FAMIGLIA: SE CI SEI BATTI UN COLPO (1)

E’ vero che alcune tendenze prevalenti nell’attuale società, contrazione dei periodi di vacanza, diversificazione delle località, frammentazione della famiglia tradizionale, concorrono a rendere meno appetibile l’accoglienza familiare. Ma è davvero tramontata la “vacanza” di tutta la famiglia?

 

Per molti anni, almeno tutti quelli denominati “del miracolo economico” cioè dal 1950 al 1970, le “ferie”, forse tra le più importanti conquiste sindacali che interessavano operai e impiegati cioè la gran parte della popolazione italiana, vedevano lo spostamento dell’intera famiglia dal luogo di residenza a quello prescelto per trascorrere il periodo di vacanza. In genere si sceglievano i mesi estivi e si concentrava in un’unica soluzione il periodo a disposizione per legge che, nella maggior parte dei casi, consisteva in tre settimane consecutive. Tale modello aveva influenzato in maniera determinante l’organizzazione alberghiera nazionale. Accanto alle strutture medie e piccole, si moltiplicavano le cosiddette “pensioni” in grado di fornire un servizio completo di vitto e alloggio a prezzi tali da permettere la vacanza a un vasto numero di persone. Soprattutto nella riviera adriatica romagnola e marchigiana si sviluppava questa tipologia di accoglienza che riusciva a registrare sempre il tutto esaurito. Molti ragazzi, almeno coloro che non godevano di una florida condizione economica, si organizzavano per la “stagione” in qualche alberghetto al mare o in montagna dove andare a guadagnare qualcosa inventandosi camerieri o aiuto cuochi. Di solito erano strutture a gestione familiare e di categorie minori in cui non era richiesta una professionalità particolare. Inoltre il traffico internazionale era assai limitato e i turisti che scendevano nel bel paese, appartenevano alle classi agiate e frequentavano alberghi di livello medio/alto. Oggi le cose sono cambiate e di molto. Nonostante anche nel 2006 l’incremento delle presenze abbia registrato un saldo positivo (+ 1,5% sull’anno precedente), alcuni segnali concorrono a rendere problematico il rapporto tra famiglia e accoglienza alberghiera. Quali sono questi segnali? Proviamo a individuarne alcuni:

  1. i risultati statistici relativi alle presenze per l’anno 2006 nelle principali tipologie di località alberghiere, l ’analisi dei dati (fonte: Federalberghi) evidenzia come l’incremento maggiore si sia avuto dagli spostamenti individuali:
        • Città d’affari          + 8,0%
        • Località marine       + 4,7%
        • Località montane    – 1,9%
        • Località lacunari     + 5,9%
        • Città d’arte            + 2,9%
  2. la frammentazione del periodo feriale, le famiglie frazionano le vacanze dividendo in diversi soggiorni il periodo a disposizione
  3. la destrutturazione della famiglia, sempre di più e sempre più frequentemente tanto i periodi che le tipologie di vacanza cambiano secondo i componenti della famiglia, i genitori con un programma, i figli con un altro, i nonni con un altro ancora
  4. la tendenza da parte della industria alberghiera a una concentrazione, anche delle strutture più piccole, che rende problematica la permanenza e lo sviluppo delle “pensioni” a gestione familiare.

Di sicuro la gran parte degli albergatori hanno da qualche tempo accantonato l’interesse a sviluppare proposte indirizzate al nucleo familiare classico, ritenendo il mercato relativo in via di esaurimento. Accanto alla contrazione di alcune tipologie di accoglienza turistica a basso costo, però, se ne sviluppano altre che possono offrire un’eguale qualità e livello di servizio a prezzi contenuti, ad esempio i B&B e gli agriturismo, di cui si auspicherebbe una versione balneare.

In questo modo si può continuare a proporre soggiorni comuni alle famiglie che, forse, nell’attuale modello di società hanno proprio bisogno di luoghi e momenti in cui ritrovare valori comuni.
La famiglia cambia, ma resta sempre l’ancora di salvezza per una vita in cui la solitudine diventa lo spettro più concreto e temuto da combattere.

 

                                                                        STELVIO CATENA

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *