Negozi in hotel?

Nel consueto linguaggio anglosassone, al momento così alla moda, è chiamato cross selling (vendita incrociata) e consiste nello sviluppare, all’interno di un “contenitore” creato ad uno scopo specifico, opportunità di consumo diverse dalla vocazione principale della struttura. Nel caso che è oggetto delle nostre riflessioni si tratta di allestire nell’albergo uno o più spazi destinati alla vendita al cliente di una serie di prodotti, in parte legati ai servizi dell’albergo e in parte mutuati dai negozi che costellano le vie cittadine. 

 

I rigori attuali del mondo economico, come ben sappiamo, hanno intaccato in modo consistente la propensione al consumo di larghi strati di popolazione. Per cui a molte strutture che propongono un servizio specifico si offre la possibilità di integrare con altri prodotti il proprio campo di offerta, con il risultato di poter incrementare il business. Una occasione di sviluppo del  business legata alla capacità del management di individuare partner in grado di fornire i necessari supporti tecnici e organizzativi. Nell’ambito dell’ospitalità alberghiera ci sembrano interessanti almeno un paio di opportunità. Una prima, che in alcune strutture di lusso ha già avuto qualche timido tentativo, riguardante la presenza all’interno dell’albergo di alcuni negozi. In alcune residenze, in massima parte dislocate in luoghi appartati o distanti da centri abitati, è già in uso mettere a disposizione della clientela uno o più spazi adibiti all’esposizione e alla vendita di oggetti di abbigliamento spesso locale oppure souvenir, o,ancora, di oggettistica varia, per evitare ai più pigri escursioni  fuori programma. Diversa è la situazione degli hotel centrali, a due passi dalle zone elettive per lo shopping cittadino, dove per il cliente, in special modo di sesso femminile, diventa un piacevole diversivo andarli a visitare. Anche in questo caso, però, esistono invitanti opportunità. In primo luogo è indispensabile possedere locali che possono essere adibiti alla bisogna, poi individuare marche o griffe poco diffuse o addirittura inesistenti nella zona cui sono collocati i propri spazi. L’eventuale proposta fornisce vantaggi ad entrambi i partner, dal momento che per l’albergatore significa moltiplicare, attraverso l’accordo con firme di prestigio, il valore della propria struttura, per i soci poter disporre di superfici espositive aggiuntive in aree di prestigio e a contatto con una clientela selezionata e, poiché il più delle volte in “vacanza”, particolarmente disposta all’acquisto. A tale proposito l’Hotel Park Hyatt di Zurigo mette a disposizione dei propri ospiti la Rockart Gallery, al piano terra, dove è possibile ammirare “una meravigliosa selezione di eleganti cristalli – come specifica il sito web dell’albergo -, pietre preziose, gioielli, orologi svizzeri ed oggetti d’arte in zaffiro”, e, sempre al pianterreno, la boutique Edler Cashmere dove “è possibile trovare una bella selezione di manufatti in kashmir per uomo e donna. Un ampio assortimento di colori e modelli di maglia e tessuti classici e moderni, accessori e tessuti della regione”, prosegue l’indirizzo internet. L’Hochschober Hotel, a 1.763 metri sulle Alpi austriache, propone agli avventori un negozio in cui sono disponibili una serie di prodotti specifici per le vacanze, da quotidiani e libri (con una sezione dedicata ai luoghi indigeni e alle guide del territorio circostante)a oggetti per la frequentazione di terme o spa, da accessori per la montagna all’abbigliamento sportivo,  da oggetti di artigianato nazionale a servizi da tea corredati da pubblicazioni specifiche e prodotti particolari di origine orientale. Questi ultimi sono fruibili in una costruzione di quattro piani di stile orientale collocata sulle rive del lago Turracher See, poco distante la residenza principale, dove, in apposite sale, è possibile assistere alla cerimonia del tea, sostare in meditazione e provare trattamenti tipici della medicina cinese. Diverse sono le proposte commerciali riguardanti la cura del corpo, legate ai servizi offerti dall’hotel nell’area benessere. Un’alternativa a quanto proposto in precedenza consiste nel dedicare periodicamente una sala a presentazioni di moda, oppure a mostre d’arte, o, ancora, ad esposizioni di prodotti particolari e poco diffusi. Insomma integrare i servizi tradizionali di una struttura di accoglienza con proposte vivaci e innovative capaci di attrarre l’attenzione degli ospiti e favorirne eventuali acquisti. Del resto anche la “concorrenza” si muove in questo senso. Giorgio Armani non ha, forse, aperto nel prestigioso Burj Dubai, l’edificio più alto del mondo appena inaugurato, un hotel  di lusso?

 

 

                                                      Egidio Crispoldi

 

 

 

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