“Famolo strano”

In diverse occasioni sulle colonne di questo portale abbiamo consigliato a gestori o proprietari di strutture di intrattenimento di ricercare elementi di originalità che potessero caratterizzare il proprio locale, differenziandolo dagli altri presenti sul mercato, al fine di fornire ai propri clienti qualcosa di esclusivo. Le soluzioni possono davvero essere innumerevoli ed i pretesti molteplici, ma c’è, come in ogni cosa, chi esagera!

Le opportunità per far parlare del proprio ristorante sono diverse, dalle stelle Michelin alle segnalazioni su guide e riviste, dalla specificità della cucina alla cura maniacale degli ingredienti, dall’ambientazione all’innovazione tecnologica, però esistono situazioni al mondo che hanno davvero dell’incredibile. Siamo tra i primi, e diversi interventi in tal senso sono stati effettuati su queste rubriche, a riconoscere alla creatività ed alla decisione di uscire fuori dagli schemi consolidati reali opportunità di successo e consideriamo la differenziazione un elemento importante nella strategia di marketing di un locale di intrattenimento. Però a tutto c’è un limite. Il ristorante del “Lucky Hotel” ad Ahmedabad capitale dell’omonimo distretto nello stato federato indiano di Guajarad accoglie i propri clienti in un vecchio cimitero musulmano, servendo  almeno 90 piatti vegetariani  (con le pietanze a base di carne a qualche cliente particolarmente sospettoso sarebbero potuti sorgere macabri pensieri) in compagnia di ventidue tombe di santi del dominio Mughal e poeti sufi. Specialità della casa tè con dolcetti al burro. Può accogliere 300 avventori in una serie di tavoli disposti fra i sepolcri. A Taipei, caotica metropoli dell’isola di Taiwan e capitale della Cina nazionalista, invece, il locale trae ispirazione dai bagni (il nome “Modern Toilette” non lascia dubbi) e il wc assume il ruolo di vero protagonista dello spazio. Prendono la sua forma le sedie su cui ci si accomoda, è proprio il caso di dirlo, i piatti su cui sono disposte le portate e un numero notevole di proposte culinarie hanno una forma assai nota a tutti noi che frequentiamo giornalmente i luoghi di evacuazione. Consiglio: non ordinare gelato al cioccolato. Diciamo che la scelta ci appare di dubbio gusto ma siamo sicuri che possiede un suo pubblico, magari anche affezionato. Allo “Zuao” di Tokyo i clienti diventano protagonisti. Infatti all’entrata vengono forniti dal personale di una canna da pesca, accompagnati in uno laghetto confinante con la struttura e avvertiti che il pesce devono, in pratica, procurarselo da soli, poi, una volta acquisito possono: o consegnarlo allo chef che si occuperà di prepararlo secondo le indicazioni fornitegli dal “pescatore improvvisato”, oppure è a disposizione un barbecue dove poterlo cuocere comodamente da soli. Nelle principali capitali europee, Mosca Londra Parigi, sta furoreggiando un nuovo tipo di locale, che in questo caso fa parte di una catena internazionale, chiamato “Dans Le Noir” che punta con decisione sull’armonia dei sensi. Partendo dalla considerazione che, come suol dirsi, molte volte si “mangia con gli occhi” i gestori lasciano le sale che accolgono la clientela completamente al buio, in modo tale che vengano esaltati al massimo il gusto e l’olfatto, veri giudici inappellabili della bontà di un piatto e delle qualità delle materie prime utilizzate. Per cogliere al massimo le emozioni che il locale può riservare, nella compilazione dell’ordine, oltre à la carte, ci si può affidare alla sorpresa in modo da scoprire attraverso l’assaggio ogni volta il piatto che si sta gustando. In provincia di Rieti si trova, invece, il “Solo per due” , da considerarsi il più piccolo ristorante del mondo essendo fruibile da solo una coppia di avventori. Dotato di un solo tavolo e due poltrone, appena ci si siede parte una musica romantica di sottofondo e per chiamare, quando se ne ha la necessità, il cameriere si fa tintinnare un campanellino d’argento. È naturale che le prenotazioni vengano quasi esclusivamente da innamorati che sono invitati a raccontare per iscritto la propria storia, inserita in seguito in un volume che viene omaggiato a tutti i clienti. Anche Singapore, in pieno Oceano Indiano, offre un ambiente per lo meno insolito per un buon pasto: al “The White Rabbit” 140 clienti possono gustare pietanze nella navata di un’antica cappella da tempo sconsacrata. Chef di caratura internazionale e servizio impeccabile in questo ristorante che ha aperto i battenti nel giugno di questo anno e che si appresta a divenire una delle principali attrazioni turistiche della città. Insomma le idee non mancano per tutti coloro che insieme ad una buona e genuina cucina chiedono ai ristoratori qualche emozione in più.

 

                                                                      La Redazione

 

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