L’industria del Benessere

Le cifre parlano chiaro, le imprese collegate a quella che si può ormai definire “l’industria del benessere” registrano incrementi di fatturato a due cifre, superiori addirittura al tasso di sviluppo dell’economia cinese, che nell’attuale panorama economico rappresentano una vera e propria rarità. Un giro d’affari in piena ascesa che coinvolge anche un numero importante di strutture di accoglienza.   

        

Che esistesse un maggiore interesse alla cura del proprio corpo e al raggiungimento di una forma psico-fisica ottimale presso vasti strati di popolazione è cosa ormai nota. Non se ne conosceva, almeno fino ad oggi, la dimensione economica. Eccoci accontentati: la cifra spesa dagli italiani per il benessere negli ultimi dodici mesi  (2007) è stata di 16 miliardi di euro, il 15% in più dell’anno precedente. Incrementi a due decimali da ormai alcuni anni che, se paragonati all’andamento di altri comparti di consumo compreso quello alimentare, appaiono nell’attuale contesto economico quasi irreali. È bene ricordare che tale cifra rappresenta il 2% della spesa annua delle famiglie italiane, pari a 275 euro a testa. Eppure nonostante i rigori di una crisi che sembra travolgere qualsiasi comparto del vivere sociale, la ricerca della bellezza continua imperterrita ad affascinare. Anzi è, forse, proprio in virtù di un momento così gravido di dispiaceri che la gente cerca consolazioni. La percentuale di italiani coinvolta in tale business ha raggiunto l’8,7% del totale della popolazione e sembra crescere a vista d’occhio. Un insieme di fattori che ha indotto un numero importante di operatori a immettersi nel mercato. Ad oggi gli istituti di bellezza raggiungono le 21.378 strutture, con un totale addetti di 56.161 unità, mentre le palestre e piscine con annessi aree per la cura della bellezza sono 1.408, gli stabilimenti dedicati esclusivamente al benessere fisico 1.978 e gli stabilimenti balneari ad oggi attrezzati per questa nuova richiesta della clientela arrivano a 514. Anche nel comparto turistico l’attenzione è alta, gli alberghi provvisti di centro benessere sono 3.085 e gli agriturismo 1.176. Una quantità che si aggira al 10% del totale nazionale con una distribuzione territoriale che riserva qualche sorpresa. Infatti la seconda regione per numero di beauty farm ed hotel attrezzati è la Campania con il 10,9%, preceduta soltanto dal Trentino Alto Adige che raccoglie quasi un terzo dell’intera offerta (29,3%). In ottime posizioni il Molise terzo, insieme al Veneto, entrambi al 10,0% seguiti dalla Toscana al 9,6%. Margini di miglioramento per Lombardia (7,2%), Sicilia (3,0%), Lazio (4,2%), Piemonte (3,3%), Puglia (2,5%) e Sardegna (2,2%),mentre si possono ritenere in buona posizione l’Emilia Romagna (7,4%), l’Umbria (1,7%) e Valle D’Aosta (2,0%). Decisamente deboli le restanti regioni: Calabria (1,2%), Friuli Venezia Giulia (1,4%), Marche (1,0%), Liguria (1,4%), Abruzzo (1,1%) e Basilicata (0,6%). Un’elaborazione effettuata da Confesercenti su dati ISTAT e Aiceb (Associazione Italiana Centri Benessere) riesce a definire anche la tipologia di clientela presente nelle beauty farm: coppie per il 60%, famiglie per il 10%, le donne sole rappresentano il 20%, i gruppi il 5%, mentre gli uomini single si fermano al 5%. La prestazione di gran lunga preferita (70%) concerne i massaggi. Riguardo al tempo trascorso in queste “fabbriche della salute” per il 70% dei clienti è sufficiente il week end, il 25% preferisce fermarsi almeno una settimana, mentre il restante 5% si accontenta di una sola giornata. Gli antichi romani insegnano che la passione per le terme ha radici profonde. “Non bisogna considerare il benessere solo nella sua espressione più piattamente consumistica – argomenta il filosofo Aldo Masullo – e cioè come l’imitazione dei modelli che ci arrivano dalla tv. Il benessere è sempre stato un grande tema del pensiero filosofico. Nel momento in cui tratto bene il mio corpo non sto solo curando uno strumento di prestazioni produttive ma sto facendo il primo passo verso la cura della mia intimità, della mia mente, del mio rapporto con il mondo”. Una ricerca francese, commissionata però dall’associazione degli imprenditori del settore, giunge ad affermare che una giornata alle terme cura l’ansia meglio degli psicofarmaci. Che il segreto per il raggiungimento della felicità si nasconda fra un massaggio con l’ambra, una visita al bagno turco, qualche minuto di idromassaggio ed una tisana al finocchio?

 

 

 

                                                                           Egidio Crispoldi

 

 

 

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