Il “gran lusso” diventa ecologico

Quello che fino a poco tempo fa sembrava il capriccio di qualche bizzarro albergatore sedotto dai principi etici del movimento ecologista, si sta trasformando in una diffusa metodologia di trasformazione e attualizzazione delle più importanti strutture di accoglienza internazionali. Il risparmio energetico, la selezione dei materiali non inquinanti, gli accorgimenti riguardanti la sostenibilità dei consumi, non sono più requisiti quasi esclusivi di agriturismi e piccoli hotel all’avanguardia, ma si espandono alle grandi catene alberghiere. 

Alla riapertura, dopo tre anni di lavori e una serie di importanti restauri, uno dei massimi rappresentanti del lusso  e della tradizione alberghiera internazionale di qualità, il leggendario “Savoy” di Londra, si presenta alla clientela con un numero considerevole di novità. In pratica assume a pieno titolo l’etichetta di “hotel ecologico”, ponendosi all’avanguardia delle strutture di accoglienza di grande storia e prestigio organizzate secondo i canoni delle più avanzate tecniche di sostenibilità ambientale. Risparmi energetici considerevoli ottenuti grazie a un impianto di controllo attivo 24 ore su 24, riciclo e purificazione dell’acqua, recupero degli oli da cucina per la loro trasformazione in biodisel, ventilazione naturale per regolare i sistemi di areazioni presenti nelle suite, luci a basso consumo energetico, il riciclo di una percentuale dei rifiuti totali generati dall’hotel intorno al 90,0%, i trasporti effettuati con mezzi ibridi (biciclette), l’accordo con una serie di associazioni di beneficienza per il riutilizzo di candele, francobolli e computer. Non è certo poca cosa per una struttura che si è posta con serietà e determinazione l’obiettivo di ridurre al minimo il proprio impatto sull’ecosistema. E non finisce qui. Forse la vera innovazione è rappresentata dalla figura dell’”eco – maggiordomo”, un vero e proprio professionista dell’ambiente a completa disposizione della clientela, con tanto di divisa (e anima) verde. Egli è in grado di fornire, a tutti coloro che ne richiedono i servizi, una serie di informazioni green, riguardanti la capitale e gli immediati dintorni, riguardo a: ristoranti e pub che fanno della sostenibilità un requisito indispensabile, negozi a ridotto impianto ambientale, aree che utilizzano tecnologie verdi. Inoltre informa sugli appuntamenti e sugli eventi a tema. Tra le offerte riservate agli avventori tre corsi di cucina biologica (compresi nel costo del soggiorno a partire da 985 sterline a notte), mentre un ulteriore impegno assunto dalla proprietà riserva dieci sterline a ospite da donare in beneficienza al “London Thames 21”, l’associazione sorta per tutelare le rive del celeberrimo corso fluviale della capitale britannica, di fronte alle quali sorge da sempre l’hotel, tante volte rappresentate dal genio di uno degli ospiti di maggior rilievo fra i tanti che hanno reso celebre l’albergo londinese, quel Claude Monet, che rimane uno dei massimi rappresentanti del movimento pittorico impressionista. Interventi che hanno richiesto un investimento valutabile intorno ai 2,4 milioni di euro, ma che ha completamente trasformato l’albergo, rendendolo un perfetto modello di struttura di accoglienza a impatto ambientale zero. Le trasformazioni non hanno, però, intaccato gli elementi tradizionali capaci di rendere il Savoy unico al mondo. Si possono ritrovare il “River Restaurant”, specializzato in cucina francese,  il leggendario “Savoy Grill”, gestito per anni a partire dal 1890 dal celebre chef Auguste Escoffier, il rinomato “Thames Foyer”, caratterizzato dal meraviglioso gazebo in ferro battuto con la cupola di vetro decorata, che riproduce l’atmosfera di un giardino d’inverno. Del tutto nuovi, invece, il “Beaufort Bar”, per sorseggiare champagne o cocktail prima di cena, e il “Savoy Tea”, sala destinata al consumo di raffinata pasticceria e degli esotici infusi provenienti dalle più selezionate piantagioni del pianeta. Il tutto nella splendida cornice in stile Eduardiano e Art Deco ricostruita alla perfezione, secondo i dettami dell’architetto Pierre Yves Rochon, grazie alle realizzazioni del Gruppo Chorus e di una squadra di oltre 1.000 artigiani e artisti. L’adeguamento della propria struttura alle esigenze della sostenibilità e della salvaguardia dell’ambiente  sta diventando una necessità assai diffusa e che diventerà presto elemento indispensabile per qualsiasi albergo che intende stare al passo coi tempi. In considerazione della situazione generale del pianeta, più che di un fattore di personalizzazione o di caratterizzazione dell’hotel  la scelta ecologica deve considerarsi un ineludibile contributo alle opportunità di sopravvivenza della razza umana. 

 

 

                                                       Egidio Crispoldi

 

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