Natale e cioccolato: un binomio perfetto

L’inverno, e il periodo natalizio in particolare, offrono ai baristi un asso in più da giocare per, da un lato, attrarre il consumatore e, dall’altro, poter esprimere un’offerta altamente caratterizzante. Nonostante la spietata concorrenza della Grande Distribuzione Organizzata, essenzialmente indirizzata al contenimento dei prezzi, i prodotti a base di cioccolato ottengono un’attenzione e un gradimento da parte del consumatore finale difficilmente riscontrabili in altri periodi dell’anno. Non lasciamoci sfuggire l’opportunità.

                  

I dati recentemente distribuiti dal Rapporto Coop “Consumi e Distribuzione”, in un panorama generale di calo anche drastico degli acquisti a causa della perdurante crisi economica, sottolineano come assuma caratteristiche d’eccezione il considerevole aumento (+ 12,0% rispetto all’anno precedente) del consumo di tavolette di cioccolato. La prima giustificazione riguarda il valore consolatorio di tale prodotto, il suo effetto “ricostituente” in periodi depressivi, tralasciando una delle motivazioni, a nostro avviso, più importanti che spingono a mangiare il dolce composto: è indiscutibilmente buono. L’attuale distribuzione passa essenzialmente attraverso due principali canali di vendita: quello tradizionale (bar, pasticcerie, piccoli alimentari, panetterie) e quello della Grande Distribuzione Organizzata (ipermercati, supermercati, superettes, discount). Le più importanti aziende di produzione nazionali e internazionali hanno differenziato le referenze da presentare alle due tipologie di negozi, confezionando diverse proposte per ciascuno al fine di ridurre al minimo, se non addirittura di annullare, le sovrapposizioni che rendano particolarmente evidente al consumatore le spesso notevoli differenze di prezzo. Risulta facilmente intuibile come la struttura economica assai diversa fra gli esercizi dei due canali, a tutto vantaggio della GDO che può contare su volumi di vendita assai elevati e, di conseguenza, spuntare sconti ben più sostanziosi, renda in pratica impossibile un qualche tipo di concorrenza. Anzi la Distribuzione Organizzata in determinati periodi utilizza il cioccolato come “prodotto civetta” cioè in grado di attirare consumatori grazie a spregiudicate politiche di prezzo. Esiste però un elemento che può rendere i prodotti al cioccolato un business interessante anche per gli operatori del canale tradizionale. In effetti al di là delle confezioni annualmente prodotte dalle principali compagnie presenti sul mercato, esistono una serie di proposte, un esempio è dato dal cosiddetto “sfuso” (cioccolatini o caramelle non confezionati) che possono essere utilizzate in maniera creativa dai singoli esercenti in modo tale da realizzare abbinamenti di particolare interesse per il fruitore finale. In questo senso si possono prevedere accostamenti con oggettistica, con altri prodotti, con giocattoli. Di sicuro si possono realizzare vetrine di grande interesse per tutti gli amatori e per coloro che sono attratti dalla “originalità” delle proposte. Ecco, il vero elemento di differenziazione, non solo rispetto alla GD ma anche all’interno del medesimo canale, risulta proprio essere la creatività. Più si è “curiosi” nel individuare nuove associazioni, più si rischia di avere successo. Un buon lavoro in questo senso giustifica anche il gap di prezzo che si è costretti a proporre al consumatore, sottolineando come una accurata ricerca possa avere un ritorno economico importante per il gestore e un riconoscimento da parte dell’acquirente che premia sia l’impegno del commerciante sia l’inventiva esibita nella realizzazione delle confezioni. Alla base di tale atteggiamento, che si esplica nell’attenzione dedicata allo studio dei possibili accoppiamenti, c’è una lunga e meditata analisi delle opportunità, svolta durante l’intero arco dell’anno e basata essenzialmente sull’attenzione ai fenomeni di consumo in corso nella società e sulla possibilità di anticipare alcune tendenze del prossimo futuro. Accanto a questa attività va considerata la conoscenza del pubblico degli habitué del proprio locale, che permette di predisporre una serie di suggerimenti in grado di soddisfarne il gusto. Per cui l’appuntamento natalizio, se si vuole farlo diventare un momento importante nel panorama delle iniziative promozionali annuali del negozio e un buon generatore di cassa, deve essere preparato con cura e per tempo, senza correre il rischio di trovarsi a ridosso del periodo festivo con le idee, ahimè, ancora confuse.

 

 

 

 

                                                                  Sam

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *