E’ nato l’Autogril ecostenibile

In piena pianura Padana, lungo la E45 superstrada che collega Orte a Ravenna, tra un cavalcavia e un campo di ceci, sorge il primo Autogrill italiano rispettoso delle più importanti regole ambientali. Quella che per la sociologia contemporanea è la struttura che meglio rappresenta il concetto di “non luogo”, tanto da diventarne il simbolo, cambia pelle e si trasforma in un accogliente spazio sensibile ai rigori ecologici. Un passo decisivo per un futuro all’insegna del risparmio energetico e della sostenibilità ambientale.  

 

Mensa è una piccola frazione del comune di Ravenna a quasi 22 km dal capoluogo di Provincia emiliano. È di recente assurta agli onori della cronaca perchè nel suo territorio è stato inaugurato il primo Autogrill nazionale a vocazione ecologica, dove si risparmia il consumo di energia e si determina un impatto sull’ambiente minimo. L’Autogrill, insieme ad aeroporti, parchi a tema, centri commerciali, è stato inserito, sulla scia degli studi iniziati dall’antropologo francese Marc Augè, da parte dei sociologi contemporanei nel novero degli spazi definiti “non luoghi” a causa della loro impermeabilità a qualsiasi caratterizzazione dei territori di ubicazione. In effetti è difficile trovare differenze sensibili fra il negozio di una grande catena di Mantova rispetto ad uno della stessa società di Palermo, eppure sappiamo bene come le due località siano ben differenti tra di loro e entrambe dotate di caratteristiche peculiari proprie. Ebbene anche presso quelli che sembrano monoliti inattaccabili della alienazione moderna sembra insinuarsi il tarlo della diversità. Le differenze cominciano dalla struttura, una gobba erbosa (il tetto è ricoperto d’erba e cambia di colore con le stagioni) che sembra spuntare dal terreno, tutto eretto con materiali riciclabili. Proseguono nei parcheggi, in quanto i più vicini all’ingresso sono riservati a disabili e a donne incinte. Per raggiungere il massimo grado all’interno della struttura, climatizzata grazie a sonde conficcate nel sottosuolo, in modo che il giusto rapporto caldo – freddo venga raggiunto automaticamente contraendo al minimo, se non addirittura azzerando, il dispendio energetico. L’illuminazione interna a bassissimo consumo e a led assicura risparmi considerevoli di energia elettrica, mentre il bancone, ecocompatibile e riciclabile, è posto a un’altezza ideale per qualsiasi tipo di avventore. Bagni perfetti e dotati di tutti gli strumenti utili al cliente in piena efficienza, compreso l’essiccatore per le mani. Anche il packaging dei panini è stato innovato, compresso nel peso e nel volume, per renderne più agevole lo smaltimento. Per gli acquisti vengono forniti shopper recuperabili, realizzati con fecola di patate e inchiostri naturali , riciclabili in 18 mesi. Una novità per il colosso della ristorazione internazionale, anche se in Francia ce ne sono già diverse operanti da tempo e nel nord Europa in molti paesi i materiali riutilizzabili sono imposti dalla legge. Del resto la stessa società Autogrill avvia esperimenti ecologici nelle diverse nazioni in cui opera. Ad esempio in Austria sono attivi termovalorizzatori che trasformano i rifiuti in energia per le abitazioni circostanti, mentre gli inglesi hanno un deposito merci alimentato con energie rinnovabili. I primi risultati non sono stati entusiasmanti, causa il traffico in contrazione sull’arteria stradale e la crisi economica che ha di molto compresso il numero dei viaggiatori, ma la responsabile del Marketing Innovation di Autogrill Italia, Serena Campana, è fiduciosa e afferma: “È presto per fare un bilancio. Per quanto riguarda i primi mesi siamo soddisfatti. Le somme le tireremo a tre anni dall’inaugurazione”. Del resto l’obiettivo principale dell’azienda rimane quello di rendere il più piacevole possibile la sosta del viaggiatore. Certo una buona parte del successo di tali strutture dipende anche dall’attenzione rivolta loro dai principali utenti. I camionisti che frequentano l’Autogrill di Mensa di Ravenna, non sembrano entrati in sintonia con la vocazione della nuova area di sosta, se l’argine alle spalle dell’impianto è un ecatombe di bottiglie di plastica e rifiuti di ogni genere. Bisogna avere pazienza e l’educazione di una popolazione verso differenti modelli di vita da quelli in corso è cosa lunga e impegnativa. Lo dimostra anche il commento di un pensionato ex impiegato delle Saline di Cervia che vive nei pressi di Afuture, il nome che è stato dato alla recente costruzione, che in impeccabile dialetto ha sentenziato “Là fat tot un casèn par gnit…!” (lasciamo la traduzione ai lettori).

 

 

                                                                                 Mario Rossi

 

 

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