ALLA RICERCA DEL BENESSERE (2)

Sempre di più, da parte dei consumatori, alla vacanza si chiedono proprietà taumaturgiche. Però, in fin dei conti, in cosa consiste il “benessere”? Ed è proprio necessario possedere strutture di accoglienza di grandi dimensioni e dalla tecnologia particolarmente avanzata?

La cura del corpo e la resistenza all’invecchiamento sono indubbiamente due aspetti della ricerca di “benessere” oggigiorno molto diffusi e ambiti presso vasti strati della popolazione. Massaggi, bagni con fanghi particolari, saune, creme specifiche, trattamenti per il corpo con erbe e impasti naturali formano una vasta offerta di rimedi in grado di migliorare le condizioni generali di salute e, al contempo, rendono il fisico impermeabile all’avanzare del tempo. Restringere, però, il “benessere” alla sola sfera organica della condizione umana ci appare restrittivo e fuorviante.

E’ facile intendere come tale esigenza, che trova sempre più persone interessate al suo sviluppo, sia diventata un florido business per tante aziende produttrici di prodotti operanti in questo mercato. Abbiamo visto nell’articolo precedente come anche per l’ospitalità alberghiera rappresenti ormai un elemento capace di produrre benefici notevoli per gli operatori.
Fin qui ci siamo, però, limitati a individuare vantaggi per quelle strutture che possono permettersi investimenti notevoli e posseggono spazi in esubero tali da poter organizzare centri adeguatamente attrezzati. Proprio un concetto allargato di “benessere”, che prenda in esame anche la sfera psicologica degli individui, riesce a coinvolgere un numero ben maggiore di persone e permette anche a strutture di ospitalità diverse e di dimensioni più contenute, rispetto ai grandi alberghi, di poter coprire questo segmento particolare di offerta.
Pensiamo agli agriturismi, ai b&b, alle residenze storiche.
Partendo dalla consapevolezza che “benessere” significa innanzitutto stare in pace con se stessi, tutto ciò che aiuta a combattere stress, ansia, affanno, caratteristiche connaturate ai ritmi di vita odierni, deve essere considerato salutare, un contributo importante a un miglioramento sensibile delle proprie condizioni esistenziali.

Ecco perciò che, riguardo alle tipologie di accoglienza turistica elencate in precedenza, la segnalazione di tragitti particolarmente ameni da percorrere in bicicletta o in mountain bike, passeggiate di diversa durata e livello di difficoltà variabile, piacevoli oasi naturali, divertimenti quali il ping pong, il calcio balilla, un campo da bocce e così via possono ovviare alla costruzione di palestre o istituti termali, fornendo a un pubblico poco condizionato da un’informazione più o meno addomesticata, possibilità di salutare esercizio fisico.
Se a questo aggiungiamo un’alimentazione naturale, magari con soli prodotti di stagione e provenienti da coltivazioni del luogo, l’opportunità di intermezzi ai pasti a base di tisane e tea, un bel camino nei periodi più freddi, letture avvincenti e una buona scelta di giochi da tavolo, almeno per una considerevole fetta di popolazione il “benessere” è assicurato. Inoltre le strutture che nel proprio pacchetto di offerta privilegiano la componente naturale, penso in modo particolare agli agriturismo e simili, non ritengo debbano cercare la competitività esclusivamente nella leva del prezzo, ma ingegnarsi nel trovare proposte innovative coerenti con il posizionamento prescelto.
Ad esempio proprio perché legati a tradizioni di coltivazione e di trattamento di prodotti naturali, organizzare scuole di cucina che privilegino la lavorazione di pietanze tradizionali, quali la produzione di marmellate, la pulizia degli animali da cortile o del pesce, la preparazione dei cereali per le zuppe contadine e così via. Accanto a questo, corsi di giardinaggio, tanto in serra che a cielo aperto, lezioni per riconoscere le erbe con un’analisi delle loro principali proprietà organolettiche, indicazioni per la raccolta dei funghi con segnalazione delle specie particolarmente pericolose, percorsi per una migliore conoscenza dei vini, tanto delle tecniche di produzione che delle peculiarità dei vitigni, con particolare attenzione ai prodotti autoctoni, i processi di coltivazione e di selezione delle olive per la produzione degli oli con approfondimenti riguardanti le gradazioni di acidità e le specifiche dei terreni dove sono allocate le piante, possono diventare argomenti stimolanti per vaste aree di pubblico, interessate a un recupero delle tradizioni specifiche di una civiltà rurale che, nonostante sia alla base della formazione di gran parte della popolazione italiana, si perde sempre più tra le nebbie del tempo.

E’ importante sottolineare come tale offerta può interessare anche il turismo internazionale grazie alla diffusione che la dieta mediterranea, e in particolare la cucina e i prodotti italiani, hanno avuto un po’ in tutto il mondo.

Riscoprire le proprie origini e apprendere nozioni diverse dall’utilizzo dei più aggiornati programmi per telefoni cellulari o dei nuovi giochi al computer, può significare imboccare con decisione, e lontano da strumentalizzazioni di mercato, la via del “benessere”.

                                                                                   Eugenio Crispoldi

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