Incentivi alle assunzioni

Nuovi provvedimenti per cercare di “sorreggere” le piccole e medie imprese

Con la Legge n. 183 del 12 novembre 2011, nota anche come “Legge di stabilità 2012” sono state disposte diverse misure al fine di incentivare l’incremento occupazionale; qui di seguito parliamo delle tipologie di assunzioni e delle misure che sono necessarie per accedere ad alcune agevolazioni contributive.

 

Contratto di apprendistato

Per incentivare l’assunzione dei giovani è stato dato rilancio al contratto di apprendistato professionalizzante, il quale prevede l’assunzione di soggetti di età compresa tra i 18 ed i 29 anni, con una durata massima di 3 anni, elevabile a 5 nel settore dell’artigianato; sempre nel settore Turismo/Pubblici Esercizi, un recente interpello mosso dalla Confcommercio e dalla Confesercenti, alla Direzione Generale per l’Attività Ispettiva del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, chiedeva se fosse possibile ritenere equipollenti i settori dell’artigianato e quelli previste nell’ambito dei diversi contratti collettivi del Terziario (Turismo/Pubblici Esercizi e delle aziende di Panificazione), per cui la durata del contratto di apprendistato professionalizzante potesse avere la stessa durata prevista nel settore artigianato; con la risposta del Ministero si ritiene possibile considerare equipollenti i due settori.

 

Incremento occupazionale femminile

Per favorire le assunzioni delle donne, sono state previste agevolazioni contributive oltre che incentivi economici e normativi, specificatamente per chi assume con contratto di inserimento, donne, prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi e residenti in una area geografica in cui il tasso di occupazione femminile sia inferiore almeno di 20 punti percentuali a quello maschile o in cui il tasso di disoccupazione femminile superi di 10 punti percentuali quello maschile. Le aree geografiche nelle quali troveranno applicazione gli incentivi economici saranno individuate con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze da adottare entro il 31 dicembre di ogni anno, con riferimento all’anno successivo.

 

Incentivo alle assunzioni

La Legge di stabilità promuove e rilancia il ricorso al contratto a tempo parziale. Pertanto, con l’entrata in vigore della presente Legge, riacquista efficacia quanto previsto dall’art. 3 commi 7 e 8 del decreto legislativo n. 61 del 2000. Detto articolo recita testualmente che: “Fermo restando quanto disposto dall’articolo 2, comma 2, i contratti collettivi stipulati dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, possono stabilire, nel rispetto di quanto previsto dai commi 8 e 9, clausole flessibili relative alla variazione della collocazione temporale della prestazione stessa. Nei rapporti di lavoro a tempo parziale di tipo verticale o misto possono essere stabilite anche clausole elastiche relative alla variazione in aumento della durata della prestazione lavorativa, anche, se necessario, ricorrendo al lavoro supplementare”. In sostanza, il datore di lavoro ed il lavoratore, saranno liberi, entro i limiti di quanto disposto dai CCNL, di gestire l’orario di lavoro in funzione delle proprie esigenze; il datore di lavoro potrà gestire meglio l’organizzazione del lavoro, e nel contempo il lavoratore potrà gestire meglio le ore di lavoro libere per le proprie esigenze personali.

 

Telelavoro

Sono state introdotte alcune misure atte ad incentivare il ricorso al telelavoro e consentire alle lavoratrici ed ai lavoratori particolari forme di flessibilità degli orari e dell’organizzazione del lavoro anche nella forma di contratto a termine o reversibile; al fine di facilitare l’inserimento dei lavoratori disabili mediante il telelavoro, gli obblighi di cui al comma l dell’articolo 3 della legge 12 marzo 1999, n. 68, in tema di assunzioni obbligatorie e quote di riserva possono essere adempiuti anche utilizzando la modalità del telelavoro.

 

Deduzioni IRAP

Come ultima agevolazione prevista, includiamo quella disposta di recente dal Decreto Monti. L’agevolazione consiste nella possibilità, cosi come recita l’articolo 2 del decreto n. 201 del 06/12/2011, della deduzione ai sensi dell’art. 99, comma 1, del Testo unico delle imposte sui redditi, di un importo pari all’imposta regionale sulle attività produttive (IRAP), determinata ai sensi degli articoli 5, 5bis, 6, 7, e 8, del decreto legislativo 446/97, relativa alla quota imponibile delle spese per il personale dipendente e assimilato al netto delle deduzioni spettanti ai sensi dell’art. 11 del decreto legislativo 446/97, al quale sono apportate le seguenti modifiche, “la deduzione base passa da € 4.600,00 ad € 10.600,00 e da € 9.200,00 ad € 15.200,00 per le zone svantaggiate, per i lavoratori di sesso femminile e per quelli di età inferiore ai 35 anni.

 

 

                                                               Paolo D’Arienzo

                                                                          Consulente del lavoro