Arrivano gli smoothies

Stanno vivendo un momento di grande successo tutta una serie di bevande a base di frutta e verdura, capaci di fornire al consumatore una vera e propria sferzata di sana energia. Si chiamano smoothies (dall’inglese smooth, liscio e vellutato) e aumentano ogni giorno il numero di appassionati fruitori, soprattutto fra coloro che pongono una sana dieta alimentare in cima alla lista delle priorità comportamentali. In effetti, accanto alla genuinità degli ingredienti utilizzati, è da considerare anche il loro apporto salutistico.

 

                                                                                           Sam

 

Se volessimo coniare uno slogan potrebbe essere: ”quando il cocktail è una vera e propria ‘bomba’, ma di…vitamine”. Si stanno imponendo all’attenzione di un pubblico sempre più vasto, gli smoothies bevande da gustare fredde, che mescolano, in grandi bicchieri colorati, una serie variegata di verdure e diversi tipi di frutta. Analcoliche, senza aggiunta di aromi artificiali, sono fatte solo di frutta e verdura, talora con l’aggiunta di yogurt e spezie, latte di mucca o di soia, e, sempre, tanto ghiaccio, per renderlo spumoso e amalgamare le diverse sostanze, ma in ogni caso con ingredienti naturali garantiti. Le ragioni di un tale successo vanno ricercate in più fattori, in gran parte attinenti ai modelli di vita che si stanno imponendo nell’attuale società. In primo luogo la diffusione, presso un pubblico ogni giorno più esteso, delle preoccupazioni salutistiche, legate, in parte, all’incremento continuo del numero di persone che stanno facendo una dieta, in parte ai reiterati inviti alla cautela lanciati da medici o altri operatori sanitari sul consumo degli alimenti, nei quali sembra diffondersi a macchia d’olio e per fini esclusivamente speculativi, l’utilizzo abnorme di pesticidi, conservanti, emulsionanti, stabilizzanti, addensanti e di qualsivoglia altra diavoleria chimica, capace di mantenerne inalterato, almeno l’aspetto, per periodi assai lunghi in modo da favorirne l’esposizione e, quindi, la vendita, ma che ne modifica in maniera significativa la qualità e la freschezza rendendoli nocivi all’organismo. Per non parlare dei cibi precotti e di tutte le problematiche attinenti la possibile sofisticazione dei prodotti liofilizzati piuttosto che dei piatti pronti. Insomma una vera e propria galassia di difficile comprensione, quella gastronomica, che si sta complicando in modo esponenziale in virtù della continua ricerca di contrarre il tempo giornaliero destinato alla preparazione dei cibi. Contro tale tendenza è già da tempo attivo un movimento, che continua a fare proseliti, intenzionato a ridare agli alimenti quei requisiti di genuinità e di semplicità che sono loro caratteristici. In questo ambito si situa l’esplosione delle “spremute energetiche”, che riescono a coniugare alla naturalità, una serie di funzioni utili alla salute. Ad esempio esiste lo smoothie antiraffreddore, ricco di vitamina C, composto da: kiwi, spremuta d’arancia, amarene, miele e banana; oppure quello capace di conservare al meglio la vista, realizzato con: pesche bianche, mirtilli, succo di mela e yogurt. Anche sul versante relativo alla cura della persona numerose sono le proposte che aiutano a mantenersi in forma: dal mix in grado di rendere perfetta l’abbronzatura al betacarotene, a base di: mango, peperoni, lamponi e succo di carota; a quello antiossidante antirughe, ricavato da: ribes nero, lamponi, melagrana, prugne, mela rossa, succo d’uva nera, mirtillo, cannella. Un vasto elenco di possibili soluzioni, con accanto la differente funzionalità, sono raccolte nel volume della giornalista gastronomica transalpina Esterelle Payany: Smoothies (Guido Tommasi Editore, pp. 64, euro 11,50), un elegante e coloratissimo ricettario in sintonia con la natura e il ritmo delle stagioni, nel quale la food writer francese non lesina elogi per la rigenerante bevanda. “Lo adoro – afferma convinta – perché è al tempo stesso una bevanda e un dessert. Quasi sempre, però, si aggiunge la banana per aumentare la consistenza ma è una soluzione che nuoce al gusto perché è un frutto che tende a dominare sugli altri. Meglio piuttosto mele e pere, dal sapore più lieve. I miei preferiti – continua – sono il Verde Primavera al cetriolo, kiwi e coriandolo, e il Rosso Passione alle fragole e pomodoro. È un modo piacevole e originale di mescolare frutta e verdura”. Il coup de foudre lo ebbe una decina di anni orsono, quando da “Cojean”, una catena di ristorazione rapida che offre prodotti freschi e di buona qualità, a Parigi sorseggiò per la prima volta un misto di fragola, kiwi, banana e arancia. Nacque così un amore che si è mantenuto inalterato nel tempo e che l’ha spinta a scrivere un trattato in onore delle benefiche misture. Una gustosa e salutare soluzione da proporre a tutti coloro che intendono privilegiare la naturalezza degli alimenti, senza, però, rinunciare al piacere del gusto.

 

 

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