Gli italiani vanno a giocare all’estero? Apriamo nuovi casinò

Che l’Italia sia un paese di giocatori ormai è cosa risaputa, Lotto, Superenalotto, Schedina, Scommesse, Gratta & Vinci e chi più ne ha più ne metta, ogni anno gli italiani movimentano somme tali da far diventare il mercato dei giochi una vera e propria industria. 35 milioni sono gli italiani regolarmente “impegnati” in questa attività, con una spesa complessiva nel periodo 2004 – 2010 di oltre 194 miliardi di euro. Ma gli italiani non giocano solo “in casa”, un numero in costante crescita gioca anche “fuori casa”. Sempre di più sono i nostri connazionali che gradiscono la puntatina al casinò.

In deroga alle norme del codice penale che in realtà su questo argomento presenta molte lacune in Italia ci sono solo cinque casinò regolarmente autorizzati Campione d’Italia, Saint Vincent, Sanremo, Venezia e Bagni di Lucca, tutti situati, se si eccettua quello di Bagni di Lucca che però ha riaperto solo a metà 2009, in zone particolari. Saint Vincent e Sanremo sono ai confini del paese, Campione d’Italia è praticamente in Svizzera e Venezia è di fronte alla Slovenia.

Nonostante le loro posizioni “particolari”, il flusso di italiani che va a giocarsi i propri soldi all’estero è notevole.

Per cercare di risollevare un’economia come quella italiana che stenta ad uscire dalla crisi e per evitare questa fuga di denaro verso l’estero (già la fuga di cervelli è di per se molto grave), da più parti si comincia a pensare a soluzioni alternative. Ad inizio 2010, la bozza porta la data del 28 gennaio, il ministro per il Turismo, Michela, Vittoria Brambilla presentò un disegno di legge che prevedeva la creazione di 40 nuovi casinò negli alberghi a cinque stelle, oltre alla riapertura di case da gioco già operanti sul territorio nazionale. A distanza di un anno del ddl non si sa ancora nulla, ma la proposta della Brambilla ha stimolato la fantasia non solo dei giocatori, ma anche degli albergatori.

Ed è proprio dei giorni scorsi la notizia che durante un’assemblea regionale di Federalberghi tenutasi a Milano, la sezione di Mantova attraverso il suo presidente Gianluca Bianchi, i vice Lucia Lasagna e Francesco Bianchi, ha proposto di inaugurare una sala da gioco a Mantova, indicando anche i requisiti estetici della struttura, un palazzo del centro, elegante e di livello, arrivando fino al punto di suggerire, almeno così si vocifera, la location, l’ex Banca d’Italia tra l’altro già attrezzata con il caveau,  oppure il Palazzo del Podestà.

Naturalmente come avviene per gli altri cinque, la gestione del casinò sarà di esclusiva competenza municipale. Staremo a vedere, chissà magari un nuovo casinò riuscirà ad attirare nuovi turisti in Lombardia e a evitare la fuga di denaro verso tavoli (verdi) oltre confine.

 

 

 

                                                          Pasquale Mastropasqua

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