IMU

La nuova imposta introdotta dal Governo Monti che va a sostituire l’Irpef sui redditi fondiari

Quest’anno, tra i recenti provvedimenti economici, particolare attenzione  merita la nuova Imposta Municipale Unica, meglio conosciuta come IMU;  ritorna in pratica la tassa sulla prima casa ma con nuove formule di calcolo.

L’IMU sostituisce sia l’Irpef sui redditi fondiari delle seconde case, sia lIci che fino ad oggi era stata abolita per le prime case.

 

Le aliquote ordinarie per l’IMU sono state stabilite nello 0,4% per la prima casa e nello 0,76% per tutte le altre proprietà, ma i Comuni possono deliberare di aumentare o diminuire queste aliquote in funzione dei loro bilanci.

 

Ma più che l’aliquota quello che maggiormente ci interessa è chi deve pagare e come l’IMU. Ebbene la nuova imposta interessa tutti i proprietari di immobili sia ad uso residenziale che ad uso commerciale.

Per la prima casa, quella di abitazione, si ha diritto ad una franchigia fissa di 200 euro, più 50 euro per ciascun figlio residente fino a 26 anni d’età, con un tetto massimo di 400 euro.

A differenza degli anni passati, dove la casa concessa in uso gratuito a parenti veniva assimilata all’abitazione principale e quindi esente, da quest’anno si ha diritto all’applicazione dell’aliquota agevolata solo per l’abitazione dove effettivamente il proprietario dimori abitualmente e abbia nel contempo la residenza anagrafica. Inoltre l’immobile adibito ad abitazione principale deve essere iscritto in catasto come unica unità immobiliare. Pertanto, in presenza di due unità, accatastate come due unità abitative, esempio una al piano Terra ed un’altra al piano Primo, l’abitazione da adibire ad abitazione principale potrà essere solo una delle due. Anche le pertinenze tassate come la prima casa, potranno essere una per ogni categoria catastale esempio: C/2  C/6  e C/7. È considerata parimenti abitazione principale l’immobile non locato di proprietà di anziani o disabili residenti in istituti di ricovero.

Sempre che non ci siano novità normative il metodo di calcolo per l’IMU è il seguente:

1)    rivalutare la rendita catastale del 5%, pertanto ipotizzando che la nostra rendita sia di € 500,00, avremmo una nuova rendita di € 525,00;

2)    qui entra in gioco il nuovo sistema di calcolo che fa crescere del 60% l’imposizione; difatti bisogna applicare un ulteriore rivalutazione del 60%; quindi la nuova rendita sarà di € 840,00;

3)    moltiplicare il valore catastale x 100, per cui il valore su cui calcolare l’imposta sarà pari ad € 84.000,00;

4)    sulla cifra ottenuta si calcola infine lo 0,4% (per l’abitazione principale) o lo 0,76% (per le seconde case);

5)    Imposta dovuta per l’abitazione principale € 336,00, da cui bisogna decurtare € 200,00 di franchigia, ed € 50,00 per ogni figlio residente fino a 26 anni di età; se non ci sono figli l’imposta dovuta per l’abitazione principale è pari ad € 136,00;

6)    Imposta dovuta per seconde case € 638,40.

Tutto questo se i Comuni non provvederanno ad aumentare le aliquote ordinarie.

 

Altra novità concerne i residenti in Italia e proprietari di  case all’estero. Ebbene i proprietari dovranno versare un’imposta dello 0,76 per cento sul valore dell’immobile. La base imponibile è data dal costo riportato nell’atto di acquisto dell’immobile o dal valore di mercato dove l’immobile è situato. È chiaro che qualora l’immobile sia stato già sottoposto a tassazione nello Stato in cui lo stesso è ubicato, l’imposta assolta sarà equiparata ad un credito imposta.

In un recente articolo de Il Sole 24Ore leggevo le possibili aliquote nelle principali città italiane. Ad esempio a Milano sembra rimanere invariata l’aliquota per l’abitazione principale ma è prevista un aliquota al 9,6 per mille per le altre abitazioni, con possibili sconti per le case date in affitto agevolato; a Roma la situazione è ancora peggiore, si ipotizza di portare al 6 per mille l’aliquota sulla prima casa e di alzare ulteriormente quella per le altre proprietà; cosi anche Torino che prevede aliquote al 5 per mille per le abitazioni principali e del 9,6 per mille per le altre abitazioni.

L’unico vantaggio dell’IMU è che non pagheremo più l’IRPEF sugli immobili non locati e non destinati ad abitazione principale; prima l’imposta era progressiva e si applicavano le aliquote previste per gli scaglioni di reddito, più alto era il reddito più versavi;  a partire da adesso l’IRPEF  sui redditi fondiari delle seconde case non locate è inclusa nell’IMU.

                                                                                  

 

                                                                       Paolo D’Arienzo

                                                                   Consulente del Lavoro