NewSlot: al Nord si gioca di più

Un recente studio di Agipro (Agenzia di stampa giochi a pronostico e scommesse) su dati del Viminale ha messo in evidenza come la propensione per il gioco stia generando l’ennesima frattura fra Nord e Sud Italia. Infatti nelle regioni settentrionali stanno spopolando le new slot, mentre nel meridione la maggior parte dei giocatori resta più legata ai concorsi tradizionali quali Gratta&Vinci e Superenalotto.

        

“Abbiamo fatto l’Italia. Ora si tratta di fare gli italiani”, osservare l’imperativo contenuto nella famosa frase attribuita a Massimo D’Azeglio appare impresa sempre più difficile. Un nuovo elemento diversifica in maniera abbastanza netta il Nord e il Sud della penisola, rendendo ancora problematica, a quasi 150 anni dall’Unità politica, la tanto desiderata integrazione. Questa volta l’oggetto dei diversi comportamenti riguarda la propensione al gioco. Già ci siamo occupati del fenomeno nei suoi aspetti generali (Il boom del gioco, 29 luglio 2008), ora ci interessava indagarne il diverso impatto a livello locale. I primi dati diffusi dal Ministero dell’Interno riguardanti le preferenze degli italiani nei confronti di scommesse e affini evidenziano una netta vocazione delle aree settentrionali verso le slot che assicurano divertimento ma con possibilità di vincite modeste. In Lombardia si spendono per questo passatempo 53 euro sui 100 totali dedicati ai giochi, in Trentino raggiungono i 63 euro, mentre nel Sud Italia la spesa per questa tipologia di svago assorbe in Sicilia 20 euro e 25 in Puglia sempre su di un totale di 100 euro giocati. Una differenza che affonda le radici nella tradizione poiché nella parte terminale dello stivale la fetta maggiore dell’investimento in giochi viene dedicata a quelle lotterie che promettono, in caso di vincita, un radicale mutamento delle condizioni di vita e non un incremento, anche notevole, delle proprie capacità di spesa. Insomma i meridionali giocano per “sistemarsi” mentre al Nord la scommessa è un divertimento in grado di far passare il tempo in maniera piacevole. Se, infatti, esaminiamo la percentuale della cifra investita in Superenalotto, Lotto e Gratta&Vinci, sul totale di quella destinata al gioco, scopriamo che in Calabria sfiora il 50,0% e in Campania raggiunge il 42,5%, quando in Emilia arriva a fatica al 32,0%. La Lotteria Italia ha già venduto 4 milioni di biglietti con un incremento del + 7% rispetto allo stesso periodo del 2007. La febbre ha, comunque, contagiato con sfumature diverse un po’ tutta la penisola, 42 italiani su cento acquistano infatti Gratta&Vinci. Una passione che coinvolge un po’ tutti i mezzi di comunicazione a disposizione. Infatti secondo una recente indagine della Doxa sono almeno 750.000 i nostri connazionali che possono essere catalogati come giocatori attivi online. I lombardi detengono il primato anche della cifra procapite destinata al gioco con 1.051 euro, seguiti dai laziali a 1.043 euro e terzi in graduatoria gli abruzzesi, una sorpresa, con 1.028 euro. Sappiamo come in periodi di forte crisi economica la possibilità di affidare al caso la propria fortuna finanziaria attragga un numero sempre maggiore di persone, riuscendo a coinvolgere anche coloro che si sono sempre dimostrati più scettici. Del resto non può essere considerato un caso se le newslot nell’intera penisola hanno raggiunto le 311.000 unità. Una curiosità riguarda il ruolo che una singola città sta interpretando nel panorama nazionale in questo settore, parliamo di Pavia. In un qualche modo si potrebbe definire la Las Vegas italiana dal momento che nel solo territorio della provincia sono presenti 10.000 slot machine, una ogni 55 cittadini (il valore relativo all’intera penisola è una per 190 abitanti), e che la spesa media per residente raggiunge i 1.498 euro. Seguono Savona  a 1.198 euro e Rimini a 1.058. Una vera e propria “manna dal cielo” per i gestori di bar e locali d’intrattenimento della zona che ne hanno fatto prontamente incetta, tanto da far preoccupare organi di controllo e istituzioni che minacciano tempestivi interventi di regolamentazione.

 

                                                                                 La redazione

 

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