Latte: pericolo cinese

Sono stati tre nel nostro paese i casi di sicuro accertati di prodotti a base di latte cinese in cui è stata rinvenuta melamina. Si allunga così la lista delle frodi alimentari che quest’anno si sono abbattute sui clienti e consumatori italiani. Una lista che pone seri problemi agli organi competenti per mantenere intatta la proverbiale  qualità delle derrate presenti nei supermercati e nei ristoranti della penisola e che ha fatto della nostra cucina una delle più amate al mondo.

I prodotti interessati sono stati due campioni di latte sequestrati nella provincia di Bari ed uno di yogurt intercettato nel napoletano. La presenza di melamina (un composto chimico fortemente azotato e dannoso per l’essere vivente, da non confondere con la melanina, molecole biologiche che contribuiscono a determinare il colore della pelle) variava dai 3 ai 22 milligrammi per chilogrammo contro un limite consentito che si ferma a 2,5 milligrammi. Livelli non letali ma capaci di produrre significative alterazioni al corretto funzionamento dell’organismo umano. Uno strascico della frode alimentare che ha scosso la Repubblica Popolare Cinese negli ultimi mesi e che si sta propagando in un po’ tutto il pianeta, dal momento che lo stato asiatico ha rapporti commerciali continuativi con il resto del mondo. In Europa siamo a quota 23, tanti sono stati gli interventi che le istituzioni dei paesi coinvolti sono stati costretti ad operare su prodotti,finiti o semilavorati alimentari, importati dal colosso comunista. Sono stati decine di migliaia i casi di contaminazione accertati in Cina che hanno colpito in prevalenza bambini, di cui una gran parte non è riuscita a sopravvivere. Un vero e proprio flagello che non si limita ai soli prodotti caseari ma coinvolge un numero importante di derrate: tea, papaia, zampe di gallina, datteri di mare, carne bianca, pesci affumicati, funghi e uova. Materiale che sarà sottratto al mercato e completamente distrutto. Il problema è al momento da considerarsi sotto controllo poiché le autorità italiane hanno agito tempestivamente evitando spiacevoli conseguenze presso la popolazione, ma è necessario considerare che il “latte cinese” va ad inserirsi in un quadro complessivo che desta qualche preoccupazione. Infatti la frode in oggetto si somma ad altre che di recente hanno interessato il territorio nazionale. Un periodo davvero sfortunato per i consumatori italiani messi in guardia prima dalle mozzarelle di bufala alla diossina, poi il “Brunello di Montalcino” mischiato con altri vini, ancora il tonno al mercurio e di recente lo scandalo dei formaggi scaduti da anni riciclati e venduti per buoni. Insomma un attacco deciso alla salute dei cittadini perpetrato da produttori rapaci e commercianti disonesti. Nel solo 2007 sono stati operati dai NAS (Nuclei Anti Sofisticazione) 28.173 controlli che hanno portato a 5.600 infrazioni penali e sequestrato merci per oltre 120 milioni di euro, in pratica il doppio rispetto all’anno precedente. Un fenomeno di dimensioni notevoli che rischiamo di trovarci giornalmente ad affrontare tanto nelle mense aziendali, quanto nei ristoranti o pizzerie che frequentiamo settimanalmente, che addirittura sulla nostra tavola casalinga. Del resto, nonostante dobbiamo considerarci abbastanza lontano dal leader internazionale della sofisticazione alimentare, appunto la Cina, che ha ricevuto ad oggi ben 390 notifiche per produzioni irregolari, i nostri 70 avvisi rappresentano, comunque, un sintomo decisamente allarmante. Certo sarebbe opportuno ricevere rassicurazioni in questo senso, magari da parte di produttori, commercianti e ristoratori che certifichino in maniera visibile al consumatore la provenienza e la qualità dei prodotti e delle materie prime utilizzate per la realizzazione dei prodotti. Gli operatori dei vari settori interessati continuano a definire tali fenomeni episodici e circoscritti ad aree specifiche, per quanto riguarda le zone della Campania e della Sicilia si fa spesso riferimento alla malavita organizzata che sembra ormai in grado di raggiungere anche i mercati alimentari, ma l’impressione generale è che le manipolazioni siano diffuse e avvengano un po’ in tutta la penisola. “Le leggi europee, pilotate da interessi molto precisi, stanno facendo diventare il nostro continente la pattumiera degli Ogm meno riusciti e più nocivi. – afferma lo scrittore Massimo Carlotto che si è documentato a lungo sull’argomento per la stesura del suo ultimo romanzo, a quattro mani con Francesco Abate, Mi fido di te edito da Einaudi    Da noi non arrivano solo quelli cinesi, ma anche quelli americani. La legislazione è fatiscente, i sofisticatori rischiano pochissimo, ma è l’intero sistema alimentare moderno che è basato su una truffa di fondo, cioè la cattiva qualità del cibo che noi mangiamo e che produce sempre più tumori e malattie cardiovascolari”. Molti buoni motivi per fare molta attenzione alla provenienza di ciò che consumiamo.                       

                                                                             La redazione

 

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