A Londra i gatti non si accarezzano più solo per strada.

La City si apre ad un moda di origine giapponese e grazi allo spirito imprenditoriale di una  giovane australiana e ai contributi di tanti amanti degli animali ospita un locale totalmente dedicato ai felini.

Che in giro per il mondo ci siano locali strani, alcuni addirittura molto strani questo è poco ma è sicuro, basti pensare per esempio al Nyotamori  (Giappone) un locale in cui in virtù di un’antica tradizione giapponese le donne, tendenzialmente nude, fungono da piatto o da vassoio per i cibi che vengono serviti agli avventori, oppure al Al Mahara di Dubai, un ristorante immerso nel mare dove gli  ospiti vengono fatti accomodare intorno a un gigantesca vetrata cilindrica che permette loro di ammirare la vita subacquea del golfo, oppure all’italiano Solo per Due, un ristorante dotato di un unico tavolo con solo due posti disponibili, che si rivolge, quasi esclusivamente alle coppie di innamorati a cui vengono riservate tutte le attenzioni necessarie a far diventare una serata indimenticabile, caratteristica che gli vale il record di ristorante più piccolo del mondo rivolgendosi. Oppure si può pensare allo Fangweng Restaurant nel distretto cinese di Yiling, letteralmente aggrappato ad una scogliera a strapiombo sul fiume Yangtze con i tavoli dentro una grotta, costruito a centinaia di metri da terra, la cui caratteristica principale è il senso di instabilità ed equilibrio precario dell’intera struttura che genera un brivido costante anche ai più temerari, al Modern Toilet Restaurant  di Kaohsiung (Taiwan) dove non esistono piatti e scodelle, ma gabinetti, vasche da bagno e lavabi in miniatura, con cui vengono serviti i piatti tipici della cucina locale, allo Zauo di Tokyo dove armati di canna ed esche, i clienti devono pescarsi la cena in una delle vasche del ristorante, scegliendo poi se farsi cucinare il pesce dallo chef oppure organizzarsi in maniera indipendente su  uno dei barbecue a disposizione. Ebbene c’è dell’altro… L’ultima tendenza in fatto di stranezze arriva sempre dal Giappone, in realtà l’idea è venuta per la prima volta ad un locale di Taiwan, ma poi la moda si è diffusa in più parti del Giappone sicuramente anche a causa della rigidità dei regolamenti di condominio nipponici che nella maggior parte dei casi vietano agli inquilini di tenere in casa animali domestici. Stiamo parlando dei neko cafè o cat cafè, neko nella lingua giapponese significa appunto gatto. I neko cafè, oltre un centinaio in tutto il Giappone anche se i due più famosi, il Cat Cafè Nekorobi e il Cat Cafè Calico si trovano a Tokyo, sono dei locali totalmente dedicati ai felini che possono girare totalmente indisturbati e fare quello che vogliono, giocare sui divani, sonnecchiare sui tavoli, leccarsi i baffi e il pelo sul bancone piuttosto che affilarsi gli artigli con l’arredo e dove in un’atmosfera caratterizzata dalla massima tranquillità, dopo essersi tolti le scarpe e lavati accuratamente le mani,  assicurandosi di non diventare troppo molesti per le star del locale li si può accarezzare e coccolarli. Ovviamente l’Europa non è rimasta insensibile alla moda del cat cafè e lo scorso anno Vienna si è regalata il primo locale continentale di questo tipo il Cafè Neko, in Blumenstockgrasse 5, aperto però dalla giapponese Takako Ishimitsu. A brevissimo aprirà un cat cafè anche a Londra grazie allo spirito imprenditoriale e ad uno smisurato amore per i gatti di Lauren Pears, ex senior  project manager in  Sony PlayStation che grazie alla piattaforma di crowd funding indiegogo è riuscita a raccogliere circa 109.000 sterline. Il locale si chiamerà Lady Dinah’s Cat Emporium e dovrebbe sorgere nell’area di  Old Street. Lauren Pears avrà la collaborazione di altre tre persone e di una decina di amici a quattro zampe. Pagando 5 sterline i clienti fino ad un massimo di 50, potranno entrare e rimanere per tutto il tempo che vogliono utilizzando il wi-fi, i giochi da tavolo,  leggendo uno dei libri presenti nella biblioteca del locale, bere (ovviamente) caffè, tè, succhi di frutta e consumando altri snack, godendo della compagnia dei felini presenti che godranno di tutte le attenzioni del mondo, compreso un servizio veterinario che monitorerà periodicamente il loro stato di salute. Lauren Pears spera sia un successo, considerando che sono moltissime le persone che pur essendo innamorate dei felini, per motivi di lavoro o di spazio non possono tenerne uno. Gli animalisti d’oltremanica non sono entusiasti  del locale di derivazione nipponica, perché credono che i gatti sarebbero molto più felici se stessero in una famiglia e in una casa piuttosto che a contatto con un gruppo di persone che cambia di continuo, ma si sa l’amore per gli animali non conosce limiti e confini, chissà che non venga in mente a qualcuno di aprire un cat cafè anche in Italia.

 

 

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