Macchine in cucina

Una serie di mezzi meccanici riescono a fornire agli chef dei ristoranti ed agli operatori delle altre strutture dedicate alla ristorazione validi supporti capaci di snellire i procedimenti di preparazione dei singoli piatti senza alterarne il gusto e il particolare amalgama dei sapori . Un importante supporto per tutti coloro che intendono abbinare qualità dei prodotti offerti al consumatore e capacità di competere sul mercato.

Ricordo che quando si trattava di preparare un pranzo per la famiglia allargata, al quale partecipassero i nuclei dei quattro fratelli che la componevano, tutte le donne di casa, figlie comprese, si davano appuntamento nella cucina della dimora scelta come sede dell’evento per fornire il proprio contributo alla preparazione delle libagioni. A volte andavo a curiosare, sperando magari in qualche anteprima delle delizie che in seguito avrei potuto gustare con il resto degli invitati, e rimanevo colpito dal gran daffare che avevano tutte le persone presenti nella stanza. Ritengo che ogni ristorante si trovi giornalmente in una situazione simile, per cui ben vengano macchinari e preparati utili a semplificare i processi di preparazione delle pietanze almeno per due ordini di motivi. Uno riguarda l’eliminazione dei problemi relativi alla, a volte, scarsa professionalità del personale meno qualificato e alla possibilità di non ritrovarsi all’improvviso senza determinati collaboratori perché ammalati o perché hanno deciso, di punto in bianco, di cambiare lavoro. L’altro rappresenta un importante contenimento dei costi di gestione (le macchine non chiedono aumenti di stipendio anche se necessitano di manutenzione), nonostante l’esborso iniziale. In questo caso è bene fare i conti con il fatturato dell’esercizio in modo da capire in quanti anni l’investimento effettuato venga ammortizzato per intero (in linea generale non consigliamo di andare oltre i 24/30 mesi). Diverse sono le aziende presenti in un mercato che, nel solo comparto destinato alle macchine per la trasformazione e la preparazione degli alimenti, arriva a muovere una cifra d’affari che ormai supera il miliardo di euro l’anno. Dato positivo dal momento che gli 1,087 miliardi di euro del 2006 rappresentavano ben un 9% in più rispetto all’anno precedente. Buono l’andamento generale anche se sono le esportazioni a fare la parte del leone con un + 13,6% rispetto al 2005 che con i 703 milioni di euro rappresentano il 65% dell’intero volume di affari del settore all’interno dei confini nazionali. Principali acquirenti i paesi europei, dove, forse, la nostra cucina è particolarmente apprezzata. Accanto ai macchinari che potremmo definire utili alla trasformazione delle materie prime in semilavorati adatti ad ulteriori elaborazioni sotto le abili mani degli chef, si collocano anche quelle che, invece, riescono a “sfornare” prodotti finiti assai utili a quelle realtà di dimensioni più contenute o attive in diversi segmenti di mercato (ad esempio i bar – pasticceria, oppure le birrerie – trattorie, o ancora le enoteche – spaghetterie, e così via). Per avere un’idea delle opportunità a disposizione dei clienti delle aziende del settore può essere utile scorrere velocemente i settori coperti dal listino di una delle compagnie leader nella produzione di tali apparecchiature. Compongono il catalogo macchinari utili alla preparazione di: bruschette, cialde, crépes, gelati, hot dog, kebab, panini, pasta, patatine, spremiagrumi,  churro, patate al cartoccio, cioccolato, pizza, spiedini, coni, carretti, inoltre vi si possono acquistare anche  piani di cottura, vetrine/espositori, preparati in  polvere. Insomma una serie di attrezzature capaci di servire un ampio ed eterogeneo arco di clienti. I dati di mercato che, nonostante i rigori della congiuntura economica, indicano in crescita i consumi fuori casa (l’ultima indagine acNielsen sui consumi alimentari interni extradomestici segnala un aumento del 2,5%  dei frequentatori di bar, ristoranti e pizzerie) confortano la scelta di numerosi operatori del segmento della ristorazione di ampliare il range di offerta dei propri prodotti al fine di soddisfare le diverse tipologie di possibili avventori. Un trend positivo che sembra doversi confermare anche nell’anno corrente destinato a superare i 65.000 miliardi di euro di giro d’affari con un 12% di incremento rispetto al 2007. Per cui un’opportunità, quella di poter espandere la produzione di prodotti enogastronomici, di grande attualità, in grado di portare una bella boccata d’ossigeno ad una situazione generale di persistente difficoltà.

 

                                                                            Mario Rossi

 

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