Hotel tra i… sassi

Tatler, la prestigiosa guida del giornale, forse,  più famoso del mondo, il britannico Times ,lo ha inserito fra le cento strutture di accoglienza più belle del mondo. Si chiama Sextantio “Le Grotte della Civita”, un albergo 5 stelle ricavato dalle cavità di roccia di tufo che formano il complesso edilizio tra i più “naturali” del pianeta: i Sassi di Matera.Una vera e propria città scavata nelle viscere della collina calcarenitica in grado di affascinare qualunque visitatore e testimonianza concreta di come l’uomo si adatti all’ambiente, comunque esso sia.

 

“Nelle grotte dei Sassi si cela la capitale dei contadini, il cuore nascosto della loro antica civiltà. Chiunque veda Matera non può che restarne colpito tanto è espressiva e toccante la sua dolente bellezza”, così scriveva Carlo Levi nel suo capolavoro Cristo si è fermato a Eboli, tormentato diario di un confinato antifascista durante il ventennio. Dal 1993 il labirinto di abitazioni, luoghi di culto (nel complesso sono ospitate 120 chiese), cunicoli, gallerie è stato dichiarato dall’UNESCO “Patrimonio dell’Umanità”, per l’unicità e la capacità dimostrata dall’uomo di potersi integrare in qualsivoglia tipologia di paesaggio, evidenziando una  attitudine all’adattamento unica nel complesso del mondo animale. Ebbene nel cuore di questo centro abitato scavato nella roccia, ha aperto i battenti Sextantio “Le Grotte della Civita”, albergo diffuso a cinque stelle, composto da 18 stanze, alcune delle quali particolarmente ampie sparse nell’antico borgo, e da uno spazio comune ricavato in un’antica chiesa rupestre. I bagni non hanno porte ma si integrano a perfezione con la natura circostante. Tutte le camere si aprono a strapiombo del torrente Gravina di fronte alla commovente scenografia del Parco della Murgia. Come specificato nella presentazione inserita nel sito internet: “nel progetto si perseguita una scelta di conservazione integrale degli spazi originali e delle tracce del loro uso promiscuo nella successione dei tempi”. Nonostante il rigore storico – antropologico, gli alloggi sono provvisti di tutti i comfort, nonostante “il restauro è stato fatto con l’uso esclusivo di materiale antico di recupero, da quello architettonico agli arredamenti interni”. Una perfetta ricostruzione del rigore e della semplicità della vita contadina, magari depurata da alcuni elementi caratterizzanti l’insediamento originale, quali la promiscuità con gli animali, l’assenza di acqua corrente e la mancanza di una rete fognaria. Del resto le 15.000 persone che abitavano quei luoghi impervi appartenevano alla categoria dei “cafoni”, tipicamente meridionali e asserviti al latifondo. “Una città capovolta – precisa ancora il sito – che entra nel proprio ventre dove l’abitato umano e quello animale si confondevano tra le stesse pareti”. Le foto allegate ci mostrano ambienti monastici, con un mobilio che comprende l’essenziale e gli abituali servizi in camera ridotti all’osso. Un buen retiro capace di offrire tranquillità e riposo interiore a tutti coloro che necessitano di una pausa di riflessione nel turbinio della vita odierna. Colpisce lo smisurato encomio di Times, celeberrimo quotidiano londinese, che pone Sextantio fra i primi dieci hotel più belli d’Europa e nel numero delle prime cento strutture d’accoglienza di tutto il mondo. Certo se avessero prospettato un futuro simile ai tanti contadini che fra quelle pietre hanno consumato una esistenza di sacrifici e di stenti, pochi vi avrebbero creduto. In qualche modo, il ritorno ad un periodo (breve) di vita austero potrebbe essere il mezzo scelto da molte persone di successo per espiare la colpa della ricchezza che se da un lato offre numerosi benefici qualche volta può generare anche qualche piccolo rimorso. Austerità per niente a buon prezzo dal momento che una notte nelle residenze di roccia costa qualche cosa meno di 300 euro per le camere classiche e quasi 500 per le suite. I più cool parlano di “eleganza minimale”, il risultato d’insieme è, però, di sicuro assai suggestivo, si gioca su contrasti di luci e ombre, su archi e nicchie. Il riscaldamento è a pavimento, il collegamento wifi sapientemente mimetizzato, la luce soffusa resa ancor più magica dalle numerose candele sparse lungo il perimetro della sala, riescono a plasmare un’atmosfera davvero unica. Inoltre è a disposizione della clientela personale specializzato per l’esecuzione di massaggi. Nelle descrizioni promozionali il claim principale recita: “Si tratta di una struttura alberghiera dove il lusso non è sinonimo di ricchezza ma sinonimo di semplicità”.

        

        

 

                                                                Egidio Crispoldi

 

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