Frutta, questa sconosciuta

Anche se non sono passati secoli da quando un pasto non poteva non terminare senza la frutta, oggi le cose sono notevolmente cambiate e la “regina” del fine pasto sembra aver definitivamente abdicato.

 

Appena qualche anno fa era una protagonista di rilievo di ogni menù che pretendeva di considerarsi tale. Magari veniva inserita nell’ ultima pagina, ma tale posizione era dovuta solo al fatto che il menù cercava di proporre le portate secondo l’ordine in cui sarebbero poi state servite. Era un cult, che si trattasse della classica mela, o di un’arancia, di una pesca piuttosto che di una fetta di cocomero o di un grappoletto d’uva non c’era un pasto, pranzo o cena che fosse, che non si concludeva con la frutta. Oggi le cose sono abbastanza cambiate e se si fa eccezione per la macedonia o per la solita fetta di ananas, la frutta è ormai praticamente esclusa dai menù.

Diverse sono le cause di tale “esclusione”, sebbene siano sempre di più i nutrizionisti che evidenziano le qualità della frutta, costituita da un’alta percentuale di acqua, che contiene una discreta quantità di carboidrati sotto forma di zuccheri semplici in particolare glucosio e fruttosio, sali minerali e soprattutto vitamine essenziali per l’organismo, non tutti l’apprezzano più come fine pasto, ritenendo che il consumo a fine pasto appesantisca e rallenti la digestione. In realtà questo è vero perchè la frutta viene digerita molto lentamente, dovendo seguire il percorso digestivo degli altri alimenti, e tende a fermentare dando luogo a fastidiosi gonfiori addominali e vari altri disturbi. Ma questo vale solo per i pasti luculliani e per le grandi abbuffate.

Non è semplice poi avere nel menù sempre frutta fresca, vuoi per la facilità con la quale deperisce, vuoi per “l’occhio” dei clienti che non amano vedersi nel piatto, una mela un po’ più matura oppure una banana con la buccia che presenta qualche zona più scura qua e la. Infine c’è da tener presente che la congiuntura economica negativa ha reso la clientela molto più accorta e il suo costo abbastanza elevato, non ne stimola il consumo.

Ma visto che siamo praticamente alle porte dell’estate, e si sa, con l’estate ritorna la voglia di frutta, si può prendere qualche piccolo accorgimento per arricchire i nostri menù offrendo dei prodotti di qualità.

Innanzitutto cominciamo a pensare ad una politica di acquisto a km0, in tal modo l’approvvigionamento può essere fatto per piccole quantità ma con una maggiore frequenza, in modo che la frutta che si propone sia sempre fresca e di stagione, senza dover accumulare scorte poi facilmente deperibili. Inoltre la frutta prodotta localmente può essere surgelata, mantenendone intatti i valori nutritivi, per essere poi consumata nei mesi invernali.

E necessario poi arricchire le proposte dei menù, e quindi accanto all’ananas e alla macedonia servita con qualche pallina di gelato, iniziamo a proporre delle insalate di frutta che accompagnate a qualche altra portata possono essere considerate un ottimo pasto leggero e con un adeguato apporto di vitamine e zuccheri.

Una gran bella idea possono essere gli spiedini di frutta da servire come antipasto, colorati, freschi, gustosi, sono di immediato consumo, si evita che i clienti rifiutino la frutta come fine pasto, gliela si fa mangiare prima e stimolano l’appetito… Se poi i vostri clienti preferiscono chiudere il pasto con il dessert, allora cominciate a proporre delle colorate crostate di frutta o magari dolcetti guarniti con acini d’uva, fragoline, ciliegie o more, li conquisterete di sicuro! Cominciate ad indicare sui menù la carta d’identità della frutta che offrite, indicando la provenienza regionale,  la varietà, il luogo di produzione e anche se solo indicativamente il periodo di raccolta.

E poi, l’ultimo, non per importanza, consiglio è di puntare sulla qualità e sull’”identità” della propria offerta, non adeguiamoci a quello che fanno gli altri, ma offriamo prodotti di qualità e vedrete che i vostri clienti diventeranno sempre più esigenti e non si accontenteranno più della solita ananas ma cominceranno a chiedervi fragole, pesche, albicocche, ciliegie, mele, pere, kiwi… Tutti  di prima scelta  e al giusto grado di maturazione.

 

 

 

                                                        Pasquale Mastropasqua

 

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