Il monoporzionato alla conquista del mercato

Da una ricerca di Competitive Data emerge una situazione particolare per il mercato del caffè nel settore horeca, mentre il classico espresso continua ad essere in crisi, il monoporzionato fa registrare numeri interessanti.

Il 2012 è stato un anno abbastanza strano per il mercato del caffè. E anche se in molti penseranno che con i tempi che corrono sembra una cosa quasi scontata, anche perché già il 2011 si era rivelato un anno molto difficile per il settore della tazzina, la cosa fa comunque riflettere. Nel 2012 la quotazione del caffè, anche grazie all’abbondante offerta, si è notevolmente abbassata, a Londra la varietà robusta ha cominciato a calare ad inizio anno  fino ad arrivare a fine ottobre a 1.903 dollari per tonnellata, mentre a New York l’arabica è arrivata a 150,60 cents per libbra, con le scorte che  hanno  superato i 2,4 milioni di sacchi da 60 kg, facendo registrare, anche in questo caso, un record per gli ultimi anni. Va detto poi che i raccolti, sia per la qualità arabica (principalmente Centro e Sud America), sia per la qualità robusta (principalmente Vietnam) sono stati a dir poco abbondanti e questo fa presupporre che le quotazioni continuino a calare. Questo lascerebbe pensare che calando le quotazioni calino anche i prezzi in tutti i passaggi della filiera fino ad arrivare alla classica tazzina con un leggero sollievo, considerando il persistere dello stato di recessione economica, per esercenti e consumatori, ma in realtà le cose vanno diversamente.

Il mercato del caffè che in Italia abbraccia 570 imprese e circa 3000 addetti ai lavori, con 57.000 tonnellate, pari al 23% a volume del prodotto torrefatto nel Belpaese destinato al canale horeca ha cominciato a risentire gli effetti della crisi già dal 2007, facendo registrare da allora un calo medio annuo a volume di circa il 2%.

Da un’indagine di Competitive Data società di ricerche di marketing che opera  integrando l’analisi degli indicatori economici, finanziari e di mercato, con la web competitionreputation emerge che anche il 2012 è stato un anno particolarmente difficile per il mercato del caffè nel canale dei pubblici esercizi e in particolare per il canale bar, con una ulteriore diminuzione dei consumi pari a – 1,1% cui ovviamente ha corrisposto una diminuzione, per fortuna di portata minore, del fatturato.

Ma mentre il classico espresso è in crisi il mercato del caffè monoporzionato, cialde e capsule per intenderci,  sta dando buoni risultati.  I motivi per i quali il monoporzionato sta trovando terreno fertile nel mercato sono riconducibili innanzitutto a una diversa politica aziendale dei torrefattori che hanno cominciato a limitare la concessione di attrezzature, che hanno costi importanti, in comodato d’uso. Quando i grandi si muovono, i piccoli fanno di necessità virtù causando un mutamento generale del mercato, in pratica anche le piccole torrefazioni si sono dotate di sistemi di monoporzionato per servire i locali basso vendenti. Inoltre molte torrefazioni hanno cominciato ad “operare” sul portafoglio clienti, eliminando i cattivi pagatori, dall’analisi sui tempi di pagamento dei bar italiani viene fuori una media di 90 giorni per il saldo dei debiti. Il difficile accesso al credito da parte dell’esercente, e il basso livello di professionalità di alcuni baristi, rendono difficoltoso, per la torrefazione, pianificare, e spesso “rientrare” dell’investimento effettuato per acquisirlo e quindi si vira verso altre soluzioni.

Queste altre soluzioni hanno portato ad una crescita del monoporzionato nel triennio 2010-2012 del 15,5% e ci sono tutti i presupposti affinchè il trend positivo continui.

Che si tratti di un fenomeno “stagionale” legato alla contingenza economica negativa oppure di una vera e propria rivoluzione nel mercato del caffè poco importa, ciò che importa è riuscire ad adeguarsi in breve tempo, restare al passo del mercato e soprattutto soddisfare sempre e comunque il cliente.

 

 

 

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