La GDF smaschera la truffa del Brunello

Le Fiamme Gialle di Siena bloccano una enorme truffa perpetrata ai danni del Consorzio del Brunello di Montalcino e ai danni del buon nome e del valore del Made in Italy.

Si era conquistato, come enologo, la stima e la fiducia indiscussa delle aziende con cui lavorava, salvo poi frodarle per un periodo che va dal 2011 al 2013. In realtà si è scoperto che non è enologo in base ai requisiti richiesti dalla legge 129/91, e non è iscritto nemmeno all’ associazione nazionale di categoria. Sta di fatto che riuscendo ad acceder al sistema informatico Artea (Agenzia Regionale Toscana per le Erogazioni in Agricoltura), falsificando i dati delle dichiarazioni di produzione delle vendemmie, delle giacenze contabili e delle cessioni di vino sfuso, con l’aiuto di collaboratori a vario titolo e con diverse funzioni nell’ambito dell’intera filiera della produzione e messa in vendita di uve e vino, spacciava per Rosso di Montalcino e Brunello del vino di modesta qualità. Una truffa enorme ai danni di aziende e Consorzio del Brunello che ha portato la Guardia di Finanza di Siena a sequestrare 165.467 litri di vino, pari a circa 220.600 bottiglie del formato da 0,75 cl. di cui 75.620 litri di Brunello di Montalcino e 89.847 litri di Rosso di Montalcino per un valore di oltre un milione di euro. Le Fiamme Gialle, sono riuscite a bloccare i malandrini prima dell’imbottigliamento. “Non un litro del vino è finito in commercio – ha puntualizzato il presidente del Consorzio del Brunello di Montalcino Fabrizio Bindocci – Il falso Brunello e il Rosso era ancora tutto nelle cantine e nelle cisterne”. “Abbiamo i mezzi giusti per difendere i nostri prodotti d’eccellenza – ha dichiarato il ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina – La contraffazione veniva realizzata aggirando il sistema di tracciabilità posto a garanzia delle produzioni. Ma proprio la sinergia operativa tra gli organismi di controllo e gli enti preposti alla certificazione ha consentito di impedire che la frode colpisse ancora i consumatori”.

Consigliamo di fare sempre molta attenzione nell’acquisto di vino, in particolare per vini di qualità e per quantità tali da avere le proprie cantine sempre pronte a soddisfare i palati fini della propria clientela. E’ buona norma avere più che delle semplici conoscenze sui prodotti che si acquistano, e in mancanza farsi consigliare da un sommelier affidabile, ma ciò che è fondamentale è  rivolgersi per l’acquisto a fornitori di fiducia.

Questa volta è andata bene, il danno all’immagine del Made in Italy e ad una delle sue eccellenze come il Brunello è stato limitato al massimo. C’è comunque da riflettere a da predisporre degli strumenti atti a prevenire e a reprimere in maniera significativa queste frodi, da una analisi della Coldiretti sulla base dell’attività  svolta dai carabinieri dei Nas dal 2007 al 2013 è emerso che dall’inizio della crisi sono più che raddoppiate le frodi nel settore del vino e degli alcolici con un incremento record del 102 per cento del valore delle bottiglie sequestrate, in quanto adulterate, contraffate o falsificate, con un danno incalcolabile per il prodotto agroalimentare italiano più esportato nel mondo, il tutto a danno dell’immagine di un Made in Italy, che mai come in questo periodo di crisi economica, ormai stabile, ha bisogno di qualità e serietà.

 

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