Il Palazzo della Gherardesca diventa hotel

Nella prestigiosa ed antica dimora in pieno centro storico di Firenze, apre il secondo Four Seasons italiano dopo sette anni di restauri. Un ulteriore fiore all’occhiello della città d’arte italiana che ha fatto del turismo il proprio business principale. L’hotel cinque stelle rafforza la scelta del capoluogo toscano di orientarsi verso uno stile di accoglienza elitario.

 

Allorché intraprese la costruzione del palazzo su progetto di Giuliano da Sangallo, architetto preferito da casa Medici, Bartolommeo Scala ricopriva la carica di Priore nella Repubblica fiorentina. La protezione dei Medici, unita ad indiscusse capacità personali, aveva permesso al letterato e uomo politico toscano di accumulare in breve tempo una considerevole quantità di denaro che decise di investire nell’edificazione di uno dei palazzi più sontuosi di Firenze. L’imponente struttura era fornita anche di un parco di circa quattro ettari oggi affollato di piante secolari. Acquistato alla fine del secolo successivo dal Cardinale Alessandro de’ Medici, quando quest’ultimo divenne Papa nel 1605 col nome di Leone XI (denominato dai propri concittadini Papa Lampo per il regno durato soltanto 17 giorni), passò alla sorella Costanza sposa di Ugo della Gherardesca da cui l’edificio prese il nome. Dopo sette anni di complessi quanto accurati restauri il prestigioso palazzo torna ad aprire i battenti. Il merito è di una delle maggiori compagnie alberghiere del mondo la canadese Four Seasons Hotels and Resorts. Sorta nel 1960 e specializzata nell’organizzazione di strutture a cinque stelle, la società può oggi contare su 78 hotel sparsi in 32 paesi. L’ultimo nato è quello di Firenze, giudicato da Antoine Corinthios il numero uno europeo dell’azienda: “l’albergo più bello di tutta la compagnia”. La mission aziendale si prefigge di offrire alla propria assai selezionata clientela il massimo del comfort e del lusso e la proprietà si vanta di possedere i migliori alberghi al mondo. Di certo l’apertura di Firenze sembra perfettamente in linea con i desiderata della società. Settantanove tra camere e suite, una diversa dall’altra, si aprono in una cornice unica, dove si possono ammirare maioliche dipinte a mano da Ignazio Chiaiese, maestro napoletano del settecento, oppure una carta da parati cinese del secolo XVIII, mentre alle pareti si susseguono gli affreschi che narrano le storie della nobile casata proprietaria dell’immobile per quasi tre secoli. E non finisce qui, per settembre è annunciata l’apertura di altre trentasette camere e di una villa all’interno del parco. Nella Royal Suite i pomelli sono d’argento, la Spa misura 1.200 metri quadri, c’è una grande piscina all’aperto, 9 cabine massaggi e una fornita palestra sono a disposizione dei clienti. La realizzazione dell’albergo è costata 110 milioni di euro ed occupa 250 persone, più di due a stanza. Gli oltre 23.000 metri quadri della proprietà nel suo complesso vengono messi a disposizione della clientela con prezzi che vanno dai 13.500 euro a notte ai 500 per le camere meno pretenziose. Numeri da far girare la testa che però lanciano segnali importanti di come alcuni grandi imprenditori intendono aggredire un mercato che negli ultimi tempi sembra palesare diverse difficoltà. Il calo dei turisti asiatici e il continuo precipitare del dollaro stanno privando il belpaese in generale e le sue città più ricche di arte e storia in particolare, di un numero considerevole di turisti giapponesi e americani che hanno rappresentato per lunghi anni i maggiori e più dispendiosi visitatori delle italiche bellezze. Un tale investimento rappresenta uno stimolo significativo a puntare con decisione sulle eccellenze delle varie località e nel nostro caso di quello scrigno di impareggiabili ricchezze artistiche che è la città di Firenze. Il gruppo canadese non si è fermato qui, è, infatti, in via di completamento (il progetto prevede il termine dei lavori entro l’anno corrente) la messa a punto di trentaquattro appartamenti, allestiti sullo stile della struttura newyorkese della compagnia, nel palazzo Tornabuoni – Corsi, anch’esso in pieno centro cittadino, completamente arredati e a disposizione della, anche qui, riservatissima clientela che volendo  può acquistare anche una quota di proprietà dell’immobile. Dopo l’albergo milanese di via Gesù, a due passi dal Teatro della Scala, questo è il secondo cinque stelle aperto in Italia dalla compagnia canadese che, però, non è detto si fermi qui.

 

 

                                                                       Egidio Crispoldi

 

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