L’ hotel più vecchio del mondo

È situato in Giappone e può vantare all’anagrafe quasi 1.300 anni, l’albergo più vecchio del mondo. Eppure a vederlo oggi non dimostra certo la sua età e l’armatura in legno che ne rappresenta la struttura portante, nonostante il tempo passato, si dimostra ancora ben solida e resistente. Tutto ha avuto inizio dal sogno di un monaco buddista che, in una tiepida notte di primavera, ebbe l’imbeccata dalla divinità della montagna che gli indicò l’esistenza di una sorgente naturale di acqua calda dalle proprietà terapeutiche sorprendenti.     

 

                                                                                Egidio Crispoldi

 

Nella genealogia dinastica relativa all’impero giapponese il periodo che va dal 710 al 784 d.c. viene definito come “periodo Nara” e vede alternarsi al potere quattro monarchi tra imperatori e imperatrici. Nel 718 era al potere una donna, Gensho 44° imperatrice, che governò dal 715 al 724. Una notte di quell’anno il grande maestro Buddista Taicho Daishi, riposa tranquillo dopo una faticosa e intensa giornata dedicata all’addestramento, quando in sogno gli appare la divinità della montagna e lo esorta a recarsi nei pressi del villaggio di Awazu, alla base della montagna, dove è attiva una sorgente di acqua calda ancora sotterranea dalla grande potenza ristoratrice, per concessione del medico delle anime, Yakushi Nyorai. La divinità lo avverte, inoltre, che la popolazione è all’oscuro dell’esistenza della sorgente, ma grazie a lui, una volta in superficie, potrà ricavarne benefici per lungo tempo. Daishi il giorno seguente, di buona mattina, si reca nel villaggio, recluta alcuni dei suoi abitanti, trova la fonte e ne verifica subito le proprietà terapeutiche

immergendovi alcuni abitanti che non godono di un’ottima salute. Dopo il bagno questi ultimi sembrano rinati e non lamentano più alcun dolore. A questo punto il grande maestro, troppo impegnato nella ricerca dell’illuminazione non ritiene utile prolungare la sua presenza a Awazu e incarica un suo discepolo, Garyo Hoshi, di erigere sul posto una struttura di accoglienza che possa ospitare coloro che intendono beneficiare dei servizi della vena sorgiva. Il fedele discepolo fece le cose per bene, favorito anche dal governo giapponese che, proprio nel 718 d.c., affianca nelle scuole di medicina lo studio dell’agopuntura e della medicina tradizionale cinese allo studio del massaggio Ammà (che si riceve stando seduti), considerato all’epoca il massaggio rilassante per eccellenza. Insomma esistono già tutte le premesse per rendere operativo, accanto a un comodo complesso riservato  alla ricezione degli ospiti, l’antesignano di un efficiente “centro benessere”. Da 49 generazioni i discendenti di Garyo gestiscono quello che nel tempo si è trasformato in una locanda, un ostello, una pensione, un albergo. Hanno visto tra i loro clienti passare samurai, ninja, funzionari dell’imperatore, ricchi possidenti, agiati borghesi, manager rampanti. Oggi, l’”Hoshi Ryokan”, nella regione dell’Hokuriku, è segnalato nel Guinness dei primati come l’albergo più antico del mondo. Del resto il termine ryokan, nella lingua indigena, indica una struttura di accoglienza classica gestita nel segno della tradizione, con i pavimenti formati da tatami (pannelli rettangolari affiancati fatti in paglia di riso intrecciata e pressata), il bagno situato all’esterno della camera, le porte scorrevoli che danno su una loggia, la stanza spoglia, priva di mobili e letti, la presenza di una tokonoma, nicchia in cui vengono esposte sculture, calligrafie o composizioni ikebana (arte della disposizione dei fiori recisi). Attualmente sono disponibili cinque stanze (il ryokan, che mette a disposizione di ogni cliente una cameriera personale che ne cura e ne soddisfa le esigenze, proprio per la tipologia di servizio estremamente accurato e diretto da severe regole non può accogliere un numero elevato di ospiti), diversi giardini curatissimi ed esotici (in uno sono presenti duecento tipi diversi di piante di ciliegio), un teatro e un’area dedicata esclusivamente alla giornaliera e irrinunciabile cerimonia del tè, il tutto nell’ambito di un servizio accurato e preciso, arricchito da una rispettosa cortesia in pieno stile giapponese, tanto che viene messo a disposizione del cliente appena arrivato un comodo Kimono Yukata (indumento alquanto informale molto utilizzato negli alberghi tradizionali giapponesi, letteralmente significa “abiti da bagno”) per farlo sentire, fin dal primo momento, come a casa propria. Naturalmente il pezzo forte dell’offerta è, però, rappresentato dalle spa, sorte intorno alla sorgente d’acqua calda ancora in piena funzione. Ce ne sono ben quattro, due esterne, collocate nel cuore di una ridente vegetazione, e due interne, in entrambe i casi differenziate per uomini e donne. Nella pace e nella quiete del comodo hotel, a due passi dal piccolo centro abitato, si possono verificare sulla propria pelle gli effetti benefici dell’antichissima sorgente che da oltre un millennio dispensa influssi salutari ai suoi tanti estimatori. Gli stessi trattamenti corporei sono all’insegna della tradizione nipponica, ricca anch’essa di una storia antica di secoli, capaci di dispensare reali e utili benefici ad un fisico aggredito dallo stress. Sulla medesima via salutistica opera anche il ristorante, i cui prodotti alimentari, che riforniscono la caratteristica ed esotica cucina molto raffinata e di elevatissima qualità, provengono tutti dalla regione agricola di Kaga nel sud ovest dell’arcipelago nipponico. In pratica a dirigere da tanto tempo il lavoro della famiglia Hoshi sono gli stessi principi che mossero il lontano avo quando dette inizio alla loro longeva attività: semplicità e rispetto per il prossimo.

 

 

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