E’ tempo di vodka

Dalla The Nielsen Company di New York giungono i risultati di un’indagine sul consumo di superalcolici in 53 paesi fra i più industrializzati del pianeta che registrano un incremento importante, in particolare nelle nazioni dell’Europa orientale post – comunista, della diffusione dei cocktail come bevanda di largo gradimento. Tra i prodotti di maggior appeal, accanto al sidro che si segnala per  l’incremento più marcato nelle preferenze dei consumatori,  sembra prevalere la vodka anche come elemento base di molte soluzioni ad alta gradazione alcolica.  

                 

Forse perché nelle lingue d’origine, il polacco e il russo, significa “acqua” che il consumo della vodka è, da ormai oltre seicento anni (la sua nascita si fa risalire intorno al 1405), fra i più diffusi non solo nell’area orientale europea ma un po’ in tutto il mondo. In effetti l’essere un distillato leggero, pulito nel gusto, quasi insapore, anche se non certo leggero nel grado alcolico, lo rende molto simile all’elemento naturale da cui, sembra, si sia generata la vita. Molto utilizzato nei paesi dove la temperatura media annuale è di poco superiore allo zero come mezzo a buon mercato per combattere il freddo, ha ricevuto negli ultimi anni una larga diffusione come base di un numero veramente notevole di cocktail. Le versioni di maggiore diffusione riguardano tanto il prodotto puro che quello aromatizzato. Di recente è stato incoronato come zar dei liquori superalcolici da una indagine svolta intorno a tale genere di prodotti dalla The Nielsen Company di New York. Innanzi tutto l’analisi dell’importante istituto di ricerche di mercato statunitense, fissa intorno al + 6,0% l’incremento del consumo di superalcolici nei paesi oggetto dell’indagine, con funzione di traino da parte di Polonia e Russia, dove la crescita è più accentuata in particolare per i prodotti di marca e a costo unitario più alto. Fra questi il maggior gradimento sembra riservato proprio alla vodka e in particolare alla raffinata versione francese, la Grey Goose, creata dall’americano Sidney Frank nel 1997 (acquistata poi nel 2004 dal gruppo Bacardi) a Cognac in Francia, località famosa per la produzione dell’omonimo liquore della famiglia dei brandy, attraverso una selezionata distillazione di solo grano d’inverno coltivato nella Beauce, filtrata attraverso i calcari di Champagne e diluita all’acqua di fonte di Gensac – la Pallue. Anche le marche più commerciali e diffuse della forte bevanda possono vantare incrementi significati dovuti al suo successo. “La tendenza c’è da due anni – afferma Celestino Salmi capo barman al Caffè Gambrini di Bologna – e ha contagiato i cocktail , in cui la vodka è protagonista, all’americana, con ghiaccio e la scorsa di limone o in mix come il sawer”. Tra le miscele più diffuse dove è protagonista il liquore russo – polacco segnaliamo: il celeberrimo Bloody Mary (vodka 30%, succo di pomodoro 60%, succo di limone 10%, worcester, tabasco, sale, pepe), il Cosmopolitan (vodka 50%, cointreau 30%, succo di lime 20%, succo di cranberry 20%, sciroppo di ribes 20%, una fetta di limone), il Bull Dog (vodka 50%,  red bull 50%, spiedino di fragola), il Sex on the Baech (vodka 40%, succo di mirtillo 20%, succo di arancia 20%, succo d’ananas 20%, ciliegia, mezza fetta di ananas). In verità il prodotto che ha ottenuto il più significativo incremento di consumi, raggiungendo il miliardo di dollari di giro d’affari, è il sidro (+14,0%) che trova in inglesi, lituani e lettoni i maggiori estimatori, mentre australiani e giapponesi ai drink a elevata gradazione preferiscono quelli gassati e leggermente alcolici. Anche in Italia il fenomeno negli anni più recenti ha assunto dimensioni rimarchevoli e sembra manifestarsi in prevalenza presso i più giovani. Scorrendo le pagine del Rapporto Istat 2008 intorno a “L’uso e l’abuso di alcol in Italia” scopriamo che dal 1998 i ragazzi maschi dai 18 – 24 anni hanno incrementato il consumo dei superalcolici dal 3,2% al 6,0%, mentre cala quello destinato alla sola birra (da l 13,3% al 7,5%) oppure a vino e birra (dal’8,9% al 5,7%). Dati simili anche nel comparto femminile dove aperitivi, amari e superalcolici passano dal 7,6% del 1998 al 10,5% del 2008. Prepariamoci, perciò, a rendere meno afosa  l’estate incipiente con adeguate dosi, ma ricordiamoci mai eccessive, di ghiaccio, frutta e vodka.     

 

 

 

                                                           Sam

 

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