FAMIGLIA: SE CI SEI BATTI UN COLPO (2)

E’ vero che alcune tendenze prevalenti nell’attuale società, contrazione dei periodi di vacanza, diversificazione delle località, frammentazione della famiglia tradizionale, concorrono a rendere meno appetibile l’accoglienza familiare. Ma è davvero tramontata la “vacanza” familiare?

 

Un valido esempio di come è possibile attrezzarsi e specializzarsi in una tipologia specifica di accoglienza, ci viene da un paese, l’Austria, che negli anni recenti ha effettuato una profonda revisione della propria immagine di nazione di lunga tradizione turistica. Negli anni passati la comunicazione austriaca si era concentrata su elementi di un passato di sicuro glorioso e ricco di grandi protagonisti, ma che aveva assunto un’immagine un po’ polverosa e stantia che si posava anche sulla situazione attuale. Le attività intraprese per combattere tale tendenza si possono riassumere in tre principali:

    • promozione delle risorse naturali (natura, terme, paesaggio)

    • incentivazione alle iniziative culturali (festival, mostre, feste)

    • massima convenienza nel rapporto qualità/prezzo.

Una delle più importanti iniziative inerenti l’accoglienza turistica riguarda proprio il segmento famiglie. A tale proposito, infatti, si è creata una specifica associazione che ha imposto precise regole di gestione nei riguardi degli ospiti e che premia i propri associati assegnando un particolare attestato di qualità. La mascotte del consorzio è stata individuata in un orsetto e proprio l’orsetto qualifica l’affidabilità dell’albergo prescelto.

Come la quantità delle stelle determina la categoria, così gli orsetti, 3, 4 e 5, informano sulla quantità e il livello dei servizi specifici destinati alle famiglie. Sembra che, in omaggio alla tradizione asburgica, il rigore nell’assegnazione sia estremamente rigido e gli alberghi devono dimostrare ai funzionari in visita di meritare  il numero di orsetti assegnato.

Nella valutazione complessiva, un ruolo importante lo giocano le nuove idee soprattutto indirizzate a far sentire i piccoli ospiti veramente a proprio agio in vacanza. Le proposte variano dal lago di Faak, in Carinzia località Seeleitn dove è stato ricreato un piccolo villaggio di campagna, con edicola, ristorante, una piazza, case contadine (in ognuna vi sono 4 appartamenti), però con, in aggiunta, un comodo servizio di baby-sitter per bambini sopra i 3 anni in funzione per tutto il giorno e un intrattenimento serale che comprende musica, spettacoli e tanto divertimento.

 

Invece al Paulis Familienhotel Pogoriacherhof si possono trovare un campo da golf di cinque buche per intraprendere un corso introduttivo, un altro di minigolf, una piscina, un gonfiabile, una pista per tricicli, un maneggio e una sala giochi. Sulle rive di un altro lago, quello di Ossiach, si privilegiano le attrezzature sportive: windsurf, vela, sci nautico, kayak, mountainbike, pattinaggio, campo da calcio e tennis, ma anche settimane a tema: settimana del bebè, settimana del bosco, il tempo dei sogni dove la cura dei più piccoli diventa un aspetto importante dell’offerta di servizi. Ad oggi in tutta l’Austria sono 21 le strutture alberghiere che possono fregiarsi degli orsetti, ma sono destinate a crescere. L’Italia non ha niente da invidiare al paese d’oltralpe, sia in termini di professionalità che di risorse naturali. Anzi la possibilità di offrire mare, montagna, campagna e collina lo pone un gradino più in alto di molte nazioni europee nell’opportunità di predisporre una serie di pacchetti in grado di fornire servizi utili all’intera famiglia, con una cura particolare ai più piccini. Risulta, invece, in difficoltà nella progettazione di complessi che si pongano posizionamenti precisi.

Si ha l’impressione che la generosa natura abbia dato abbastanza, e che l’organizzazione non sia necessaria. Non è un problema di eredità nazionale, l’Austria affidabile, organizzata, strutturata, l’Italia approssimativa, pigra, indolente, ma un precisa scelta imprenditoriale finalizzata all’espansione e all’articolazione del business in un settore, come quello turistico, da sempre fiore all’occhiello dell’industria della penisola mediterranea.

Per cui avanti tutta con il recupero della famiglia, anche in campo turistico. Magari, per un paese come il nostro, che può vantare oltre 8.000 chilometri di coste, sarebbe più indicato scegliere come testimonial il delfino.

 

 

 

 

                                                                             STELVIO CATENA

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *