Camera d’autore

La catena alberghiera francese “Sofitel” ha ideato una interessante iniziativa tesa a promuovere il proprio marchio presso una clientela di medio – alto livello con interessi culturali, chiedendo la collaborazione di alcuni scrittori di chiara fama. L’obiettivo principale consiste nel rinnovare un connubio che dalla notte dei tempi ha affascinato l’uomo: quello tra viaggio e letteratura. Un modo interessante di creare interesse intorno a strutture d’accoglienza che possono vantare una presenza in alcune delle principali località turistiche del pianeta.

 

                                                                       Egidio Crispoldi

 

I resoconti di viaggio hanno prodotto alcuni veri e propri capolavori della storia della letteratura universale. A cominciare dalle peripezie di Ulisse lungo le coste del Mediterraneo (Odissea 800 – 700 a.C.), madre di tutti i racconti, per passare alla scoperta di una civiltà come quella cinese grazie alle cronache del veneziano Marco Polo (Il Milione, 1298), poi alle splendide divagazioni artistico – letterarie del poeta tedesco Wolfgang Goethe (Viaggio in Italia, 1829), quindi ai particolareggiati quanto avventurosi resoconti ottocenteschi sugli ancora inesplorati territori africani e australiani. Insomma i luoghi visti con gli occhi di un artista appaiono più affascinanti e misteriosi, capaci di attrarre con maggiore attenzione la curiosità dei viaggiatori. Con molta probabilità sono state queste le ragioni alla base della scelta della dirigenza della Sofitel, catena alberghiera con pacchetto di maggioranza francese, 150 alberghi di gran lusso sparsi un po’ in tutto il mondo, di avviare un esperimento decisamente innovativo nell’ambito del turismo culturale. Infatti sono stati contattati una serie di scrittori e giornalisti, ai quali è stato offerto un soggiorno gratuito in uno degli alberghi della catena situato nella città oppure nella località che più di ogni altra stimolava la vena creativa dell’intellettuale. In cambio dell’ospitalità quest’ultimo avrebbe composto uno scritto ispirato dai luoghi visitati. L’iniziativa è stata pubblicizzata dal quotidiano parigino “Le Figaro” che sotto il titolo ”Gli scali letterari di Sofitel” ha pubblicato tutti e sette i racconti nati dalla penna dei singolari ospiti in un supplemento nel dicembre 2011. Alla base dell’operazione, come chiarisce Dominique Colliat, direttore generale di Sofitel Europa, Medio Oriente, Africa, in un editoriale di presentazione, c’è: “ Un messaggio forte, che si inserisce perfettamente nella nuova visione diffusa da Sofitel: nel cuore del lusso, c’è la scoperta e le relazioni umane. Al giorno d’oggi, i grandi viaggiatori, guidati dai loro bisogni come dai loro desideri, cercano sensazioni, piaceri unici, momenti memorabili. Sono felice di farvi scoprire i racconti che le diverse destinazioni hanno ispirato a questi prestigiosi autori, e spero che come un preludio al viaggio, vi daranno, almeno per un istante, quel delizioso sentimento di essere altrove”. In pratica fornire al cliente la possibilità di condividere emozioni e commenti su un luogo particolare con personaggi dalla sensibilità non comune. I protagonisti appartengono all’élite della cultura transalpina. Benoit Groult ha scelto il “Munich Bayerpost”, un elegante edificio in stile guglielmino situato nel centro della capitale bavarese; Frédéric Vitoux il “Sofitel” di New York un edificio di 30 piani a due passi da Fifth Avenue, dall’ampia facciata in vetro e dagli ornamenti Art – Decò; Claude Serillon ha preferito tuffarsi nella natura incontaminata del “Sofitel Essaoura Mogador Golf & Spa”; Oliver Weber si è sistemato sulle rive del Danubio al “Budapest Chain Bridge”, una moderna struttura sorta nel cuore della città magiara, e più precisamente nel quartiere del Castello e dell’Opera; Gilles Martin – Chauffier ha occupato una suite al “Vienna Stephansdom” avveniristico fabbricato in vetro e acciaio con vista sul Prater e sulla Cattedrale di Santo Stefano; Tatiena de Rosnay si è rifugiata sulle sponde dell’Atlantico, al “So Mauritius Bel Ombre”, cullata dalle onde rilassanti di un mare da favola; Patrick Chamoiseau ha scelto “Paris le Faubourg” il prestigioso albergo della ville lumiére situato al centro di un triangolo leggendario quello composto dagli Champs – Elysées, il Louvre e Place de la Concorde, vero e proprio cuore commerciale della città dove si possono trovare i negozi delle griffe più famose. Da sottolineare come si sia scelto un veicolo promozionale che, al momento, non sembra ricevere l’attenzione del mondo economico e sociale, mi riferisco alla “cultura”, e che, anzi, sia afflitto da continui tagli alle già magre risorse e veda assottigliarsi sempre di più finanziamenti e investimenti, tanto pubblici che privati. Un atto di coraggio indirizzato a un target ben preciso di clientela, formato da coloro che non intendono rinunciare al piacere della lettura e della scoperta di nuove derive interpretative, allo scopo di mantenere attive le capacità critiche e la curiosità per la conoscenza, elementi fondamentali che caratterizzano fin dalle origini la specie umana. Una scommessa che ci auguriamo vincente, in grado di aprire la strada a un nuovo modo di interpretare il business.

 

 

 

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