Book bar

Un paio d’anni orsono si impose come il locale dell’anno. Una formula di origine inglese che  ha avuto un successo notevole anche in Italia per la originalità del servizio e perché, in ogni caso, forniva una identità ben precisa alla struttura. Scopriamo come si sono sviluppati e quali strade hanno scelto alcuni book bar nazionali.

 

Un po’ libreria, un po’ caffetteria, un po’ salotto. Queste le caratteristiche principali del book bar, la tipologia di locale che negli ultimi anni sta conoscendo nel nostro paese uno sviluppo interessante. Nella corsa alla caratterizzazione come fattore importante di successo (più volte in questa rubrica ci siamo espressi a favore della ricerca di una precisa personalità nel momento in cui si prevede l’apertura di un bar) individuare nel libro l’elemento guida della propria identità rappresenta una bella scommessa. Siamo tutti a conoscenza di come l’Italia sia uno dei paesi europei dove si legge di meno, di quanto i giovani apprezzino maggiormente giochi elettronici e televisioni, ma la continua diffusione di questo tipo di esercizio dovrebbe farci riflettere con attenzione intorno ai molti luoghi comuni che si diffondono attraverso il passaparola. Anche in questo caso ci sentiamo di condividere con Voi alcune riflessioni intorno agli elementi principali su cui far leva nell’offerta globale da proporre all’avventore. In primo luogo accanto ai classici prodotti da bar potrebbe risultare utile arricchire con qualcosa di particolare il parco prodotti. Pensiamo, per quanto riguarda le bevande, a un ricco ventaglio di tè, infusi, tisane di diversi paesi, principalmente di origine asiatica, accanto a una schiera di vini da meditazione. Entrambe le tipologie di prodotto prevedono tempi di consumo abbastanza lunghi che favorirebbero la consultazione di libri o riviste. A questo proposito tendiamo a indicare alcune letture che, a nostro avviso, possono considerarsi di più facile consultazione. Oltre alle riviste, consigliate quelle che si occupano in modo particolare di turismo e quelle specifiche di architettura e arte, da tenere in bella mostra le guide, ce ne sono di divertenti che si occupano di fornire consigli sul bon ton, sull’abbigliamento, sulla gastronomia e via dicendo. Divertenti anche gli “speciali”, numeri monografici di non meno di un centinaio di pagine allegati il più delle volte a quotidiani, che con sempre maggiore frequenza si occupano di fornire consigli ed utili ragguagli intorno alle principali città della “civiltà globale”. Passando ai volumi anche in questo caso si fanno preferire quelli d’arte, di fotografia, di aneddotica,di design, insomma tutte le pubblicazioni che possono fornire un intrattenimento piacevole a chi intende trascorrere un lasso di tempo ragionevole in un bar. A tale proposito sono abbastanza in voga, al momento attuale, le graphic novel, cioè veri e propri racconti, non certo riservati ai minori, rappresentati in forma di fumetto. Diversi autori hanno intrapreso questa nuova strada espressiva offrendoci delle storie veramente coinvolgenti.  Quando, poi,si vanno a scegliere i volumi veri e propri sarebbe opportuno privilegiare libri di racconti, poesie e raccolte di aforismi. Avete intuito che il consiglio si orienta verso letture che possono diventare compiute in un termine temporale ristretto, in modo da soddisfare appieno il potenziale lettore. Esistono, poi, dei veri e propri locali “a tema”, dove la scelta dei volumi diventa un vero e proprio elemento di posizionamento del locale. È il caso del Doozo sushi bar e book shop, in via Palermo a Roma, dove accanto a un giardino zen interno, trovano posto una serie invidiabile di libri d’arte esclusivamente giapponesi. Oppure del Salotto 42, sempre nella capitale a piazza di Pietra, specializzato, invece, nei settori moda e design. Interessante l’offerta del Puk di Milazzo (via Borgia, Messina) che alla domenica mattina propone agli ospiti la lettura di fiabe. Per i più legati a mode legate ai movimenti letterari di fine ottocento, in pratica i nuovi “poeti maledetti”, segnaliamo il Malgiocondo a Palermo in via Guardione, dove è possibile celebrare ancora, a più di un secolo di distanza, il rito dell’assenzio.

 

                                                                                                                      Sam

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *