Il lusso diventa…”verde”

Anche nei più esclusivi e raffinati hotel si sta facendo largo l’abitudine di prestare una particolare attenzione alla sostenibilità, tanto  dei materiali che delle fonti di energia necessari al mantenimento dei servizi delle strutture di accoglienza, e alla cura dell’ambiente. Sulla strada ecologica si sta incamminando uno dei più creativi e dinamici albergatori presenti nel panorama internazionale: Gordon Campbell Gray. Già apprezzato sia  per la cura e l’accortezza con cui realizza personalmente ogni struttura che per essere vice – presidente dell’Associazione internazionale “Save the Children”.

“Lo stile è chic ed elegante, ma non prende come modello le linee architettoniche cittadine, piuttosto si ispira alla magia del popolo caraibico, ai colori intensi delle terre incontaminate, al blu del mare, al verde delle foreste”, con queste parole Gordon Campbell Gray, albergatore britannico di grande successo specializzato in strutture extralusso, cercava di illustrare le linee guida che lo avevano ispirato nella realizzazione di uno dei suoi “fiori all’occhiello” il “Carlisle Bay” di Antigua. Come per il primo albergo, il londinese “One Aldwych” aperto nel 1998, la struttura caraibica è stata ideata in collaborazione con l’interior design Mary Fox Linton, con la quale si è deciso di calare la costruzione all’interno dell’ambiente naturale. Ne è scaturito un hotel da sogno, che rimane uno dei punti di riferimento più importanti per tutti coloro che intendono creare complessi a più di 5 stelle. Il rispetto dei luoghi naturali permea in modo tale l’hotel che è stato coniato il termine barefoot luxury (lusso a piedi nudi) per indicare un’offerta di altissimo livello qualitativo, tanto dei servizi che delle installazioni, che, però, privilegiasse lo star bene a pieno contatto con la natura. Stesse premesse e stessa squadra per l’ultimo nato della prestigiosa catena alberghiera: il “Le Gray” di Beirut, costruzione ultramoderna in pieno centro città. Ebbene accanto allo stile, da qualche tempo sono stati messi a punto una serie di accorgimenti che hanno fatto della catena di Campbell Gray una tra le più all’avanguardia nel campo della eco sostenibilità. La struttura di Covent Garden è stata premiata come “Green Hotel of the Year” grazie all’uso di prodotti e materiali naturali, e all’impiego di tecnologie innovative per un processo di riciclo quasi integrale.  Inoltre sono state prese una serie di decisioni fondamentali, con un’attenzione che si potrebbe definire maniacale, tese a ridurre in maniera risolutiva l’impatto ambientale. Dall’introduzione di sistemi di illuminazione a basso consumo a un contenimento, assai vicino allo zero, dello spreco dell’acqua, al riutilizzo di quella piovana, e tutto senza intaccare minimamente il livello di servizio offerto alla clientela dall’hotel, che può usufruire di una delle migliori spa presenti in città e di una piscina di ben 18 metri. Una scelta, quella di Gordon, forse influenzata anche dalla nomina a vice – presidente di una delle Associazione internazionali maggiormente impegnate nella lotta per una più equa diffusione del benessere anche nelle popolazioni del terzo mondo e in un deciso miglioramento della qualità della vita nel rispetto e nella salvaguardia dei processi naturali: “Save the Children”. Fondata da Eglantyne Jebb nel 1919, al termine di una delle guerre più sanguinose della storia, per aiutare il miglioramento delle condizioni di vita dei minori scampati alla tragedia, si diffuse ben presto per l’intero pianeta divenendo il simbolo di un intervento concreto a favore dei più deboli. Oggi è attiva in 120 paesi del mondo e può contare su di uno staff di circa 14 mila persone. Di fatto gli indirizzi della società alberghiera britannica stanno dimostrando come non sia necessario andare in sperduti agriturismo nel bel mezzo di aree poco civilizzate per poter ridurre l’impatto ambientale di strutture di accoglienza più o meno organizzate, ma anche in quelli che possono essere considerati dei veri e propri templi del lusso è possibile coniugare un alto livello di comfort con un ridottissimo grado di inquinamento e così contribuire alla salvaguardia dell’ambiente. Esempio che, se accettato anche da una parte significativa del resto degli operatori, porterebbe almeno a un paio di conquiste assai importanti per il benessere complessivo del pianeta: una prima che consiste nella partecipazione anche dei “ricchi”, che al momento appaiono i meno coinvolti e, forse, interessati a queste operazioni di salvaguardia ecologica, alle iniziative di bonifica ambientale; un’altra che si manifesta attraverso l’investimento di capitali notevoli al miglioramento della sostenibilità di strutture di accoglienza di altissimo livello. Un modo per far assumere un valore etico anche alla vacanza “lussuosa”.

 

                  

        

 

                                                  Egidio Crispoldi

 

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