Integratori alla sbarra?

Accanto alle bevande sportive consigliate a tutti coloro che svolgono attività fisica, da qualche anno sono comparse sul mercato anche quelle energetiche in grado di ridare smalto e vigore a chi si sente stanco e affaticato. Però attenzione ai consumi, invece che tonificanti,  alcune di queste bibite se prese in quantità eccessive potrebbero addirittura risultare dannose per la salute.

 

Nel 2006 nella sola Europa occidentale raggranellavano qualcosa come 4,5 miliardi di euro di fatturato registrando, rispetto al 2001, un incremento del 40%. Sembra evidente che quello delle bevande sportive è diventato un business di livello interessante per le aziende del settore. Tanto più che il loro utilizzo si è di molto allargato non essendo più i soli atleti che svolgono attività agonistica a farne uso, ma anche i numerosi frequentatori di palestre o centri benessere, nonostante i carichi di lavoro assai più limitati, hanno iniziato a consumarne. In effetti la sudorazione impoverisce il fisico umano di alcune componenti fondamentali dell’equilibrio fisico, in primis di acqua, che rappresenta la parte prevalente della massa corporea, poi di sali minerali che compongono il 4% del peso complessivo del nostro organismo  e regolano varie funzioni fisiologiche. Considerato il successo di quelle specifiche per riequilibrare l’organismo dopo uno sforzo fisico, i produttori hanno ben pensato di mettere in commercio anche altre bevande che fungano, invece, da integratori energetici “contro il logorio della vita moderna”, come recitava una vecchia pubblicità di Carosello. Ebbene il consiglio che viene da una serie di istituti di ricerca e dalla classe medica in generale è di fare un uso equilibrato di entrambi i prodotti. Infatti mentre i primi per la loro composizione, zucchero acqua e sali minerali con l’aggiunta di coloranti e aromi al gusto di arancia, limone o altro, appaiono più come un contributo economico della comunità al mantenimento degli occupati nell’industria del settore che un vero e proprio tonificante (e poi è bene stare attenti ai coloranti), i secondi agendo sul sistema nervoso con effetti eccitanti possono indurre il consumatore a comportamenti “eccessivi” con ripercussioni, a volte, spiacevoli o pericolose, per se e per gli altri. È abbastanza diffuso tra i giovani, dopo una serata in discoteca, andarsene in giro in auto con in corpo tre o quattro di queste bibite. Pur non avendo effetti come quelli degli alcolici, e per questo non facilmente analizzabili con mezzi meccanici quali il “palloncino” per misurare il grado di alcol nel sangue, o degli stupefacenti pongono ugualmente il soggetto in uno stato di euforia innaturale. Ad esempio in alcune bevande è presente in modo massiccio un ingrediente quale la caffeina (circa 80 mg a lattina, come in un buon espresso), abbinato a taurina e glucoronolattone, un aminoacido e un carboidrato di cui in campo medico si è sospettato molto. Insomma un cocktail capace di avere effetti ipertensivi ed eccitanti sul sistema nervoso, per alcuni medici, simili a quelli che si potrebbero avere nel corpo umano con l’immissione di droghe o alcol. Per tale motivo, questa tipologia di prodotto in alcuni paesi occidentali (Danimarca, Norvegia, Francia e Canada) non è commercializzata per uno specifico divieto delle autorità sanitarie. Naturalmente gli effetti che abbiamo in precedenza descritto derivano da un uso reiterato e considerevole di alcune delle bevande presenti al consumo, è ovvio che quantità “normali” o contenute non producono nell’organismo particolari disfunzioni organiche. Del resto il business generato dagli energy drink risulta essere di dimensioni importanti se appunto il leader di mercato nello scorso anno ha registrato negli Stati Uniti un consumo di 3,55 miliardi di lattine e nella sola Italia ben 90 milioni. Dal momento che secondo i sondaggi di mercato i maggiori consumatori di tali bevande risultano essere i giovani è, a nostro avviso, importante approfondire la conoscenza di queste bibite. In estrema sintesi non s’intende con queste note assolvere o condannare i prodotti in esame, quanto  consigliare un approccio maggiormente consapevole a tale tipologia di bevande, andando ad esaminarne le componenti organolettiche, con la speranza di riuscire a riceverne esclusivamente benefici.

 

                                                                                     Sam

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