ALLA RICERCA DEL BENESSERE (1)

Sempre di più, da parte dei consumatori, alla vacanza si chiedono proprietà taumaturgiche. Però, in fin dei conti, in cosa consiste il “benessere”? Ed è proprio necessario possedere strutture di accoglienza di grandi dimensioni e dalla tecnologia particolarmente avanzata?

Meno di due anni or sono, uno studio della Federalberghi stimava in oltre 11.000, su un totale di 33.480 licenze, le strutture italiane che dichiaravano di poter proporre ai propri clienti un “centro benessere”. Per la nazione leader europeo nell’offerta alberghiera, capace di raccogliere sul suo territorio il 18,8% dei posti letto presenti nell’intero continente, deve considerarsi un ulteriore merito disporre nel 33% dei casi di spazi dedicati in modo specifico alla cura della persona. Al di là della possibilità di ampliare le aree di servizio disponibili per la clientela, lo sviluppo di tale segmento permette, almeno in parte, di ovviare a quello che rimane il limite principale di un’impresa alberghiera piccola o grande che sia: la stagionalità. Essendo le necessità di allestimento tutte contenute all’interno della cinta muraria, viene a essere annullata la dipendenza nell’affluenza dei clienti dalle condizioni atmosferiche. Ciò permette da un lato di ottimizzare l’ammortamento sugli investimenti effettuati e il costo del personale allungando il periodo di attività, dall’altro di poter programmare, attraverso un’attenta pianificazione che copre l’intero arco dell’anno, le iniziative promozionali e pubblicitarie necessarie allo sviluppo del marchio.

Per un imprenditore dinamico e ricco di spirito di iniziativa anche l’aggravio di costi derivante dall’installazione dei nuovi strumenti e dalla riorganizzazione degli spazi disponibili può essere rapidamente assorbito dagli incrementi di fatturato. Un altro fattore gioca a favore di tali investimenti l’articolazione stessa dei pacchetti “benessere”. In effetti, di fronte a un a continua contrazione dei periodi medi di permanenza in strutture alberghiere da parte dei consumatori, il mese di ferie di quaranta anni fa si è progressivamente ridotto a due settimane e oggi a non più di sette giorni continuativi con alcuni week end più o meno long durante l’anno, l’arco temporale necessario a un ciclo sufficientemente articolato di attività per la cura del corpo non si dimostra inferiore a una settimana. Questo porta benefici immediati nel tasso percentuale di occupazione delle camere, indicatore fondamentale della corretta gestione di una struttura di accoglienza. Se consideriamo che gli interventi sul mantenimento di una buona salute generale possono toccare diversi aspetti specifici particolari (dolori muscolari, articolari, problemi circolatori, digestivi e così via), le opportunità di pacchetti mirati a costi possibili possono diventare più di uno durante l’anno.

Del resto i primi a occuparsi della cura del corpo, accanto a quella mentale, sono stati gli antichi greci, ma furono i romani, con lo sviluppo e la diffusione praticamente in tutto l’impero delle terme, a fare del benessere fisico una vera e propria religione.

La continua crescita economica, e in particolare l’abbondanza della produzione di derrate alimentari, caratteristica del mondo occidentale, unita alla sempre più diffusa tendenza a limitare l’esercizio fisico, hanno portato alcuni aspetti negativi legati al boom economico. L’incremento delle malattie cardiovascolari e la tendenza sempre più diffusa, anche presso i giovani, a limitare allo stretto indispensabile l’esercizio fisico, sono da considerarsi segnali preoccupanti di una scarsa attenzione dell’uomo moderno alla qualità della vita. Tutto ciò in coincidenza di un significativo incremento della longevità. Siamo perciò di fronte a un paradosso: in generale si vive più a lungo, ma si rischia di vivere peggio.

Inoltre la ricerca scientifica avanza a passi da gigante e i suoi progressi ci lasciano sempre più stupefatti. Si diffonde a macchia d’olio la sensazione di essere ormai vicini a sconfiggere il tempo. La vecchiaia e i problemi che il suo avanzare inesorabile comporta, sono stati lo spauracchio per intere generazioni. Il degrado fisico, vissuto come inevitabile fardello della parte terminale dell’esistenza, ha rappresentato il cruccio principale per tantissima gente. L’opportunità di contrastare validamente l’incedere del tempo, e i risultati davvero stupefacenti sono sotto gli occhi di tutti, permette di prolungare in modo significativo il periodo della maturità ancora ricco di energie e di voglia di fare.

Il risvolto economico di quella che potremmo definire “voglia di giovinezza”, è la disponibilità a spendere cifre considerevoli per fermare o ritardare il più possibile l’invecchiamento. Un business importante ancora da sviluppare a pieno ma che non deve cogliere impreparati gli operatori turistici. A tale proposito è bene ricordare che, a nostro avviso, non solo le grandi strutture alberghiere con spazi e opportunità di investimenti notevoli possono essere in grado di trarre benefici da questa situazione, ma anche realtà meno complesse, se ben gestite, hanno modo di offrire alla propria clientela servizi inerenti l’area del “benessere”. Nel prossimo intervento cercheremo di fornire alcuni suggerimenti tesi a ottimizzare le proposte commerciali relative alle varie tipologie di struttura. Ad ammonirci è il solito Oscar Wilde, quando afferma: “La salute è il primo dovere della vita”.

Stelvio Catena

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