Il locale perfetto

Uno degli scopi principali di una guida turistica consiste nel tentativo di individuare, e consegnare al consumatore – viaggiatore, quello che si potrebbe definire il “locale perfetto”. Questo è, almeno, il tentativo del manuale dedicata ai “Bar d’Italia – 2011”, edito dal “Gambero Rosso”, che individua in un esercizio friulano il miglior locale dell’anno. Non sempre i giudizi combaciano con i gusti degli avventori e, spesso, le guide rischiano di creare tra gli addetti ai lavori più dissapori che consensi, ma l’esercizio continua, portandosi dietro ogni volta il proprio bagaglio di polemiche.

 

La prima operazione, che ha in se qualcosa di titanico, consiste nel selezionare una parte limitata, poco più del 10,0% del totale, dei locali esistenti in Italia con la qualifica di bar. Nelle 352 pagine della guida “Bar d’Italia – 2011” a marchio Gambero Rosso,  in libreria da settembre, se ne trovano 1.650 sui 150.000 censiti nella penisola. Un numero considerevole, capace di coinvolgere soltanto per la cosiddetta “pausa pranzo” 8,7 milioni di italiani, i quali spendono, giornalmente, all’incirca 8 euro ciascuno (al momento il costo medio di una tazzina di caffè è di 0,80 euro) per colazioni, aperitivi, lounch e via dicendo. Quindi un settore importante nel panorama economico nazionale, anche se non esente dal subire i rigori dell’attuale crisi economica, dal momento che nell’anno in corso si registra un calo dei consumi stimato intorno al – 2,0%. In ogni caso, sono ben 27 gli esercizi premiati dalla guida con tre tazzine e tre chicchi (le tazzine rappresentano il giudizio complessivo sul locale, mentre i chicchi si riferiscono esclusivamente alla qualità del caffè classico in tazzina), il massimo del punteggio ottenibile, e coprono l’intera penisola, anche se concentrati in prevalenza nell’area settentrionale, con 18 ubicati nel Nord Italia, 5 nel Centro e i restanti 4 nel Sud. Il primo classificato è La caffetteria torinese di Palmanova, in provincia di Udine, un locale che nella sua evoluzione riassume in maniera esemplare le varie tappe che scandiscono l’evoluzione della tipologia di esercizio attraverso gli anni. Sorto nel 1938, affacciato su di una delle piazze più affascinanti d’Italia, negli ultimi anni si è dedicato alla selezione delle goloserie più invitanti provenienti da l’intero pianeta, con un’attenzione maniacale alla ricerca della qualità e della  genuinità degli ingredienti. Tè giapponesi in foglia e prosciutti d’oca, scampi crudi e dolci di Carnia, bianchi del Collio e Bordeaux tra i più rinomati, offerti agli avventori senza soluzione di continuità, con la convinzione che il cliente debba essere servito di ciò che vuole in qualsiasi momento della giornata: “perché se arriva il turista austriaco che vuole la battuta di vitello Fassone a colazione, io voglio potergliela servire al meglio”, dichiara il gestore del premiato caffè, Nereo Ballestriero. La filosofia dell’attuale titolare di un bar dovrebbe essere quella di poter offrire al proprio cliente un locale in cui si possa effettuare una pausa piacevole in qualsiasi momento della giornata. Mentre negli anni passati si andava al bar dopo estenuanti giornate di lavoro, spesso per dimenticare i guai di una vita di sacrifici spesa tra la famiglia da accudire e il dovere di guadagnare, annegando i dispiaceri in un bicchierino di Stravecchio sorseggiato tra una partita a carte e un colpo di biliardo, oggi i ritmi sono assai diversi e nel locale vicino casa o nei pressi del posto di lavoro si cerca un’oasi di tranquillità dove poter sorbire in santa pace, una buona tazza di tè oppure un cocktail analcolico ai sapori di frutta, magari dando un’occhiata all’ultimo numero della rivista preferita. Desideriamo poter avere a disposizione tanto il prodotto biologico che il liquore fabbricato a Cuba, per godere con serena calma il meglio dell’offerta mondiale. Ecco allora trovarsi a poter scegliere tra oltre 20 tipologie diverse di cioccolati sudamericani o altrettanti infusi di erbe provenienti dai paesi più sperduti dell’Asia. Questo è quello che, accanto al classico cappuccino e brioches, chiede il moderno consumatore, e questo è quello che si aspetta di trovare in un caffè in linea coi tempi. Qualche curiosità della guida: dei 4 locali storici selezionati ben 3 albergano nella regale Torino (Baratti & Milano, Caffè Mulassano e Caffè Piatti), che vanta una tradizione nobile anche nell’ambito della caffetteria – pasticceria, e il solo intruso è in quel di Cuneo (Converso Bra), sempre, però, in ambito piemontese. Per quanto riguarda, invece, i bar situati all’interno di grandi alberghi, al posto di eccellenza vengono posizionati: il Bar Dandolo, dell’Hotel Danieli a Venezia, e lo Stravinskij Bar dell’Hotel De Russie di Roma. A questo punto non ci resta che augurare, buon cappuccino a tutti!

        

        

                                                                      Sam

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