Città d’arte: un fenomeno da tenere presente

Da qualche tempo, nelle nostre analisi intorno all’andamento delle località turistiche italiane, le “città d’arte” occupano uno spazio sempre più importante. La crescita di presenze nelle principali e più importanti ( Roma, Firenze, Venezia), si affianca, però, a un consolante incremento dei centri di provincia che sembrano attirare un numero considerevole di turisti .

 

Parlando delle previsioni turistiche per l’estate(Bene il turismo straniero in Italia, 15 – 07 – 2007), avevamo sottolineato come “le città d’arte”, a differenza del mare che rimaneva stabile e della montagna addirittura in calo di presenze, facessero ipotizzare un incremento dei visitatori. Il fenomeno è sicuramente legato alla incredibile offerta di opere di ogni epoca, è forse bene ricordare come l’Italia da sola conserva intorno al 40% del patrimonio artistico mondiale, presente sul suolo nazionale. In questo panorama località anche di dimensioni contenute, quali Ferrara, Mantova, Assisi, Noto, Urbino, Siena e così via posseggano veri e propri gioielli pittorici, architettonici, scultorei, legati, comunque, alle capacità creative e artigianali di un popolo capace di inventare capolavori. La provincia, da sempre cuore pulsante della nazione, è in grado di offrire anche scorci ambientali di grande bellezza e prodotti alimentari tipici dai sapori indimenticabili che possono trasformare la vacanza in un raffinato percorso enogastronomico. Il dato assume ancor più significato se non sono soltanto i vacanzieri d’oltreoceano, in cui l’interesse per la penisola è cresciuto nell’ultimo anno del 19,6%, a  indirizzarsi su itinerari culturale ma anche i cittadini europei.  A tale proposito i dati che certificano l’andamento delle scelte dei turisti continentali pongono in sensibile crescita proprio l’Italia, ben il 21,3%. In ogni caso segnali confortanti giungono anche dai singoli paesi. In Australi e Nuova Zelanda la voglia d’Italia cresce del 25%, in Giappone del 17%, in USA e Canada del 16,8%. Per quanto riguarda la vecchia Europa il primato spetta all’est con il + 51,5%  della Polonia e il + 40,3% della Russia di Putin. Nel versante occidentale il primato resta appannaggio della Germania con un incremento del 26,4%, seguita dalla rampante Spagna con il + 25%. Alcuni dati diffusi da un’indagine ENIT chiariscono con maggiore efficacia il trend che stiamo analizzando. Ad esempio 85% dei visitatori giapponesi scelgono itinerari culturali per la visita in Italia, mentre USA, Spagna e Portogallo si stabilizzano sull’80%. Gli ultimi due paesi sembrano aver scoperto solo la poco le bellezze siciliane. Svizzeri e francesi  raggiungono il 52% anche se, insieme ai belgi, si dichiarano interessati in particolare all’italian style of life. Stupisce che anche i turisti di ultima generazione, il 70% degli indiani, dichiarino di preferire un tour d’arte ad altre tipologie di viaggio. In molti casi si cerca in modo particolare relax, magari abbinato a una scoperta dei territori e dei suoi abitanti. A tale proposito in sempre più casi si cerca di inserire nel soggiorno esperienze nuove e stimolanti. Si cercano soggiorni in piccoli centri dove poter frequentare in modo attivo botteghe artigiane, dove poter collaborare al restauro di opere d’arte minori, dove esista la possibilità di seguire corsi di gastronomia, di giardinaggio e via dicendo. Nell’area scandinava l’offerta proposta dai principali Tour Operator riguarda per il 13% le grandi città d’arte italiane, ma per il 23% l’abbinata grandi più piccoli centri, e ben il 21% propone itinerari specificatamente culturali. In Francia sono 230 gli operatori che hanno nei loro listini viaggi d’arte in Italia, in USA 668, in Spagna 92, mentre in Austria raggiungono l’80% dell’intero parco di agenzie operanti nel settore. In poco tempo anche la Russia si sta avvicinando agli standard occidentali, per adesso sono il 35% del totale gli agenti di viaggio che offrono la cultura italiana. A questo punto è importante che le attività di promozione, che a nostro avviso dovrebbero sempre di più concentrarsi sull’offerta storico-artistica, tanto istituzionali che private prendano in considerazione anche i centri minori, ricordando ai turisti che la nostra nazione possiede oltre 3.000 musei da poter visitare. Un immenso patrimonio diffuso lungo un territorio che riesce a coniugare eccellenze in diversi settori da quello alimentare al paesaggistico, all’ambientale. Sarebbe un peccato non rendergli giustizia

 

 

                                                                      Egidio Crispoldi

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