In hotel con due sterline a notte

Il periodo di prolungata crisi economica, sempre più avvertita dalla popolazione a causa del suo perdurare, pone gli operatori alberghieri di fronte alla necessità di inventare nuove formule di accoglienza capaci di attrarre gli scoraggiati viaggiatori dai magri portafogli. Per lo più giovani e famiglie numerose, in possesso di modeste somme di denaro, si rivolgono a operatori intraprendenti in grado di offrire alloggi a prezzi decisamente contenuti. È il caso di un B&B di Londra, situato in pieno centro città, dove si dorme con due sole sterline a notte.

La zona è di quelle che vengono definite “strategiche” dagli operatori turistici, dal momento che la Lambeth North tube station, in zona Westmister, è a soli 10 metri dalla struttura d’accoglienza. Insomma un hotel centralissimo che, però rispetto agli altri presenti nella medesima area in media abbastanza costosi, ha una caratteristica che lo rende particolarmente appetibile ai visitatori in difficoltà finanziarie: costa solo 2 sterline a notte.  Il modello di viaggiare in stretta economia, modello che potremmo definire alla RyanAir prendendo come esempio di business a prezzi ridotti all’osso l’operato della compagnia aerea irlandese, può rappresentare una scelta vincente in un momento in cui l’amore per i viaggi si scontra con una situazione economica di perdurante crisi e di grande instabilità. Proprio come Tony Ryan, l’obiettivo della compagnia asiatica proprietaria del marchio “Tune” è quello di ridurre al minimo la spesa del servizio offerto nella sua versione basic, con la prospettiva di poter lucrare sugli optional. Le prospettive di tempi bui per le finanze domestiche di un numero rilevante di consumatori porta questi ultimi ad una particolare oculatezza nell’affrontare spese non strettamente necessarie, temendo che i sudati risparmi possano essere necessari per far fronte a eventi non programmati. Ecco allora a nostra disposizione la possibilità di pernottare in pieno centro di una città come Londra a un costo decisamente inusuale. È bene chiarire che il termine “pernottare” deve essere preso nel senso letterale della parola dal momento che a quel prezzo abbiamo a disposizione un tetto e un letto fornito di lenzuola e cuscino, condizionamento e riscaldamento, per quanto riguarda tutto il resto è necessario sborsare altri soldi. Certo il giaciglio, completo di materasso, è in tutto e per tutto di altissimo livello, lo stesso adottato dalla prestigiosa e lussuosa catena Marriot, tanto è vero che lo slogan al momento scelto dall’azienda recita: five star beds at one star price (letto a cinque stelle con il prezzo a una stella). Il bagno è a disposizione in ogni camera, uno spazio abbastanza stretto nel quale, oltre al letto, sono presenti uno specchio a muro con in basso un paio di ripiani e due stampelle per gli abiti, ma risulta sprovvisto tanto di asciugamani che di carta igienica. Come avete potuto intuire il resto dei servizi (corrente elettrica, visione tv, accesso internet e wifi, asciugacapelli, pulizia della camera, asciugamani, oltre, ovviamente, alla colazione), che sono di solito compresi nel prezzo del pernottamento, hanno un costo individuale, in modo tale che il cliente può modularne l’acquisto a seconda delle necessità. Niente paura, l’intero pacchetto porta il totale della stanza a 35 sterline, una cifra comunque assai conveniente. La società con sede in Malesia ha puntato con decisione su questa tipologia di accoglienza, tanto è vero che entro il 2015 ha in progetto di raggiungere in tutto il mondo i cento alberghi low cost, di cui ben 15 ancora nel centro storico della capitale britannica. Gli operatori nazionali appaiono scettici, Federalberghi ricorda come: “Dieci anni fa fu lanciata la formula degli hotel ‘senza stelle’ in cui si fa a meno della reception e tutto è automatizzato ma in Italia non hanno avuto successo e anche nel resto d’Europa sono rimasti confinati a un segmento molto specifico di viaggiatori, soprattutto giovani”. Eppure alcuni dati riferiti proprio al territorio nazionale sembrano smentire questa interpretazione del fenomeno. Infatti a fine 2009 il settore low cost nella penisola ha raggiunto i 62 miliardi di euro di fatturato con un incremento rispetto all’anno precedente del + 8,0%, e il solo settore turistico si attesta intorno ai 4 miliardi facendo registrare un + 110,0% sul 2008. E se l’acquisto di pacchetti aerei gioca il ruolo più importante, grazie a un + 220,0% che porta la percentuale sul totale dei voli ormai al 69,0%, anche le prenotazioni alberghiere segnano aumenti significativi (+ 112,0%). Insomma un esempio che potrebbe avere sviluppi interessanti anche all’interno del Bel Paese, riuscendo ad attrarre anche una tipologia di turista meno esigente, che seppur in condizione di spendere meno per quella che rappresenta la voce di costo maggiormente rilevante nel bilancio generale del viaggio, può sempre costituire un’opportunità di incremento del business turistico nel suo complesso. E quanto ne avremmo bisogno!

 

 

 

                                                               Egidio Crispoldi

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