Il benessere parla orientale

Si diffondono sempre di più in occidente e trovano adepti in continuo aumento le tecniche che si prefiggono di curare, sulla scia delle maggiori filosofie orientali, in maniera simbiotica corpo ed anima. I centri benessere sono invasi da nuove metodologie e da trattamenti specifici capaci di influire tanto sulla forma fisica che su quella mentale. Addirittura si può dire addio alla depressione e tornare a sorridere (nel senso letterale del termine).

 

Nell’attuale incessante corsa al miglioramento delle umane condizioni di vita, le terapie per ottimizzare la nostra condizione fisica e mentale importate dagli Stati Uniti (fitness, spinning, welness, e via dicendo) sono state soppiantate nei cuori dei malati di benessere dalle tecniche di origine orientale. I nomi sono di certo molto più esotici e sembrano meglio adattarsi ai gusti degli utilizzatori: reiki, ayurveda, tai chi chuan pullulano nelle spa (acronimo dal latino salus per acquam, che intendeva esaltare le capacità curative dell’elemento naturale per eccellenza) e nei centri termali dedicati alla salute del corpo. E proprio qui sta, invece, la nuova frontiera che viene dall’est del pianeta, non è soltanto il benessere fisico da porre al centro del nostro interesse, benessere fisico che da solo attraverso l’esercizio costante e puntuale previene una serie notevole di malattie e evita alcuni problemi quali l’obesità , l’ipertensione e così via, ma l’equilibrio mentale nel suo complesso a ricevere benefici concreti. In effetti sindromi ormai sempre più diffuse all’interno dei modelli di vita occidentali, in primis la depressione che ormai miete milioni di vittime ogni anno, possono essere eluse grazie alle applicazioni mutuate dai fratelli orientali. Lo stesso yoga, sistema della filosofia induista che consiste nell’applicazione di una serie di tecniche che consentono il congiungimento del corpo, della mente e dell’anima con Dio, annovera sempre più seguaci anche fra i personaggi pubblici (ha fatto notizia la serena gravidanza dell’attrice Gwynwth Paltrow, a suo dire, dipesa nella gran parte proprio allo yoga). Un altro intervento terapico che sta trovando largo uso è il cupping, che consiste nell’applicazione sulla cute di coppette cosparse di alcol nella loro superficie interna. Il vuoto creato dalla combustione dell’aria provoca un effetto di trazione sulla pelle con risultati benefici per reumatismi e dolori articolari. Il reiki, invece, è una pratica spirituale giapponese che si prefigge di porre rimedio a malanni fisici, emozionali e mentali e viene diffusa attraverso il flusso di energia sprigionato dalle mani del praticante. L’ayurveda, parola che in indiano significa “scienza della vita”, alterna l’assunzione di composti con effetti medicinali creati dall’unione, in forma di polveri, pastiglie o infusi, di minerali e metalli con acidi fulvici ed erbe, alternati a esercizi di respirazione. Di diversa origine il tai chi chuan, stile interno (con vocazione maggiormente spirituale) delle arti marziali cinesi, nato come tecnica di combattimento ed oggi conosciuto in occidente in modo particolare come ginnastica e sistema di medicina preventiva. Consiste nell’effettuare una serie di movimenti  verso un ipotetico avversario che si uniformino ai quattro principi base del taoismo: movimento, quiete, gioiosità e longevità.  Come abbiamo potuto constatare la gran parte di queste tecniche si presentano, oltre che in qualità di toccasana per il mantenimento di un fisico in forma e di una salute di ferro, nelle vesti di metodologie di medicina preventiva e non. Ciò significa che è necessario avere molta prudenza nell’utilizzo delle diverse regole alla base dei differenti metodi per evitare l’effetto opposto a quello desiderato, cioè la formazione o il peggioramento di patologie dannose all’organismo. Il fascino di queste applicazioni innovative per i nostri paesi è in gran parte dovuto, però, alla convinzione da parte degli adepti di poter recuperare l’equilibrio perduto, la serenità che sembra ormai naufragata nei folli ritmi della vita odierna. Anche il massaggio diventa in queste culture un momento di recupero e di esaltazione delle proprie virtù interiori, delle forze sopite che ci possono aiutare a sconfiggere malanni e depressione. Per tutti gli albergatori le cui strutture di accoglienza prevedono spazi dedicati al benessere, poter offrire ai propri clienti applicazioni che s’ispirano a tali principi può diventare un elemento vincente di differenziazione e un tassello importante nel mosaico dei servizi dedicati alla cura della persona.

 

 

                                                                           Egidio Crispoldi

 

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