Nudi alla meta

È in procinto di aprire nella parte sud- occidentale  della Germania, e precisamente nella cittadina di Freudenstadt in piena Foresta Nera,il primo albergo tedesco riservato ai nudisti. Si chiama Fkk Naturisten Hotel Rosengarten ed è severamente vietato aggirarsi nei suoi locali con indosso qualsiasi tipo di indumento. La nazione che più di ogni altra ha prestato attenzione alla cultura del corpo libero si dimostra ancora una volta  attenta alle esigenze dei naturisti offrendo a tutti coloro che sono interessati strutture di accoglienza all’insegna della libertà più assoluta. 

                                            

Sembra proprio che si sia raggiunto l’accordo su tutto e che ben presto potrà essere aperto al pubblico il Rosergarten Hotel, nella splendida cornice della Foresta Nera a Freudenstadt cittadina del land (stato federato) tedesco del Baden – Württemberg ai confini con Svizzera e Francia, il primo albergo germanico riservato ai nudisti. Gli imprenditori lanciatisi nell’impresa non potevano scegliere posto migliore dal momento che Freudenstadt  in tedesco significa  “Città delle Gioie”. “Esistono alberghi simili in Scandinavia, Croazia e Francia – afferma Silvia Probsthain appartenente allo staff dirigente della struttura -, ma il nostro sarà il primo vero hotel per nudisti in Germania”.  In pratica per entrare è necessario spogliarsi ed è severamente vietato inoltrarsi nelle diverse sale della struttura con qualsiasi indumento addosso. Non credete, però, che l’assenza di vestiario significhi anarchia nei comportamenti. Esistono ben codificate una serie di regole ferree che se non rispettate, con teutonico ordine, portano all’espulsione dell’indisciplinato ospite, che deve rivestirsi in fretta e lasciare al più presto l’hotel. In primo luogo nel muoversi all’interno dell’albergo è indispensabile avere con se un telo da stendere su sedie, divani, poltrone e sdraio prima di usarli, poi è severamente vietata qualsiasi molestia di carattere sessuale e ogni effusione o attività del medesimo tipo nelle aree di uso comune. Inoltre, in osservanza dell’etichetta, saranno vietati i rapporti fra sconosciuti, anche nell’intimità delle camere. Con le sue 31 stanze, allestite in modo tale da poter anche ospitare intere famiglie, e un parco giochi situato nel giardino circostante, si appresta a divenire la meta di villeggiatura preferita dai 45.000 iscritti, raggruppati in 160 club, ai Freikörperkultur, l’associazione per nudisti tedesca. Del resto un po’ in tutto il paese si stanno organizzando iniziative tese a far uscire dalla sorta di zoo in cui vengono confinati gli amanti del corpo libero. Ad esempio ottengono un successo notevole e sempre maggiore le “passeggiate naturiste” organizzate in due villaggi della catena montuosa centrale dei monti Harz, nell’area centro – settentrionale del paese, tanto che si pensa di creare una segnaletica specifica riservata agli escursionisti privi di abiti. Non tutti, però, si dimostrano di vedute così aperte, il direttore dell’ufficio turistico di Freudenstadt, Michael Krause, ha, infatti, dichiarato: “Sono dubbioso. È sempre una buona cosa quando un nuovo hotel viene istituito, ma preferisco un normale concetto di hotel”. Anche le autorità sembrano frenare quelle che vengono giudicate “pericolose fughe in avanti” e pensano di multare i partecipanti alle “passeggiate naturiste”, preoccupati dalla diffusione che queste ultime stanno ottenendo. Anche qui i comportamenti non risultano uniformi tra nazione e nazione, dal momento che nella vicina Svizzera tali scampagnate sono in voga da diverso tempo. Certo pensare ad iniziative simili nel nostro paese, sede dello Stato Vaticano, fa venire la pelle d’oca, ma ci domandiamo fino a quando la libertà individuale troverà ostacoli così difficili da superare per esprimersi  nella sua completezza? In ogni modo strutture di accoglienza di questo tipo esistono anche nella cattolicissima Spagna come il “Vera Playa Club” di Almeria, sulla costa Andalusa,oppure il Suite Hotel “Marina Playa” di Fuerteventura  nelle Isole Canarie, la cui gestione ha, però, ottenuto un notevole successo quando è stata  affidata ad una famiglia, i Duffner, di chiare origini tedesche. Insomma l’opportunità di poter vivere in maniera assolutamente lecita e scevra da qualsivoglia pruderie la propria tendenza al naturismo, diventa una pratica che trova nell’attuale società spazio e strutture in grado di poterla soddisfare nei modi migliori possibili, con a disposizione tutti i confort e le attenzioni riservate alla parte di popolazione che preferisce andare in giro provvista di abiti. Un deciso passo in avanti della comunità internazionale verso la piena libertà individuale.

        

 

                                                    Egidio Crispoldi

 

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