183/2010 (c.d. ‘Collegato Lavoro’), come indicato nella Circolare INPS n. 157 del 7/12/2010.

 

                                                                   Paolo D’Arienzo

                                                               Consulente del Lavoro