Da noi gli animali sono i benvenuti

La civiltà occidentale da alcuni anni si sta caratterizzando per alcuni fenomeni sociali: la frammentazione delle famiglie, grazie al crescere di separazioni, divorzi, e il contenimento delle nascite, frutto di ritmi di vita spesso folli e di indirizzi esistenziali dominati da un egoismo edonistico. Tutto ciò ha moltiplicato l’acquisizione da parte di un numero considerevole di individui di animali domestici, con cui condividere il trascorre dei giorni e su cui riversare le cospicue riserve di affetto. Staccarsi da loro, anche per pochi giorni, diventa perciò sempre più difficile.

 

                                                                                      Egidio Crispoldi

 

Per secoli le residenze pubbliche e private di un pò tutto il mondo ospitavano nelle proprie stanze animali domestici di tutti i tipi. Dagli edifici nobiliari, ai casolari contadini, dalle abitazioni borghesi alle locande o taverne dove si poteva trascorrere una notte o gustare un pasto caldo, era un via vai continuo di gatti, cani, oche, polli e via dicendo. L’evoluzione sociale e l’affermarsi di una serie di nuove regole sociali, unite a una maggiore attenzione alla salubrità degli ambienti e a una diversa  diligenza sanitaria, estromettevano, in massima parte nell’emisfero occidentale, dalle dimore umane la gran parte delle specie animali casalinghe, mentre i pubblici locali e le strutture di accoglienza salvo episodiche eccezioni, ne vietavano l’accesso a tutte le categorie. La recente evoluzione degli stili di vita, caratterizzati da una parcellizzazione del nucleo famigliare tradizionale e da una drastica riduzione delle nascite, ha portato a una diffusione sempre maggiore del possesso di un animale domestico, a volte anche di specie particolari, che si è trasformato nel principale destinatario dell’affetto dei proprietari. Affetto così profondo da suggerire la nascita di esercizi commerciali completamente dedicati alla salvaguardia della salute e dell’aspetto degli amici dell’uomo. Parrucchieri, centri estetici, negozi alimentari e di abbigliamento specifici, fino a bar in cui poter sorbire una bevanda mentre si sta accarezzando un gattino, hanno invaso le metropoli del nostro pianeta. Sul versante turistico un recente sondaggio di “TripAdvisor” forniva una serie di informazioni assai utili a quantificare il desiderio di poter trascorrere le vacanze in compagnia degli amici animali. Ben il 30% degli intervistati ha dichiarato di portare con se il proprio animale perché la sua presenza rende il viaggio più piacevole, il 15% afferma di provare sofferenza ogni volta che è costretto a separarsene, un 16% dice addirittura di preferire la compagnia di cani e gatti a quella degli amici e familiari, dal momento che i primi sono più capaci di dare affetto, si dimostrano più fedeli e pesano in maniera minore sul bilancio complessivo della vacanza. Il fenomeno non poteva non interessare anche alberghi e affini. Non si sono dimostrati insensibili alla nuova situazione anche gli hotel a cinque e più stelle. A tale proposito la rivista statunitense Forbes ha stilato una classifica delle residenze di lusso che accettano gli animali, specificando il tipo di servizio che hanno approntato per la bisogna. Il “Peninsula” di Beverly Hills, Los Angeles, ha posto nella reception, con il compito di accogliere gli ospiti, un elegante levriero. Nelle camere, i suoi simili, troveranno, oltre a un comodo giaciglio accanto al letto dei padroni, asciugamani personalizzati, giochi vari, un menu dedicato  e un dogsitter è sempre a disposizione per farlo divertire quando non possono accudirlo direttamente i proprietari. Nella Grande Mela, “The Point” del gruppo Sheraton, situato nella caotica Time Square, fornisce anche una piscina dedicata esclusivamente ai cani, dove il golden retriver del general manager, intrattiene i propri simili. Ancora più raffinato e completo il servizio messo a disposizione dal lussuosissimo “Mandarin Oriental” di Miami, Florida. In effetti sia per i cani che per i gatti, accanto a menu specifici, cucce e giardini riservati, fornisce il pacchetto Doggie Boot Camp diretto da un dogtrainer di provata esperienza. Dalla Florida al Massachusetts, il “Boston Harbur Hotel”, in linea con le tendenze attuali, dedica spazio adeguato al wellness per gli ospiti a quattro zampe e mette a loro disposizione una spa e una boutique, mentre il “Woodlands Inn” a Charleston, South Carolina, ha assunto uno chef destinato esclusivamente alla preparazione di pasti per gli animali capace di preparare menu personalizzati per i cani, accanto al quale opera un assistente che li porta a passeggio e si occupa della toletta quando i padroni sono fuori. E l’Italia? Per quanto riguarda il nostro paese per il momento ci si limita a segnalare la disponibilità all’accoglienza, senza esagerare con i servizi specifici. Alcuni siti dedicati elencano fino a ventimila strutture, di vario genere dagli agriturismi alle pensioni, agli alberghi anche pluristellati, sparsi un pò per tutta la penisola, sia al mare che in montagna, ma consigliano di contattare direttamente il personale dell’hotel per avere informazioni precise intorno alle modalità di trattamento. Per tutti coloro che si mettono in marcia insieme al fedele amico a quattro zampe, al di là dell’individuazione di un complesso residenziale disposto ad ospitarli entrambi, è bene consultare un veterinario in grado di fornire utili consigli per fargli meglio sopportare il viaggio. Del resto è anche lui in vacanza.

 

 

 

 

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