Il gelato batte la crisi

Con l’arrivo del caldo, come del resto vuole la logica, aumenta il desiderio e, di conseguenza, il consumo di gelato. Un rito che si ripete da ormai oltre due secoli e che, partendo dal desiderio di soddisfare la golosità dei più piccoli, finisce per contagiare un po’ tutti,  tanto gli adulti quanto gli anziani. Il 2009 si presentava come un anno pericoloso in virtù del persistere della crisi economica, ma i primi risultati di inizio stagione, favoriti dall’improvvisa impennata delle temperature ben al di sopra delle medie del periodo,fanno essere ottimisti gli operatori.

                 

Per molte famiglie è stato per lungo tempo il modo più semplice di far felici i bambini o di ricompensarli per una buona azione. Il gelato rappresenta per i più piccoli, almeno dall’inizio del secolo scorso quando divenne un alimento di larga diffusione e dai costi accessibili a larghe fasce di popolazione, la gratificazione capace di ammansire anche il ribelle più tenace. Insensibile al passare degli anni continua ad essere l’oggetto del desiderio anche dei fanciulli contemporanei. In verità le barriere generazionali vengono abbattute con estrema facilità quando si parla del fresco preparato a base di latte, uova, zucchero e frutta. I dati diffusi da Coldiretti quantificano in 15 chili il consumo pro capite di gelato nella penisola, con una spesa globale di oltre 5 miliardi di euro destinati all’acquisto per un 60,0% del prodotto artigianale e per il restante 40,0% di quello industriale. Inoltre, certificano un incremento delle gelaterie artigianali che in quattro anni sono cresciute del +8,8% (2.284 nuovi negozi), incremento che porta il loro numero complessivo sul territorio nazionale a sorpassare le 35.000 unità. Qualche sorpresa la riserva la distribuzione territoriale degli acquisti che vedono largamente al primo posto l’Italia del nord con il 53,5%, anche in virtù del primato in ordine al numero di gelaterie, seguita dal mezzogiorno con il 28,3% e ultimo il centro con il 18,2%. L’elemento saliente dell’anno in corso sembra però consistere nel ritorno dei gusti poco pasticciati rispetto alle trovate ad effetto. Ad esempio un buon variegato all’amarena sembra essere preferito al “puffo” azzurro e la classica nocciola al giallo “pokemon”, con una prevalenza dei prodotti semplici e di stagione, soprattutto quelli a base di frutta. In particolare si avverte un’attenzione maggiore all’utilizzo di ingredienti di più alta qualità, quali, ad esempio, il latte fresco di produzione locale invece dei surrogati a basso costo. E anche in questo campo specifico le novità, comunque, non mancano: al momento sembra goda di grande prestigio il prodotto realizzato con latte d’asina particolarmente apprezzato per le sue particolari proprietà nutritive(è, a giudizio dei medici, il più assimilabile per composizione e caratteristiche al latte materno). In ogni caso, continua a segnalare l’associazione, i gusti quest’estate raggiungeranno la bella cifra di 600, con l’apparire di varianti ispirate ai prodotti dell’orto come la zucchina e il radicchio, affiancate da vere e proprie “chicche” quali il Barolo o il Prosecco. Guadagnano posizioni anche le specialità legate ai prodotti simbolo di determinate località della penisola: dall’amarone in Veneto al pistacchio di Bronte in Sicilia, dal bergamotto in Calabria ai frutti di bosco della provincia di Cuneo. Un altro fenomeno che appare in crescita significativa è il tentativo di attrezzarsi in casa, magari con piccoli elettrodomestici in grado di elaborare quantità modeste di gelato, per essere totalmente sicuri della genuinità degli ingredienti utilizzati e, forse, anche per dare libero sfogo alla propria creatività pasticcera. L’alto livello qualitativo raggiunto dal nostro gelato è testimoniato anche dal notevole incremento delle esportazioni in valore, che si attestano intorno ad un +43,0% rispetto all’anno precedente quando si erano sfiorati i 200 milioni di euro, in alcuni importanti e ricchi paesi dell’Unione Europea, quali Francia, Spagna e Germania. Ci aspetta, dunque, un’altra calda estate piena di gustosi momenti in cui potersi concedere cornetti o coppette gelato (nonostante il 40,0% dei nostri connazionali dichiari di consumarne anche d’inverno), con prodotti innovativi all’insegna della più sfrenata creatività e in grado di coinvolgere ancora una volta folle di bambini e adulti, naturalmente golosi.

 

 

 

                                                                  Sam

 

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