Art Hotel

A Roma ha coinvolto un numero significativo di strutture alberghiere, ma il tentativo di legare arte e accoglienza trasformando il proprio hotel in uno spazio espositivo per talenti più o meno famosi e più o meno giovani, si è diffuso in varie zone della penisola, trovando entusiasti seguaci in diversi imprenditori. Una buona notizia per il paese che può vantare il maggior numero di opere d’arte dell’intero pianeta e che ha da sempre rappresentato un punto di riferimento imprescindibile per tutti coloro che hanno fatto dell’arte un riferimento importante.

 

                                                                                Egidio Crispoldi

 

Per qualsiasi rampollo della nobiltà o della ricca borghesia europea, a partire dalla metà del secolo XVIII, era pressoché d’obbligo effettuare un viaggio in Italia (nonostante il paese fosse ancora diviso e alla mercé di differenti “padroni”), per poter ammirare una quantità unica di vestigia artistiche di ogni tipo (architettonico, scultoreo, pittorico, ingegneristico e via dicendo) e, così, formarsi uno spirito elevato, arricchito dalla conoscenza diretta di alcune delle più importanti creazioni del genio umano di ogni età. Tale patrimonio, come ben sappiamo, è ancora là, intatto e pronto a manifestarsi in tutta la sua prorompente bellezza a coloro che ne vogliano ammirare le forme. Per questa ragione proseguire nella direzione tracciata secoli e secoli fa dai nostri progenitori può rivelarsi scelta strategica vincente. Non solo curando in maniera adeguata questo ingente patrimonio di valore incalcolabile, ma anche intensificando le iniziative a sostegno della fama conquistata in tanti anni di storia. Per cui perché non circondare anche nelle strutture di accoglienza il turista desideroso d’arte con opere di differenti talenti più o meno moderni? L’idea appare interessante e meriterebbe, a nostro avviso, una maggiore attenzione da parte degli operatori del settore. Intanto Roma, culla artistico – turistica per eccellenza, fa da apripista trasformando alcuni degli alberghi di maggiore notorietà, anche internazionale, in moderne gallerie d’arte. Ad esempio l’inaugurazione di un nuovo albergo, “The First Hotel” di via del Vantaggio, si è trasformata in un vernissage, curato da una delle galleriste più in auge della capitale, Anna Marra collaboratrice dell’associazione per la promozione dell’arte contemporanea “Mara Coccia”, che ne ha diretto l’allestimento in ogni particolare. Le pareti della confortevole e moderna dimora ospitavano 160 tele di ben 40 talenti scelti esclusivamente, per indicazione precisa dei proprietari, nella situazione artistica della capitale quale rispettoso omaggio alla città. Accanto ad autori già affermati, Pizzi Cannella, Gregorio Botta, Elisa Montessori, Alfredo Pirri, hanno trovato spazio alcune figure emergenti: Vincenzo Rulli, Giulia Cantisani, Stefano Minzi. Per qualcuno, ad esempio Claudia Peill, si è trattato di una vera e propria piccola personale, dal momento che ha potuto esporre una serie di opere. Come è facile capire, si tratta di una inversione di tendenza notevole, che intende porre all’attenzione del cliente non più i manifesti che riproducono dipinti famosi oppure le realizzazioni pittoriche degli amici di famiglia, ma veri autori occupati in una impegnativa ricerca artistica. Sulla stessa lunghezza d’onda si è posto un albergo già affermato e tra i più prestigiosi della metropoli capitolina, l’”Hotel de Russie” in via del Babbuino, ospitando tanto espressioni su tela, quali le creazioni di Carlo Guarienti, che le solide rappresentazioni, rappresentate dalle sculture di Giuseppe Ducrot e Oliviero Rainaldi. Interessante anche la soluzione del Residence Barberini in via delle Quattro Fontane, dove vige la regola della rotazione, secondo la quale per periodi ben definiti si alternano in mostra artisti della collezione dei proprietari. Una cinquantina di opere alla volta di personaggi di indubbio valore come Marina Abramovich e Chen Zen, oppure giovani promesse quali Sislej Xhafa e Alessandro Piangiamore. Originale l’approccio del l’”Hotel Art by the Spanish Steps” in via Margutta, strada romana storicamente frequentata da artisti, che chiede ad autori contemporanei di reinterpretare opere del passato, il cosiddetto d’après, con risultati davvero suggestivi. Non solo Roma offre questo tipo di accoglienza. A Pesaro, sul lungomare, da tempo ormai l’”Alexander Museum Art Hotel” ospita, accanto a una collezione permanente che può vantare lavori di Arnaldo Pomodoro, Enzo Cucchi, Sandro Chia, Mimmo Paladino, esposizioni, convegni, giornate di studio, nuove installazioni, mostre, dedicate all’arte contemporanea che fanno dell’albergo marchigiano un esempio unico, per continuità e dedizione, di Art Hotel nella penisola. Attento organizzatore di eventi artistici anche la “Villa San Carlo Borromeo” di Senato, alle porte di Milano, albergo di indiscusso prestigio collocato nella splendida magione seicentesca abitata fino al 1983 dall’aristocratica famiglia lombarda. Il fenomeno non si limita al territorio nazionale. Da tempo, ad esempio, il celebre “Negresco” di Nizza, ospita un prezioso dipinto raffigurante Luigi XIV, firmato dal suo ritrattista ufficiale Hyacinte Rigaud, e la Nana Jeune, scultura moderna dai colori brillanti di Niki de Sainte Phalle. Non poteva mancare all’appuntamento con l’arte Berlino, culla delle moderne espressioni creative, dove l’”Artotel Ermelerhaus” mostra ai propri clienti composizioni di maestri dell’arte contemporanea, quali: Andy Warhol e George Baselitz, mentre il decor è firmato dal celebre design Philip Stark. Non ci resta che augurare “buona visione” a tutti.

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