A Tokyo il ristorante dei Ninja

Come spesso accade, Tokyo, capitale dell’avveniristico e tecnologicamente all’avanguardia Giappone, si caratterizza per l’originalità di alcune sue iniziative, che il più delle volte consistono nel tentativo di combinare  elementi assai differenti tra loro. Per cui accanto alle avveniristiche soluzioni abitative, oppure ai supporti tecnici più avanzati, troviamo l’esaltazione di modelli tradizionali desueti e, spesso, addirittura infantili. Così è da qualche tempo attivo nella città asiatica un ristorante dedicato ai Ninja. Ed è una vera sorpresa.

 

Nella tradizione nipponica, a partire dalla fine del 1100 in pieno periodo feudale,  con il termine Ninja si indicava una persona  particolarmente esperta nelle tecniche militari di strategia e, soprattutto, capace di efficaci azioni di intelligence nei confronti di eventuali nemici, aspetti che nel paese asiatico prendevano il nome di ninjiutsu.  Di fatto il vocabolo divenne di uso comune soltanto intorno agli anni ’50 del Novecento grazie ai fumetti e ad alcune serie televisive. Il successo fu immediato e i protagonisti delle storie, siano essi stati uomini o tartarughe, divennero ben presto gli eroi di intere generazioni di ragazzi in un pò tutto il mondo. Non poteva mancare, a questo punto, un locale di ristorazione intitolato alle avventurose figure, in grado di interpretare in pieno quel misto di audacia e sprezzo del pericolo caratteristico dello spirito del gruppo di guerrieri – ombra. In effetti l’obiettivo del personale del ristorante, tutto nel classico abbigliamento nero, con tanto di fascia a copertura del viso, che permetteva di muoversi con agilità nel buio della notte, è quello di far rivivere agli avventori, almeno per una sera, il fascino del Giappone medioevale, popolato di spie mercenarie avvezze alle arti del tradimento e dell’inganno. Già il nome introduce, con sapienza, al tema principale che il cliente si troverà di fronte: Ninja Akasaka. I legami con il mondo dei personaggi di tante storie appassionanti, però, non finiscono qui. Tanto per cominciare si viene accompagnati dai camerieri, forniti dell’immancabile lanterna, attraverso una serie di spazi angusti e bui dall’atmosfera cupa, un vero e proprio labirinto che intende riprodurre passaggi sotterranei e cunicoli segreti. Il tragitto scorre lungo la fedele e accurata riproduzione di un villaggio del periodo feudale attraversato da un limpido torrente, mentre, al fine di rendere la ricostruzione il più reale possibile, giungono i suoni del soffio del vento e del frinire degli insetti. Poi, prima di poter accedere al cibo, è necessario passare davanti alla cascata dove i Ninja si allenano e attraversare un ponte levatoio. A questo punto si prende posto in una delle sale, divise in stanze  fornite di un unico tavolo, e si è, finalmente, pronti ad iniziare le libagioni. Durante la degustazione delle diverse portate, i camerieri si esibiscono in giochi di prestigio, con carte ed altri oggetti di uso comune, numeri di illusionismo e nel, fantozziano, lancio di piatti, di cui si rivelano dei veri e propri maestri. Il menu proposto, che consiste in una lunga pergamena rigorosamente nera da svolgere con meditata lentezza,  è di sicuro assai variegato e spazia da proposte tradizionali, che molto spesso riproducono pietanze caratteristiche dei diversi periodi storici, a soluzioni più moderne, il tutto a cifre che non si possono certo considerare economiche. Accanto ai proverbiali sushi e sashimi, si va dal “piatto della lumaca esplosiva” che viene servito sparando un getto infuocato sulla pietanza (bisogna, però, fare attenzione, poiché dopo il trattamento le lumache tendono a scoppiettare disperdendo nell’ambiente  frammenti del guscio), al “dessert bonsai” (un dolce composto da foglie di tè verde, gelato, sesamo e banane). Non mancano altri piatti “esplodenti”, oppure “fumogeni”, o ancora a forma di “shuriken”, le famose stellette lanciate con impareggiabile maestria dai guerrieri durante gli scontri con i nemici di turno. Il Giappone non è certo nuovo a quelli che potremmo considerare dei “ristoranti a tema”, così oggi accanto al locale intitolato ai “conigli” (i vispi animali non arricchiscono o fanno parte delle portate, ma sono consegnati ai clienti vivi da coccolare durante il pasto) e all’altro definito “robotico” (alla cucina ci sono una serie di chef in metallo cromato, forniti di efficienti motorini, indaffarati a preparare i piatti ordinati), possiamo accostare anche l’ultimo arrivato dedicato ai Ninja. Un’ottima idea di marketing per utilizzare in chiave commerciale la storia e le tradizioni nazionali, oltre ad offrire a clienti e turisti una struttura ricca di fascino e di suggestione.

 

 

 

                                                                          Mario Rossi

 

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