Dormire in un supermercato

Si trova in una cittadina poco distante da Colonia,importante centro urbano della Germania occidentale di circa un milione di abitanti, l’hotel installato in una specie di grande magazzino dismesso e interamente dedicato all’enogastronomia. Camere a tema e continui rimandi al panorama alimentare, a cominciare dal logo che è costituito da un  codice a barre. Un’idea interessante, in un paese in cui la tradizione culinaria non appare, però, così ricca e articolata come in altre aree europee.   

 

La tradizione ne identifica la cucina come abbastanza monotona, dominata dagli stinchi di maiale, dai wurstel con crauti e dalle kartoffeln (patate), queste ultime declinate in tutti i modi possibili e immaginabili. Come è facile indovinare stiamo parlando della Germania, paese riconosciuto come guida industriale della Comunità Europea, in cui sorgono spesso interessanti e innovative idee imprenditoriali. A tale proposito vorremmo segnalare la realizzazione del primo albergo tematico d’Europa dedicato all’enogastronomia. Si chiama, ça va sans dire, “Food Hotel” e si trova a Neuwied, piccolo centro urbano a 45 chilometri da Colonia nel land della Renania – Palatinato. Aprirà i battenti a giugno ma se ne fa già un gran parlare. L’dea di base è, al contempo, semplice e originale. Porre sul mercato un hotel  “immerso”  nei prodotti agroalimentari, come se passassimo la notte all’interno di un grande e fornito supermercato. 115 camere, di cui 47 “a tema”, un ristorante, un bar, ben 8 sale riunioni attrezzate per organizzarvi incontri e seminari sui prodotti alimentari e sulle colture agricole (spazi già attivi, tanto che a metà febbraio è in calendario una prima serata dedicata alla degustazione di vini) e un fornito emporio dove poter effettuare acquisti. La struttura ricorda un grande magazzino (a partire dal logo che riproduce un codice a barre in cui è inserito lo script con il nome dell’albergo), nel quale, però, è possibile trovare una sauna, ricavata da una cella frigorifero una volta adibita alla conservazione delle derrate, e poter usufruire dei servizi di un hotel quattro stelle premium. La colazione, non compresa nel prezzo base che si aggira intorno ai 90 euro a notte per una camera singola e ai 120 per quella doppia, si può gustare all’interno di un vero e proprio reparto ortofrutta con tanto di banconi in cui esporre la merce, nel perimetro del quale è stato ricavato un ulteriore spazio in cui si è allestita un’area, con tanto di forno, per la produzione diretta del pane che è possibile mangiare ancora caldo. L’innovativa realizzazione ha già fatto venire l’acquolina in bocca a diverse compagnie alimentari  nazionali e multinazionali, che si sono affrettate a trovare con la proprietà accordi commerciali per la caratterizzazione, con i propri brands principali, di alcune delle stanze. Del resto questa è stata una delle proposte avanzate dal management dell’albergo che, oltre al ritorno economico, ha individuato nella “tematizzazione industriale” delle camere, un importante elemento di personalizzazione dell’offerta da proporre alla clientela. Così da Coca Cola alla birra Veltins , quest’ultima ha contrassegnato con i prodotti a listino una delle sale riunioni, da Rewe a Unilever, sono quasi una ventina le aziende che hanno legato la propria immagine alla nascitura struttura di accoglienza. Lo stesso design dell’ascensore si ispira all’universo delle acque minerali Gerolsteiner, fra le più diffuse e note del paese teutonico, che sgorgano dalla zona dell’Eifel e sono famose per la ricchezza di minerali abbinata alla povertà di sodio. Insomma una bella vetrina per le società che intendono tessere con il consumatore uno stretto legame di fidelizzazione al marchio e ai prodotti che ne compongono la gamma di offerta. Una proposta che, se rivisitata in termini locali, si può agevolmente inserire in quella rinnovata sensibilità, da parte degli operatori economici in generale e turistici in particolare, nei confronti dei prodotti enogastronomici, da noi già segnalata in altri articoli, che accanto alla            (ri)scoperta delle tradizioni, si prefigge di inaugurare nuove e invitanti occasioni di arricchimento delle conoscenze per una fetta considerevole di “turisti della buona alimentazione” sempre più numerosi nel panorama nazionale e internazionale. L’opportunità per una serie di proposte alimentari legate a territori specifici, che da tempo soffrono la concorrenza “sleale” delle derrate di grande diffusione sfornate dalla “agricoltura globale”, di trovare nuova dignità e un nuovo pubblico.

 

 

 

                                                         Egidio Crispoldi

 

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