Gita al faro

Sulle coste della Frisia in Olanda sorge uno degli alberghi più esclusivi e caratteristici esistenti: l’Hotel Faro. Ricavato dalla struttura adibita alla segnalazione della costa per le imbarcazioni che transitavano nel mare antistante la cittadina di Harlingen, al momento è attrezzato per ospitare non più di due persone a notte. Un’esperienza particolare tanto per coloro che cercano un periodo di assoluta solitudine che per le coppie amanti della riservatezza,magari condita con un pizzico di romanticismo.

                                   

“’Si, certo, se domani farà bel tempo’, disse la signora Ramsay. ‘Ma bisognerà che ti levi al canto del gallo ’, soggiunse. Queste parole procurarono al suo bambino una gioia immensa, come se la gita dovesse effettuarsi senz’altro”. Così inizia il romanzo di Virginia Woolf Gita al faro, uno dei più noti e meglio riusciti dell’autrice londinese. Racconta i preparativi per una gita in barca da parte di una famiglia della borghesia inglese, in vacanza alle isole Ebridi al largo della costa scozzese, alla metà degli anni ‘20 del Novecento. La gita è la scusa per indagare  le emozioni, le piccole tensioni, le aspettative dei vari componenti il nucleo familiare alla vigilia di una probabile escursione al vicino faro, escursione che non avverrà mai. Invece una fetta sempre più importante di turisti alla continua ricerca di luoghi e strutture di accoglienza che possiedano elementi importanti di originalità e che si pongano sul mercato con caratteri di esclusività e di innovazione capaci di intercettare esigenze particolari, sembra gradire tanto la visita che il soggiorno all’interno di un vecchio faro attrezzato in maniera adeguata. Diverse le soluzioni attualmente disponibili. A cominciare dal faro di Harlingen, in Olanda, sulle coste della Frisia (dove sbarcarono i Vichinghi), da cui è stata ricavata una suite per due persone disposta su tre piani e completa di tutti i comfort e la cura nel servizio di un alloggio a 5 stelle. Dalle sue finestre si apre lo splendido panorama delle isole Frisone inserite dal National Geographic Traveller tra le prime 15 isole più selvagge del mondo. A seguire c’è quello di Corsewall,  costruito in Scozia nel 1815, un 4 stelle lusso in cui sono a disposizione della clientela 11 camere arredate con mobili d’epoca, bar, ristorante, servizi per i diversamente abili, navette di collegamento con il centro urbano più vicino, terrazze elioterapiche, trekking. Si cambia continente e si vola in Canada per soggiornare nel faro di Pot – à – l’Eau – de – Vie, lungo il corso del San Lorenzo in Quebec, una delle strutture meglio conservate e affascinanti dell’area situata nel Nord America, famosa per le numerose bellezze naturali e per il calore della sua gente. Il complesso luminoso situato su di un’isola, abbandonato nel 1964 e, poi, restaurato nel 1989, dispone di 3 camere semplici e propone, a partire dall’anno in corso, interessanti pacchetti per week end nei quali è compreso un pernottamento in faro e uno sulla terraferma, con escursioni in barca, accesso ai sentieri dell’isola, trasferimenti in barca, il tutto a 275 euro a coppia compresa la prima colazione e la cena al faro. Esperienza più selvaggia è quella che prospetta il faro di Veli Rat in Croazia. Situato sul promontorio nord occidentale dell’isola di Dugi Otok, venne costruito nel 1849. Circondato da una pineta, da bellissime baie e da piccole spiagge di ghiaia, è considerato fra i più belli dell’Adriatico. Dalla torre del faro, alta 40 metri, si scopre un panorama unico, che spazia per un vasto tratto di mare, dove sono ancora visibili, mentre si ergono dai flutti, i relitti delle imbarcazioni che “non ce l’hanno fatta” a passare la zona di secca. Per eventuali clienti sono disponibili un paio di stanze, una di due e l’altre di tre letti, senza servizi alberghieri, ma con la compagnia di un guardiano e della sua famiglia. Sull’isola, raggiungibile in auto, è possibile fare rifornimento quotidiano di viveri e godersi l’incontaminato paesaggio di un territorio ancora allo stato preindustriale, oltre godere di fondali poco profondi ricchi di diverse specie di pesci e di spiagge scarsamente frequentate. Uno spicchio di paradiso che ci porta indietro in un sol colpo di almeno 50 anni. Come abbiamo potuto constatare una “gita al faro” si presenta assai stimolante, tanto nelle versioni 4 o 5 stelle per tutti coloro che non intendono rinunciare alle comodità, quanto in quelle più spartane che privilegiano il contatto con la natura al suo stato quasi primordiale; magari affrontandola con la stessa gioia del piccolo James Ramsay.

                 

 

 

                                                  Egidio Crispoldi

 

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